La procura di Milano ha chiesto la condanna per due alti manager bancari all’interno del terzo processo per falso in bilancio del Monte dei Paschi di Siena, che ha preso spunto da un’ipotesi di mancata svalutazione di crediti dell’istituto iscritti in bilancio tra il 2013 e il 2016 con lo scopo di non far emergere perdite miliardarie. I due manager sono Massimo Tononi e Alessandro Viola, che hanno occupato ruoli di vertice all’interno dell’istituto toscano una decina di anni fa, all’epoca dei fatti. Per loro le pm Giovanna Cavalleri e Cristiana Roveda hanno chiesto 3 anni di carcere ad entrambi con l’accusa di aver falsificato la prima semestrale del 2016. Il capo di imputazione prevedeva anche un’ipotesi di falso anche per il bilancio 2015 ma quel fatto sarebbe già andato in prescrizione.

Assoluzione per Alessandro Profumo

Chiesta invece l’assoluzione per l’ex manager Arturo Betunio e per Alessandro Profumo, ex presidente della banca senese dopo la sua uscita da Unicredit e già amministratore delegato del gruppo della difesa Leonardo dopo aver lasciato Siena. In questo procedimento sono costituite circa 5mila parti civili, in massima parte piccoli risparmiatori che hanno subito forti perdite in quegli anni.

In questo processo l’accusa aveva contestato anche altri reati come il falso in prospetto per 2 aumenti di capitale da 8 miliardi di euro in totale e l’aggiotaggio, ma per questi reati sono state chieste tutte assoluzioni al termine dell’istruttoria.

Al centro del risiko bancario

Da sottolineare che Massimo Tononi è attualmente il presidente di Banco Bpm, l’istituto milanese che, al pari di Mps, è al centro del risiko bancario italiano che vede coinvolta anche Intesa Sanpaolo. Com’è noto Intesa ha lanciato un’offerta pubblica di acquisto e scambio (Opas) sul Monte dei Paschi che a sua volta ha risposto ipotizzando un’offerta di scambio (Ops) su Banco Bpm e Banca Generali a scopo difensivo.

Va ricordato inoltre che l’istituto senese è al centro di un’altra inchiesta della procura milanese nella quale sono indagati l’attuale amministratore delegato di Mps Luigi Lovaglio insieme all’imprenditore Francesco Caltagirone e al numero uno di Essilor Luxottica Francesco Milleri per la scalata che li ha portati a controllare la banca di Piazza Salimbeni.