di
Daniele Rea
Il coach umbro della Prosecco Doc Imoco Conegliano ha vinto con la Turchia il suo secondo Europeo consecutivo battendo l’Italia
«Il mio è un viaggio magico. E questa è solo un’altra tappa di un’avventura che voglio continuare a vivere al top». Parole chiare, che suonano come l’introduzione di una melodia mai banale e mai ripetitiva, che hanno come unico autore Daniele Santarelli. Lui che per tanti è il «Re Mida» del volley femminile, lontano dai taraflex mondiali è «semplicemente» un grande professionista e un lavoratore instancabile. Un predestinato dotato di un grandissimo talento tecnico (questo è ormai fuori di dubbio da parecchi anni), a cui però le cose non sono piovute addosso per caso.
Le scelte
Domenica 6 settembre, il coach della Prosecco Doc Imoco Conegliano ha vinto con la Turchia il suo secondo Europeo consecutivo. Un altro capolavoro, battendo l’Italia delle «sue» Sarah Fahr e Merit Adigwe e delle due giocatrici venete in campo ed entrambe ex Imoco, cioè Paola Egonu e Eleonora Fersino. «Per me è stata una grande esperienza formativa — riflette Santarelli — e un’altra tappa fondamentale per la mia maturazione, come tecnico e come persona. Ho dovuto fare grandissimi sforzi per capire come aiutare la squadra a prendere l’inerzia della partita. Sono cose che non ti insegna nessuno, da capo allenatore capisci che le scelte, alla fine, le devi fare tu. Io ho la fortuna di avere degli assistenti incredibili, però l’ultima parola spetta sempre a me. Gli appellativi e le etichette gli lascio agli altri, io so quello che devo fare, so di dover continuare a lavorare tanto. Questa volta è andata bene, magari la prossima non andrà così ma io rimango sempre la stessa persona».
La pressione
Una vittoria che vale doppio per Santarelli che dopo la sconfitta al Mondiale del 2025, contro l’Italia, aveva dovuto sopportare anche alcune frecciatine poco piacevoli. «C’era una grande pressione, giocavamo in casa e spesso chi ospita questi eventi non li vince — sottolinea il tecnico — e per me è stato difficile, in modo particolare per colpa di alcune chiacchiere che c’erano state, in passato, sul mio lavoro. Giocare con l’Italia è sicuramente una situazione particolare per me, ma quando inizia la partita do tutto me stesso assieme al mio staff per portare al successo la Turchia e sono soddisfatto di questo risultato, per me, per le Federazione e per tutti i tifosi turchi».
«Sto bene in Turchia»
Con la medaglia d’oro all’Europeo, la bacheca personale del tecnico umbro conta otto scudetti, sette Coppe Italia, sette Supercoppe, tre Mondiali per Club, tre Champions League, a cui si aggiungono appunto due Europei, un Mondiale vinto con la Serbia e altre medaglie internazionali. Il tutto in nove anni da capo allenatore. «Ho sempre affrontato tutto questo come un viaggio magico, proprio come facevo quando allenavo le giovanili» confessa Santarelli. E va da sé che il sogno di vederlo sulla panchina azzurra dopo Velasco sia forte per tutti, o quasi. «Io sto veramente bene in Turchia, mi trovo benissimo e mi trovo alla grande. Sono l’allenatore della nazionale turca, il suo primo tifoso. Ho portato qui uno staff tutto italiano, sono fiero di aver raggiunto questo risultato e quindi non penso al futuro con un’altra squadra». O almeno non a quello sulla panchina di un’altra nazionale, perché a breve c’è da pensare alla sua Conegliano, che con il tricolore sul petto vuole recitare un’altra stagione da protagonista.
Non prima di un meritato periodo di riposo. «Una settimana obbligatoria di ferie — sorride Santarelli — su forte spinta del club che mi vuole bene, altrimenti sarei tornato subito… Mi prenderò dei giorni per ricaricare le energie e pensare poi all’Imoco, perché ci attende una stagione intensa e dispendiosa».
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8 settembre 2026 ( modifica il 8 settembre 2026 | 11:54)
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