Il confronto tra lo spagnolo e l’americano è finito alle 3.34 del mattino. Il precedente primato apparteneva a una sfida fra il n. 3 e Sinner, terminata alle 2.50
Collaboratore
9 settembre (modifica alle 15:38) – MILANO
L’infinita notte di Alcaraz-Shelton, Flushing Meadows non aveva mai fatto così tardi. La sfida tra lo spagnolo e l’americano nei quarti di finale degli US Open, vinta da Shelton, è finita alle 3.33 del mattino, diventando la partita conclusa più tardi nella storia del torneo. Battuto il precedente record, sempre firmato da Alcaraz: nel 2022, contro Jannik Sinner, lo spagnolo aveva chiuso il match contro l’attuale n. 1 del mondo alle 2.50, dopo una maratona di oltre cinque ore. Il record assoluto di uno Slam resta però quello degli Australian Open: nel 2008 Lleyton Hewitt e Marcos Baghdatis terminarono alle 4.33 della mattina.
Le regole degli Slam—
Perché si può giocare fino a notte fonda? Semplice: gli Slam, che sono sotto l’insegna dell’Itf, con l’eccezione di Wimbledon (dove lo stop è previsto alle 23), non hanno un vero coprifuoco. Sia il Roland Garros sia gli Australian Open, per evitare di finire così “lunghi”, prevedono da quest’anno una sola partita notturna. Sempre a Parigi, spesso a Melbourne. Non sempre questo funziona, visto che ad esempio la semifinale tra Sinner e Djokovic agli Australian Open di quest’anno è finita ben oltre l’1 di notte.
Lo stop nei tornei ATP e WTA—
Esistono invece delle regole precise per quanto riguarda i tornei Atp e Wta: un match non può iniziare dopo le 23, dopo ripetuti episodi negli scorsi anni, soprattutto dal caso Sinner a Bercy nel 2023. Le partite che non sono iniziate entro le 22.30 sono spostate su un altro campo, ma anche in questo caso il via dovrà arrivare entro le 23. Le sessioni serali non possono iniziare dopo le 19.30 e sullo stesso campo non si possono programmare più di cinque partite al giorno quando il programma parte alle 11: al massimo tre nella sessione diurna e due in quella serale. Regole destinate ai tornei organizzati da Atp e Wta, appunto, mentre gli Slam, invece, fanno storia a sé: sono regolamentati dall’Itf, dove di fatto, Wimbledon a parte (e solo per accordi coi residenti duri a morire) non esiste alcun limite temporale.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
