Il numero uno nerazzurro ha fatto grandi parate ma l’errore sul 2-0 di Valverde è stato decisivo. E riecco il dubbio estivo che promuoverlo titolare sia stato un azzardo
9 settembre – 07:41 – MADRID (SPAGNA)
Un pasticciaccio brutto capita a tutti, anzi l’errore arriva più spesso del solito in questo teatro che fa tremare le gambe anche ai giganti, ma il sospetto che ogni interista custodiva sotto sotto dall’estate è emerso ieri in superficie: alla lunga, quest’anno il portiere potrebbe essere un problema. Al 32’ del primo di due tempi surreali Pepo Martinez, numero 1 della squadra per deliberazione estiva, si è attorcigliato con la palla e ha regalato a Valverde il 2-0 taglia-gambe del Real Madrid. I Blancos avevano già segnato il primo grazie a un altro gentile omaggio, combinato da Jones e Bisseck: era stato un errore assai grave, ma un’inezia rispetto a quanto combinato dal portiere spagnolo, che ha immediatamente lasciato nell’aria vibes da Radu che fu. Gli si chiede di uscire alto e giocare con i piedi, ma a furia di camminare su un filo teso in altezza si rischia pur sempre di cadere giù.
pepo da valencia—
Il 28enne Josep, detto Pepo, è originario della comunità valenciana, si è formato nella Masia del Barcellona e aspetta solo il giorno in cui De la Fuente possa guardare a lui con interesse: anche per questo, per lui giocare qua al Bernabeu era speciale, ma l’appuntamento della vita è diventato incubo. Dopo l’errore era talmente grande lo shock attorno a lui che nessun compagno è andato a rincuorarlo con particolare calore: lo spagnolo si è tirato su i calzettoni ed è ripartita la giostra. Anzi, nell’assurdità di questo bollente fine estate madrilena, ha compiuto alcuni miracoli, due eccezionali su Bellingham. La prima parata istintiva nell’ultima azione del primo tempo, la seconda acrobatica e da pallamano nella ripresa dopo una giocatona di Brahim Diaz: in entrambi i casi, ha salvato su un tap-in a botta più che sicura, evidentemente Pepo non conosce mezze misure.
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il grande dubbio—
Il contrasto sullo status dei due portieri del Bernabeu è diventato stridente quando l’occhio ha cominciato a muoversi verso l’altro accampamento: a difendere la porta del Real ci sono ancora le manone accoglienti dell’eterno Courtois. Con lui diventa ordinario lo straordinario, ma il belga è soprattutto la conferma che in un top club non si può mai prescindere da un top portiere. Nel mercato estivo i dirigenti nerazzurri si sono interrogati a lungo sul da farsi, al punto che in principio era stato bloccato Vicario con promessa di acquisto: il portiere friulano si è poi diretto a Torino quando i dirigenti nerazzurri gli hanno comunicato che non avrebbero investito su un nuovo numero 1. La somma è stata dirottata altrove, nella convinzione che Pepo sia pronto a prendere i guanti da titolare, dopo un paio di stagioni da vice Sommer. Tra l’altro, ieri lo svizzero, ora al Bruges, ha combinato anche lui un discreto pasticcio in uscita contro l’Aston Villa. Lo spagnolo aveva, comunque, cancellato alcuni dubbi sul proprio comportamento in allenamento e pareva aver ritrovato solidità mentale, nonostante un’indagine per omicidio stradale penda ancora sulla sua testa: così, con l’avallo dell’allenatore, è stata votata la promozione di Martinez e l’acquisto di un secondo, Ivan Provedel, con l’idea di fargli giocare un corposo tot di partite. Dopo una serata così, questo numero potrebbe aumentare e il debutto dell’ex laziale potrebbe pure essere anticipato, mentre resta appeso alla testa di Martinez un punto interrogativo grande così: serviranno altri esami e le parate successive ridanno comunque fiducia, ma sicuri che, in linea generale, il club su Pepo primo portiere non abbia azzardato troppo?
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