Dall’impresa sfiorata contro le americane alla sconfitta contro le asiatiche: le azzurre partono molto male e non riescono più a rientrare in partita. Mercoledì le Opals per l’accesso ai quarti di finale

Dopo il paradiso sfiorato, la botta della Cina. A 24 ore dall’impresa di aver messo in crisi le imbattibili americane, le asiatiche non lasciano scampo all’Italia al Mondiale femminile: 71-51. Le due squadre cambiano pelle, insieme: le azzurre si mostrano pietrificate, le asiatiche, che hanno balbettato contro la Cechia e vinto fortunosamente solo al supplementare, giocano una partita spettacolare. La somma vettoriale della doppia trasformazione si traduce nell’impietoso +25, massimo vantaggio, che le cinesi ci infliggono in meno di due quarti. Prima dominano con le due superlunghe Zhang, la montagna di 2.26, e l’impeccabile Han, poi anche le esterne attaccano una musica terribile di entrate e canestri, tirando da tre con il 42%: mai visto. 

italia schiantata—  

La fatica immane contro le americane è rimasta nella testa e nelle gambe delle azzurre. Che comunque sono ancora in gara: quattro formazioni vanno a casa, noi siamo fra le 12 migliori del mondo. Ma contro le cinesi il nostro attacco è troppo poco: 7 punti nel primo quarto, appena un sussulto nel secondo per risalire nel finale a -19. Le lunghe non arrivano mai a canestro. Il tiro dalla distanza è un miraggio (2/17 alla fine). Il secondo tempo poteva essere un calvario, ma l’Italia ha un sussulto d’orgoglio, con Zandalasini, Villa, Pan e Cubaj e da -25 risale fino a -12, prima di cedere alla fatica e allo stato di grazia di una Cina irriconoscibile, proprio come noi, ma in positivo. E allora mercoledì alle 20.45, negli spareggi post girone, l’Italia troverà l’Australia, squadra forte. Ma attenzione a non dare per morte queste azzurre. L’imperativo è dimenticare e rialzare subito la testa, obiettivo quarti.