In lizza per vincere anche Kane, Yamal e i giocatori del Psg campione d’Europa. Ecco chi corre per aggiudicarsi l’ambito premio di France Football

Alessandro Grandesso

8 settembre (modifica alle 20:19) – MILANO

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Trenta nomi per il trofeo più ambito. Ma i veri candidati sono tre o forse quattro. Anche quest’anno il Pallone d’oro sembra destinato a un giocatore del Psg che si è ripetuto in Champions League, come Dembélé, premiato un anno fa a Parigi. Oppure il collega Kvaratskhelia, che piace a Platini. Anche se poi c’è chi vuol dire la sua facendo valere il titolo mondiale, come il blaugrana Lamine Yamal, secondo nella precedente edizione. O meglio ancora Fabian Ruiz, che ha vinto entrambe le coppe principali. A meno che non si faccia spazio uno come Mbappé, che il premio se lo darebbe da solo. Nessuno italiano a bordo, neppure tra i giovani, i portieri o i club, sia al maschile che al femminile. O meglio, c’è Lautaro Martinez, da bandiera dell’Inter. E pure l’intramontabile Messi. 

AUTOVOTO —  

“Io voto per me, sono dell’idea di poterlo vincere già quest’anno”, ha dichiarato la stella del Real Madrid che non ha vinto nulla di importante nella passata stagione, ma ha chiuso al primo posto la classifica dei marcatori in Liga, in Champions e soprattutto al Mondiale, diventandone pure il più prolifico della storia. Più modesto il collega di nazionale Dembélé, che il Pallone d’oro ce l’ha già sul caminetto, ma che quest’anno lo darebbe pure a qualcun altro, in ordine sparso a Kvaratskhelia, Kane o lo stesso Mbappé: “Ma penso rimarrà nelle mani di un parigino. E non mi ci metto dentro, se mi chiedete chi preferisco”, ha dichiarato con modestia il numero 10 del Psg che non dimentica neppure “Olise, Lamine Yamal, Ruiz e Pacho”. 

GIURIA —  

Il georgiano del Psg non ha disputato il Mondiale, ma piace tanto a Michel Platini che ai suoi tempi ne vinse tre di fila, di trofei di France Football. Lamine Yamal è in lizza anche per il Pallone d’oro dei giovani già vinto due volte, conteso dal neo bianconero Alajbegovic, dal parigino Zaire-Emery, dal neo citizens Bouaddi, dall’altro blaugrana Cubarsi, dal neo madridista Diomandé, da Karl del Bayern Monaco, Kroupi del Bournemouth, Manzambi oggi all’Aston Villa, Maza del Bayer Leverkusen. Ma il fuoriclasse del Barcellona si autocandida pure lui per il premio principale: “Penso di avere un bel po’ di possibilità pure io, perché ho fatto una grande stagione”. La decisione spetta ai cento giurati giornalisti dei primi cento paesi Fifa, chiamati a votare in funzione delle prestazioni individuali, del loro carattere decisivo e scenico, oltre che per le prestazioni collettive, il palmares, la classe e il fair-play nella passata stagione. La cerimonia è prevista per il 26 ottobre e stavolta si svolgerà a Londra, e non a Parigi. E in collaborazione per la prima volta con l’Uefa, ma solo in termini organizzativi e promozionali. 

LO STRANIERO —  

Tra i portieri, esce di scena Donnarumma che nel 2025 aveva rivinto il Pallone d’oro di categoria dopo quello del 2021, grazie all’epopea Champions con il Psg, prima di passare al Manchester City. Il suo posto l’ha preso Safonov, promosso tra i pali da Lucho. Per il denominato trofeo Yashin concorrono anche Dibu Martinez, Courtois del Real Madrid, Garcia del Barcellona, Kobel del Borussia Dortmund, Mendy dell’Al Ahli, Bounou dell’Al Hilal, Simon dell’Athletic Bilbao, David Raya dell’Arsenal e Vozinha, 40enne passato dal Chaves, in seconda divisione portoghese, al Colo-Colo dopo un Mondiale da protagonista con Capo Verde. Sono quattro gli spagnoli tra i cinque candidati del titolo di miglior allenatore. Luis Enrique mette in gioco la corona con il c.t. della nazionale campione del Mondo, De La Fuente, il finalista di Champions e campione d’Inghilterra, Arteta, e l’ex parigino Emery che ha vinto di nuovo l’Europa League con l’Aston Villa. Kompany, del Bayern Monaco, è l’unico “straniero”. 

SOLCO ITALIANO —  

E l’Italia? Non segnalata, neppure tra le donne, dove la blaugrana Putellas, avendo vinto tutto, è candidata favorita, dopo i successi del 2021 e 2022, con la blanda concorrenza della belga Tessa Wullaert, passata dall’Inter al Como. Tra gli uomini, invece, il deserto. A parte l’ottantenne Fabio Capello che ha preso parte alla composizione dei trenta candidati maschili, imponendo magari il capitano nerazzurro Lautaro Martinez, alla quinta presenza, ma mai andato oltre il 7/o posto del 2024. Se la Champions manca all’Italia da 16 anni, il Pallone d’oro non va a un italiano dal 2006 (Cannavaro). Più che il segno, il solco dei tempi e del declino, visto che tra i 30 c’è il 39enne Messi, e pure un paio di giocatori che giocano in Arabia Saudita: Mané (Al Nassr), Quinones (Al Oadsiah).

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Pallone d’oro, la lista dei 30—  

Questa la lista dei candidati al premio: Jude Bellingham (Real Madrid); Pau Cubarsí (Barcellona); Marc Cucurella (Real Madrid); Ousmane Dembélé (Psg); Luis Díaz (Bayern Monaco); Bruno Fernandes (Manchester United); Gabriel (Arsenal); Erling Haaland (Manchester City); Achraf Hakimi (Psg); Harry Kane (Bayern Monaco); Khvitcha Kvaratskhelia (Psg); Lamine Yamal (Barcellona); Sadio Mané (Al-Nassr); Marquinhos (Psg); Lautaro Martínez (Inter); Kylian Mbappé (Real Madrid); Nuno Mendes (Psg); Lionel Messi (Inter Miami); João Neves (Psg); Michael Olise (Bayern Monaco); Willian Pacho (Psg); Julián Quiñones (Al-Qadsiah); Declan Rice (Arsenal); Rodri (Barcellona); Fabián Ruiz (Psg); William Saliba (Arsenal); Ferran Torres (Psg); Dayot Upamecano (Bayern Monaco); Vinícius Jr. (Real Madrid); Vitinha (Psg).