Il senegalese ha solo 24 anni, ma ha già un’esperienza invidiabile: ha vinto l’Europa League e due Coppe d’Africa e ha giocato due Mondiali. Ecco perché può essere un rinforzo prezioso per Spalletti
Per Conte “rappresenta il futuro”, per Paratici “si tratta di uno dei più grandi talenti in Europa”: è l’estate del 2022 e Pape Matar Sarr è appena sbarcato al Tottenham degli italiani con una prospettiva da predestinato. Gli Spurs hanno pagato 20 milioni un anno prima al Metz, lasciandolo in prestito per una stagione in Francia, pensando di essersi assicurati il perno del loro centrocampo del futuro. Quattro anni dopo, Sarr è a un passo dal trasferirsi in prestito alla Juve e, nonostante debba compiere ancora soltanto 24 anni, di storie ne ha vissute tante.
sarr e i record al debutto—
La prima è ambientata a Dakar, sui campi della Generation Foot, squadra di prima divisione la cui accademia ha da anni costituito una partnership con il Metz. Da lì, prima di lui, sono usciti calciatori del calibro di Sadio Mané e Ismaila Sarr, tutt’ora protagonista in Premier League e nel mirino del Liverpool. La seconda, in Francia, perché Pape Matar brucia le tappe: dopo aver debuttato con la prima squadra senegalese addirittura a 15 anni, a 18 sbarca in Ligue 1 e, in pochi mesi, si impone come il perno del centrocampo del Metz, diventando pure il più giovane della storia del campionato francese a segnare in due gare consecutive dopo Kylian Mbappé. I paragoni iniziano a sprecarsi. “È come Miralem Pjanic”, dice il suo ex allenatore in Senegal, Oliver Perrin. “Mi ricorda Vieira”, rilancia l’ex nazionale dei Leoni della Teranga, Khalilou Fadiga. A 18 anni debutta pure in nazionale e, pochi mesi dopo, Paratici decide di fare “un grande investimento per gli anni a venire”, bruciando la concorrenza di Chelsea, Manchester United e Manchester City e facendo registrare al Metz l’incasso tutt’ora più alto di sempre.
pape sarr al centro del tottenham—
La terza vita di Sarr, in scena a Londra, all’inizio non è, però, lucente così come tutto faceva pensare. Il senegalese fatica a inserirsi nel modulo di Conte e gioca solo 646′ in tutta la prima stagione. È titolare, causa emergenza assoluta a centrocampo, nella gara di andata degli ottavi di finale di Champions League a San Siro contro il Milan di Pioli. Risultato? Una prova mediocre, da 5,5 in pagella per la Gazzetta: “Lo chiamavano Roberto Carlos per la potenza del tiro e Pape ci prova più volte. Il resto è più complesso: ordinario con la palla, un po’ leggero se sale il ritmo”. La svolta per lui arriva con l’approdo di Ante Postecoglu sulla panchina degli Spurs: l’allenatore australiano trasforma Sarr da mediano-regista a giocatore box to box e gli dà un ruolo centrale nella sua squadra, che raggiunge il punto più alto della sua storia recente con la vittoria dell’Europa League 2024-25. Per i dati del sito specializzato DataMB, in quell’annata il senegalese risulta al top in Premier League per corse progressive, passaggi chiave, passaggi in avanti e percentuale di quest’ultimi.
juve, cosa può dare sarr—
La sua quarta vita, con ogni probabilità, sarà adesso a Torino. Nel frattempo, a soli 24 anni, Sarr ha già vinto due Coppe d’Africa, ha partecipato a due Mondiali (2022 e 2024) e, nonostante l’ultima stagione di difficoltà come tutti i compagni del Tottenham, resta un centrocampista completo, capace di recuperare palla, portarla in avanti e non disdegnare conclusioni e assist: 22 (11+11) in totale nelle 141 partite con gli Spurs. Non sarà Pjanic o Vieira o “uno dei più grandi talenti d’Europa” come poteva far pensare quattro anni fa, ma per Spalletti può essere un rinforzo davvero prezioso.
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