È stato aperto davanti al notaio Lorenzo Luca il testamento di Francesco Guccini datato 17 dicembre 2015. Un testamento pubblico, redatto davanti al notaio e a due testimoni, che però non sarebbe l’ultimo lasciato dal cantautore. Nel 2019, infatti, Guccini avrebbe stilato un secondo testamento, depositato presso un altro notaio bolognese e già pubblicato lunedì per volontà della moglie Raffaella Zuccari. Il documento più recente potrebbe contenere disposizioni differenti.

Le case di Pavana e via Paolo Fabbri

All’apertura del testamento del 2015 era presente Teresa, unica figlia di Guccini, alla quale sarebbero stati destinati diversi beni del padre. Nel testo del 2015 né la casa di Pavana né quella di via Paolo Fabbri a Bologna, però, sarebbero andate alla figlia. La residenza bolognese del cantaurore, in particolare, sarebbe stata destinata alla moglie Raffaella. A definire il quadro dell’eredità sarà però il testamento del 2019, successivo a quello aperto davanti al notaio Luca e potenzialmente diverso nelle disposizioni. Resta quindi da chiarire quale sarà il destino definitivo delle due case più legate alla vita di Guccini.

I funerali privati a Pavana

Guccini è morto il 6 agosto a Pavana, a 86 anni. I funerali si sono svolti due giorni dopo, l’8 agosto, nel cortile della casa di famiglia, in forma privata. Un mese dopo quell’ultimo saluto arriva dunque il momento dell’apertura delle sue ultime volontà.

Al momento non sono noti pubblicamente né i contenuti delle disposizioni testamentarie né eventuali decisioni relative al patrimonio artistico. E neppure uno degli amici bolognesi più vicini al cantautore, Giorgio Comaschi, aveva mai affrontato con lui l’argomento.

Comaschi: “Del testamento non mi aveva mai parlato”

“Eravamo vicini, eravamo amici, ma la parola testamento è la prima volta che la sento da quando lo conosco”, racconta Comaschi a BolognaToday. “Non sapevo neanche che l’avesse fatto e non avrei idea di cosa possa esserci”. Fino agli ultimi giorni, ricorda, i loro discorsi erano ben lontani da questioni ereditarie. “Noi parlavamo di cose molto più leggere, eravamo due ‘asini’ che scherzavano sulle cose, facevamo giochi di parole. Fino agli ultimi giorni”.

Guccini, infatti, continuava a occuparsi anche dei suoi progetti artistici. Tra questi c’era proprio uno spettacolo al quale Comaschi sta lavorando e che arriverà al Teatro Duse. “Stava collaborando con me per l’opera Guccini che faremo al Duse. Aveva scelto la scaletta, aveva sentito gli arrangiamenti. Parlavamo di quello e delle crittografie mnemoniche, un gioco che abbiamo sempre fatto. Mai sfiorata l’idea dell’argomento testamento”.

Comaschi racconta di aver sentito in questi giorni anche la moglie del Maestro, Raffaella, e di non avere ricevuto alcuna anticipazione. “È una notizia che mi avete dato. Anche Raffaella l’ho sentita in questi giorni e non mi ha mai detto niente”. E sull’eventualità che il contenuto delle ultime volontà venga reso noto si mostra scettico: “Il testamento è curioso, ma che poi lo rendano anche pubblico è difficile, io non credo”.

“Magari mi ha lasciato la casa di Pavana”

Una riservatezza che, secondo Comaschi, è perfettamente coerente con il modo in cui la famiglia ha gestito anche l’ultimo saluto al cantautore. “Il funerale l’hanno fatto per pochissime persone. Ho avuto piacere così, che l’abbiano fatto in famiglia e con le persone di Pavana”.

Lo stesso Comaschi ha preferito restare lontano dalle celebrazioni più affollate delle ultime settimane. “Non sono neanche andato l’altra sera alla festa di Porretta perché c’era troppo casino. Io sto un po’ in disparte in questo caso, ma continuo a lavorare all’opera su di lui”.

E quando il discorso torna sul mistero delle ultime volontà dell’amico, riemerge l’ironia che ha accompagnato il loro rapporto: “Poi magari adesso si scopre che mi ha lasciato la casa di Pavana”. E scherza anche sull’altra abitazione entrata nella mitologia gucciniana: “O via Paolo Fabbri, non so”.

Un regalo da Guccini, però, Comaschi racconta di averlo già ricevuto. Nell’ultimo libro del cantautore compare infatti una storia nata da un vecchio brogliaccio che proprio lui gli aveva consegnato. “Nel libro dice ‘un mio amico giornalista sagace e cabarettista mi ha dato questo brogliaccio’: si capisce bene che sono io. Sapevo che aveva scritto un libro su questo racconto, ma non sapevo che l’avesse intitolato come il mio spettacolo. Mi ha fatto questo regalo”.

Da via Paolo Fabbri a Pavana, gli omaggi continuano

Mentre si attende di capire se qualcosa delle ultime volontà di Guccini diventerà pubblico, continua l’omaggio dei suoi ascoltatori. Il primo era cominciato già nelle ore successive alla morte in via Paolo Fabbri 43, l’indirizzo bolognese reso immortale dal cantautore. Davanti alla casa erano arrivati fiori, biglietti, chitarre e decine di persone che avevano intonato le sue canzoni.

Anche Pavana è diventata in queste settimane luogo di ricordo e pellegrinaggio, mentre nell’Appennino sono proseguite le iniziative dedicate al cantautore. A Porretta, nei giorni scorsi, sono tornati insieme sul palco anche alcuni dei suoi storici compagni di viaggio.

Proprio nel giorno dell’apertura del testamento è previsto un altro appuntamento nel Bolognese. Questa sera, 8 settembre alle 21, all’Arena Italia di Castenaso è in programma la proiezione gratuita del documentario “Francesco Guccini: fra la Via Emilia e il West” di Giuliano Nicastro, introdotto da Gabriella Fenocchio e Alessandro Berselli.