Dall’incontro a Sydney 2000 alla Hall of Fame di Roger: in principio collega, poi moglie, madre dei loro quattro figli e punto di riferimento del campione più amato
Giornalista
30 agosto – 20:45 – MILANO
Moglie, amica, collega, madre dei loro 4 figli. Mirka Federer, nata Vavrinec è la pietra angolare su cui Roger ha edificato la sua storia sportiva e no: “Reality check”, contatto con la realtà, come l’ha definita il Magnifico durante la cerimonia di entrata nella Hall of Fame a Newport sabato sera. Per una notte i riflettori si sono spostati su di lei. Mirka ha preso il microfono per introdurre il marito alla cerimonia e ha raccontato un Federer diverso, il suo, non quello che il mondo ha visto in questi anni di meraviglie sul campo. Non il campione dei 20 Slam, dei 103 titoli e delle 310 settimane da numero 1, ma il ragazzo che aveva conosciuto quando non aveva ancora vinto nulla. “Zero”, ha sottolineato con ironia. E poi, con la leggerezza che ha accompagnato tutto il suo discorso: “Guardando indietro, suppongo di essere stata lì per tutti i 103 che sono arrivati dopo”.
La storia comincia a Sydney, all’ Olimpiade del 2000. Roger ha 18 anni, Mirka 21. Entrambi sono nella squadra svizzera, entrambi vivono di tennis, ma in quel momento le loro carriere sono lontanissime da quello che diventeranno. Federer è un talento in costruzione, Mirka è già una professionista. È nata a Bojnice, nell’allora Cecoslovacchia, si è trasferita in Svizzera con la famiglia quando aveva due anni e ha iniziato a giocare a tennis a nove. Nel 1998 è diventata professionista e nel settembre 2001 ha raggiunto il numero 76 del mondo, il suo best ranking. A Sydney arriva l’incontro che cambia tutto. Il primo bacio, raccontato da Federer e Mirka come l’inizio di una storia che nessuno dei due avrebbe potuto immaginare così lunga. “Sì, ero la donna più grande”, ha scherzato lei a Newport. “A quanto pare Roger decise subito che l’età era solo un numero. Mi ha corteggiata e, per fortuna, è stato perseverante”.
In quegli anni Mirka non è soltanto la fidanzata del giovane Federer, ma una tennista che conosce il circuito, le trasferte, la pressione di una partita. Giocano insieme anche la Hopman Cup del 2002, in doppio misto, e lei diventa una presenza costante nel box di Roger. Quando la sua carriera si interrompe, a soli 24 anni, a causa di un problema a un piede che non riusciva a risolvere, il tennis per lei diventa Roger. È sempre accanto a lui nei primi anni della scalata all’Olimpo tennistico. Lo aiuta, lo osserva, gli sta vicino. In alcune occasioni arriva perfino a riscaldarlo prima delle partite. Il ruolo di Mirka cresce insieme a Federer. Sa riconoscere i suoi silenzi e i suoi momenti di nervosismo, sa come prenderlo. La sua esperienza da giocatrice le permette di comprendere il mondo nel quale Roger vive, ma la loro relazione si consolida fuori dal campo. L’11 aprile 2009, a Basilea, si sposano con una cerimonia privata, circondati da familiari e amici. La notizia arriva pochi mesi prima della nascita delle prime figlie, le gemelle Myla e Charlene, venute al mondo il 23 luglio di quello stesso anno. Nel 2014 arrivano altri due gemelli, Leo e Lenny. Quattro figli, due coppie di gemelli, e una vita costruita attorno a un calendario tennistico che per anni non ha conosciuto pause.
Ed è proprio la famiglia uno dei passaggi più significativi del discorso di Mirka a Newport. Quando era incinta delle due bambine, gli disse che probabilmente non avrebbe più potuto accompagnarlo con la stessa continuità nel circuito. Roger le rispose serenamente che allora avrebbe smesso di giocare: “Non stava facendo il drammatico. Lo pensava davvero – ha raccontato nella sua rarissima apparizione pubblica -: la sua famiglia viene prima di tutto”. Sua moglie è stata il punto di equilibrio di quella macchina enorme che era diventata la vita di Federer: quattro figli, trasferte, tornei, allenamenti, sponsor, eventi, pressioni e l’attenzione incessante che accompagnava il campione più famoso, più amato, del mondo. Per questo, quando Roger arriva alla Hall of Fame, non riesce a parlare di lei senza commuoversi: “Mia moglie mi ha insegnato a concentrarmi di più sul tennis e a trovare gioia in tutto il resto. Lei e io ci prendiamo per mano e attraversiamo i muri”.
E nella carriera di Federer, come in quella di tutti i più grandi, i muri non sono certo mancati. Prima l’ha aiutato a trasformare un ragazzo talentuoso e ancora emotivo in un campione capace di dominare. Poi sono arrivati gli avversari, le sconfitte, gli infortuni, gli anni che passavano, Nadal, Djokovic, il corpo che a un certo punto ha cominciato a presentare il conto. E infine il muro più alto da scalare: quello del ritiro. Mirka era lì, ancora una volta. Sempre lontana dai riflettori ma presente. Solo per un’occasione speciale come la celebrazione di Roger tra le leggende ha scelto di mostrarsi, presentandolo con parole semplici e vere: “Mio marito, il mio migliore amico e ora il nuovo membro della International Tennis Hall of Fame”. Federer è entrato nella Hall of Fame, ma non ha lasciato Mirka fuori dalla porta. L’ha portata con sé, come ha fatto ogni giorno degli ultimi 24 anni. Per mano, attraversando un altro muro.
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