Non se n’era andato. Era semplicemente andato in letargo. Come quegli orsi maturi ormai consapevoli dei cicli delle stagioni: a prima vista sonnolenti ma in realtà famelici e memori dell’istinto che li guida. “Ci sono le tattiche, si parla con i coach e hai un piano di gioco. Ma una volta in campo c’è solo il tuo istinto, ed è lui a dettarti il gioco e a dirti come farlo”, aveva infatti dichiarato Karen Khachanov pochi minuti dopo aver battuto Benjamin Bonzi assicurandosi il pass per gli ottavi di finale del torneo. 

Una dichiarazione più simile a una vera e propria presa di coscienza, ancora più solida ora che è giunto ai trent’anni e alla piena maturità, annunciata in precedenza dal successo in quattro set contro il n.3 del seeding Felix Auger-Aliassime e confermata l’altra notte al termine della maratona vinta in cinque set contro Learner Tien, testa di serie n.14 nonché uno dei giocatori più in forma del momento. Al suo settimo quarto di finale Slam, ora tra il russo e la qualificazione alla sua seconda semifinale a New York – la terza complessiva in sede Slam dopo quella colta in Australia nel 2023 – c’è adesso un’altra rivelazione da provare a sgonfiare, quell’Alexander Blockx capace di farsi strada e di aggiungere altre quattro vittorie a questo livello dopo l’unica colta a Parigi la scorsa primavera.