di
Alessandro Bocci

I campioni d’Italia affronteranno a stretto giro prima il Napoli e poi il Real Madrid. Il Como si dimostra più forte degli azzurri. Fiorentina ultima con un mercato da 100 milioni: Paratici rifletta

Chivu arriva al primo snodo della stagione come avrebbe desiderato: due vittorie e 6 punti. Nel primo tempo l’Inter è irresistibile, pronta per i prossimi due appuntamenti che misureranno la febbre ai nerazzurri: Napoli e Real Madrid uno dietro l’altro. Calhanoglu segna con un colpo da biliardo il secondo gol consecutivo e fossimo nei panni di Marotta e Ausilio, seduti in tribuna uno a fianco dell’altro alla Domus Arena, ci affretteremmo a allungare il contratto in scadenza del regista turco. Ma non c’è solo lui: l’intensità di Barella, i movimenti chirurgici di Lautaro, le rotazioni dei centrocampisti. 

Manca però un po’ di sano e vecchio cinismo negli ultimi 20 metri, un difetto che i campioni d’Italia non riescono a togliersi di dosso e ogni tanto torna fuori. E siccome le partite non hanno mai una sola faccia, a lungo andare il dominio diventa sofferenza. L’Inter rischia di buttarsi via per imprecisione e superficialità e in partite di livello superiore non se lo potrà permettere. Napoli-Como è il primo scontro diretto tra quelle che giocano le Coppe europee e regala un’indicazione precisa: la squadra di Fabregas è più forte, matura e convinta della scorsa già straordinaria stagione. E con l’arrivo di Kean (anche se Douvikas è stato straordinario) crescerà ancora. Il Napoli, e siamo solo alla seconda giornata, è già con le spalle al muro: se dovesse perdere sabato a San Siro contro Chivu finirebbe a 6 punti dalla vetta e perderebbe il ruolo di anti-Inter. 



















































Allegri cede per la prima volta a Fabregas, un confronto generazionale e filosofico, ma non è questo che deve far riflettere Max. Il suo Napoli è a corto di idee, di ritmo e con una difesa da brividi: forzare la costruzione dal basso, come in occasione del raddoppio comasco, è un suicidio. E nella fase offensiva manca qualità che gli azzurri trovano solo quando entra De Bruyne. Pensierino finale: la Lazio, con un altro gol di Frattesi e un mercato a risparmio, è a punteggio pieno. La Fiorentina, dopo aver speso oltre cento milioni, è disperatamente ultima. Paratici rifletta.

31 agosto 2026 ( modifica il 31 agosto 2026 | 07:11)