Si tratta di un appuntamento atteso, che permetterà al pubblico di ritrovare uno dei personaggi della musica più istrionici e talentuosi dal punto di vista scenico, in grado di essere “cantattore” mediante brani in cui riesce ad esprimere innovazione e spiritico popolaresco, poesia e rabbia, goliardia e profondità.
La rassegna
Parliamo di Mannarino, colui che domani sera chiuderà il SunBeach Weekend di San Benedetto del Tronto, la manifestazione a ingresso gratuito allestita sulla banchina Malfizia del porto. Per Mannarino si tratta di una delle tappe estive del suo tour, dopo l’uscita dell’album Primo amore, pubblicato a maggio e nuovo capitolo del percorso professionale dell’amatissimo artista romano, anticipato dal singolo Ciao, brano che sarà presentato con gli altri pezzi compresi nel disco, il sesto della sua carriera. Il concerto, la cui scaletta prevede di riproporre anche le diverse fasi artistiche del suo iter, recuperando i pezzi più conosciuti del suo repertorio – da Me so’ mbriacato a Statte zitta, da Serenata lacrimosa a Scetate vajo, da Cantaré a Fatte bacià – riporterà Mannarino nelle Marche, luogo dove si è esibito con successo molte volte e che lo ha visto anche ospite a Musicultura nel 2011. «La serata di domani porterà sul palco un concerto che, dopo tutte le date di questa stagione, ha continuato a trasformarsi e a trovare ogni volta una forma diversa» ha esordito Mannarino. «Ogni volta cerco di non replicare uno spettacolo, ma fare in modo che quel qualcosa possa esistere solo in quel momento» confessa il cantautore. Mannarino arriva a questo suo sesto disco dopo un percorso iniziato da solista nel 2009 con l’album Bar della rabbia, a cui poi sono seguiti Supersantos (2011), Al Monte (2014), Apriti cielo (2017) e V (2021). Sebbene la sua carriera sia stata piena di esperienze, tra dj set, cinema, radio, tv e teatro, l’artista romano ha sempre avuto un rapporto speciale con il pubblico, mediante i live. «Negli ultimi abbiamo costruito il concerto come un flusso, cercando di non interrompere quello che nasce tra un brano e l’altro: ci sono momenti in cui il ritmo prende tutto e il corpo viene prima del pensiero, e altri in cui invece il concerto si spoglia e rimane qualcosa di molto più intimo» rivela circa le peculiarità delle sue più recenti tappe dal vivo.
L’origine
«Il disco Primo Amore è nato in un tempo solitario, di viaggio e di ricerca: adesso mi interessa vedere cosa succede a quelle canzoni quando finiscono in mezzo alle persone» confessa il cantautore, certo che i brani sul palco stiano acquisendo nuova veste. «Anche le altre canzoni, messe accanto a quelle di Primo Amore, riescono a cambiare significato, come se le stessi rileggendo da un punto diverso della mia vita» conclude Mannarino, tra i pochi artisti italiani dediti a un’evoluzione dettata anche dalle tante collaborazioni intessute in tutti questi anni: tra i tanti, con musicisti quali Samuel dei Subsonica e David Riondino; con big della tv come Fiorello e Serena Dandini; con attori del calibro di Ascanio Celestini, Massimiliano Bruno e Valerio Aprea.