9 settembre 2026 | 12:43
0

L’Aquila 2026, settembre tra arte e cultura: la Madonna dell’Umiltà al MuNDA e il progetto di Maurizio Cattelan al MAXXI.
Prosegue la stagione artistica di L’Aquila Capitale Italiana delle Cultura 2026: a settembre due appuntamenti che attraverseranno i secoli, dalla pittura del Quattrocento all’arte contemporanea, portando in città la Madonna dell’Umiltà di Nicola da Guardiagrele e il progetto firmato da Maurizio Cattelan.
L’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026 prosegue nel segno dell’arte con due importanti appuntamenti in programma a settembre. Il mese si apre con un nuovo arrivo nelle sale del MuNDA e prosegue con un progetto dedicato all’arte contemporanea al MAXXI L’Aquila, in un percorso che mette in dialogo patrimonio storico e linguaggi del presente.
Il primo appuntamento è fissato per martedì 15 settembre, quando sarà presentata in anteprima alla stampa laMadonna dell’Umiltà diNicola da Guardiagrele, concessa in deposito al Museo Nazionale d’Abruzzo (MuNDA) dalle Gallerie degli Uffizi di Firenze. La tavola, databile intorno al 1425, resterà all’Aquila per cinque anni, rinnovabili, offrendo al pubblico l’opportunità di ammirare da vicino un’opera importante nel contesto della cultura figurativa abruzzese. La Madonna dell’Umiltà sarà collocata, inoltre, nella Sala 8 del MuNDA, dove entrerà in dialogo con le opere del Maestro del Trittico di Beffi e di Walter Monich.
Dalle opere della tradizione abruzzese ai linguaggi dell’arte contemporanea, il programma di settembre cambia poi epoca e prospettiva. È in questa direzione che si inserisce il secondo appuntamento del mese, affidato al MAXXI L’Aquila e a una figura di primo piano dell’arte contemporanea italiana. Il 25 settembre sarà infatti la volta del progetto “Fabio Mauri. Gli anni dell’Aquila”, curato da Maurizio Cattelan e Marta Papini e realizzato nell’ambito del programma di L’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026. L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra la città e uno degli artisti italiani più conosciuti a livello internazionale, nel centenario della nascita. Attraverso opere, installazioni, performance e il progetto editoriale Io sono un ariano, l’esposizione ricostruisce i vent’anni trascorsi dall’artista all’Accademia di Belle Arti dell’Aquila, restituendo tutta l’attualità di una ricerca che ha indagato il rapporto tra immagine, ideologia, memoria e responsabilità dello spettatore.
