di
Roberta Merlin

L’episodio nel reparto degli Ospedali Riuniti Padova Sud: per oltre due ore l’uomo ha tenuto sotto scacco medici e operatori sanitari

È stato un pomeriggio di paura, domenica 6 settembre, al pronto soccorso degli Ospedali Riuniti Padova Sud, a Schiavonia (Monselice) dove un paziente è andato in escandescenza e per oltre due ore ha tenuto sotto scacco il reparto, danneggiando pesantemente un’ala dell’area rossa e devastando completamente un bagno. Una situazione di estrema pericolosità, con medici e infermieri costretti a fronteggiare la furia dell’uomo, un 52enne di Montagnana, mentre l’assistenza agli altri pazienti veniva riorganizzata in un’altra ala dell’ospedale. 

Come è stato fermato

Nessuno è rimasto ferito. Tutto è cominciato intorno alle 17.30. L’uomo era arrivato al pronto soccorso con il 118 e già nelle prime fasi dell’assistenza si era mostrato scarsamente collaborativo e contrario agli accertamenti. Con il passare dei minuti, però, la situazione è degenerata. Il paziente, in evidente alterazione psicofisica, è diventato sempre più aggressivo, ha inveito contro il personale e ha cominciato a lanciare oggetti, tra i quali anche una barella. Poi si è diretto verso un bagno dell’area rossa e lì la situazione è diventata ancora più critica: ha distrutto il lavabo e gli altri elementi presenti nel locale, scagliandoli contro il personale intervenuto per calmarlo. A quel punto è stata decisiva la reazione di un’infermiera che è riuscita a chiudere la porta e a bloccarla con una barella, isolando l’uomo e impedendogli di tornare nel reparto.



















































«Situazione critica»

Con l’arrivo delle forze dell’ordine la situazione è stata riportata sotto controllo, il paziente è stato preso in carico e assistito nello stesso pronto soccorso. Nel frattempo l’area danneggiata era stata isolata, il turno infermieristico rinforzato e l’attività trasferita temporaneamente in un’altra ala. «È stato un episodio molto critico – racconta la direttrice del Uoc Pronto soccorso degli Ospedali Riunito Padova Sud Roberta Volpin –. La violenza dell’aggressione e la forza dell’uomo hanno creato una situazione di estrema pericolosità, causando ingenti danni al pronto soccorso. Determinante, in quei momenti, è stata anche la prontezza di un’infermiera in turno che è riuscita a chiudere la porta del bagno e a bloccarla con una barella, isolando l’aggressore. Una reazione pronta e decisiva». Sono stati circa dieci gli operatori impegnati nell’emergenza.

La reazione

«Medici, infermieri, operatori socio sanitari e personale della vigilanza hanno reagito con grande prontezza, riuscendo a contenere la situazione ed evitando conseguenze ancora più gravi». Pesante la conta dei danni: un’ala dell’area rossa è stata seriamente danneggiata e il bagno completamente devastato. Sono quindi scattate le operazioni di messa in sicurezza, pulizia e disinfezione. Soltanto intorno alle 22 il Pronto soccorso è tornato pienamente operativo.

Stefani: «Dimensioni preoccupanti»

Nella notte tra sabato e domenica un altro episodio di aggressione contro gli operatori e la struttura era avvenuto all’Ospedale dell’Angelo di Mestre, concluso con l’arresto di una donna che era andata in escandescenza. Gli episodi riportano ancora una volta in primo piano il problema della sicurezza negli ospedali veneti, tanto che proprio il presidente della Regione Alberto Stefani è intervenuto parlando di aggressioni ai sanitari che stanno assumendo «dimensioni preoccupanti».


Vai a tutte le notizie di Padova

7 settembre 2026