“Le vacanze sono già un lontano ricordo, ma va bene così”, dice Caterina Balivo, pronta a tornare dal 7 settembre su Rai1 con La Volta Buona, per la quarta stagione del fortunato format pomeridiano in onda alle 14.
Il programma continuerà a muoversi tra spettacolo, costume, attualità e storie personali. Nel salotto di Balivo troveranno ancora spazio interviste a personaggi del cinema, della televisione, della musica e della cultura, ma anche racconti legati alla vita quotidiana e alle relazioni, “con qualche novità”, aggiunge la conduttrice in una conversazione con l’ANSA. “Il salotto diventerà come sempre un luogo di confronto.
Spazio anche a storie personali, con un focus particolare sulle relazioni e sulle emozioni”.
Emozioni che i follower della conduttrice hanno colto quest’estate nel post sui social del marito, Guido Maria Brera, al concerto di Jovanotti dove sono andati in coppia, con tanto di dedica video in cui i due sono abbracciati, sorridono, cantano e si lasciano trascinare dall’energia del concerto.
“Diciassette anni insieme… la nostra impresa impossibile. Grazie Lorenzo Jova”, ha scritto Brera, prendendo in prestito proprio le parole di Jovanotti e trasformandole nella dedica più personale per Balivo. “È stato bellissimo, bellissimo – chiosa la conduttrice -: non sai quante persone mi hanno scritto dicendomi che la dedica le aveva fatte sognare. La verità – sottolinea – è che per l’amore, come per tutte le cose importanti della vita, ci vuole tanto impegno”.
Ma torniamo alla Volta Buona: “In ogni nuova edizione – dice Balivo – metto impegno come se fosse la prima: è fondamentale l’ascolto del pubblico e delle persone che incontro. Si riparte nel segno della continuità, ma con piccole novità che porteremo all’interno del programma”. Tra queste, “abbiamo scelto di avere un pianista: è un ragazzo giovane, Emanuele Fasano, ma con tantissima esperienza. Sono molto contenta di poter avere questa freschezza. Poi ci sarà sempre il nostro divano arancione, ma la mia seduta sarà un po’ staccata, anche se il pubblico da casa lo vedrà sempre circolare. È fatto per poter avere un rapporto meno laterale con gli ospiti”. E ancora, racconta, “vorrei portare delle piante grandi, che mi divertono molto, tipo cactus e cuscino della suocera, per fare anche un po’ di ironia su una conduzione che non voglio mai che sia troppo affettata o retorica, una cosa che non mi appartiene. E poi avremo nuovi inviati. Gli ospiti? Non posso ancora rivelare i nomi… non è che abbiamo George Clooney eh – scherza – magari, ha fatto un discorso bellissimo a Venezia”.
Cosa le piace di più del suo programma? “Il racconto delle persone comuni è una cosa che mi piace sempre tantissimo, perché ormai negli ultimi anni, forse dal Covid in poi, si è un po’ persa. Mi piace dare spazio a persone che tutti i giorni fanno il loro lavoro con grande maestria, ma che in realtà più nessuno quasi si nessuno si fila, perché negli spazi quotidiani c’è sempre molta cronaca, cronaca nera. Andare in luoghi dove nessuno va più, mettersi in ascolto delle piccole storie che possono diventare grandi storie sarà uno dei fili conduttori.
Abbiamo implementato la squadra di redattori proprio per avere persone che raccontano storie, almeno due in studio e uno in collegamento. E poi c’è sempre l’intervista con un personaggio famoso”.
La conduttrice ha due figli che stanno per tornare a scuola: si parla tanto di intelligenza artificiale, cosa ne pensa? “Mi fa paura, perché già oggi si fa meno fatica in tutto e questo sicuramente agevola i ragazzi, ma devono essere un po’ più grandi per capirne i pregi e i pericoli. Quando si è piccoli gli strumenti devono essere quelli tradizionali per leggere, studiare, divertirsi. Può sembrare un discorso anacronistico ma io la penso così. Il riassunto di un libro se vuoi te lo fa l’intelligenza artificiale senza averlo letto: questo fa fa paura. Io vigilo, voglio che i miei figli leggano e imparino dagli insegnanti, dai libri, approfondiscano, facciano domande, per ragionare, interrogarsi. Altrimenti si atrofizza il cervello e non elabori nulla”.
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