L’errore con cui Pepo ha regalato il 2-0 al Real non ha condizionato la sua prestazione. Restano tre perplessità però: troppa sicurezza coi piedi, tenuta mentale e la concorrenza
Sul tavolo degli interisti di tutta Italia c’è una “cerveza” lasciata a metà, mezza piena o mezza vuota, a seconda dei pensieri del dopo partita legati a Josep Martinez. I giudizi legati al numero uno nerazzurro non sono unanimi e abbracciano l’eterno dibattito tra chi pensa positivo e chi vede tutto nero. C’è chi s’è focalizzato solo sull’erroraccio su Valverde, figlio di un’eccessiva sicurezza, e chi invece ha sottolineato i vari miracoli successivi, sinonimo di reazione.
cosa farà chivu—
Partiamo dal campo, intanto. Chi immagina in un cambio di rotta di Chivu è fuori strada. Martinez sarà confermato contro Udinese e Roma. L’allenatore nerazzurro ha sempre difeso i suoi dopo un errore. Basta guardare quanto successo con Sommer l’anno scorso, quando Chivu l’ha continuato a schierare nonostante gli errori nelle prime partite (Udinese, Juve). Il titolare è Martinez. Provedel avrà le sue chance – di sicuro in Coppa Italia -, ma la prima guida resta lo spagnolo.
fiducia: perché sì—
I tifosi ottimisti si stanno aggrappando alle note positive, e ce ne sono. Chivu ha tirato fuori la più importante: “Mi tengo stretta la sua reazione”. Non facile riprendersi dopo un errore simile – per chi se lo fosse perso, un regalo a Valverde coi piedi -, ma Martinez ha infilato l’elmetto e ha evitato il 3-0 in più occasioni. Due le parate da copertina, entrambe su Bellingham: la prima allo scadere del primo tempo – più difficile – e la seconda nella ripresa, quando ha tolto dalla porta un’incornata dell’inglese da pochi passi. Poi ha fermato anche Mbappè, recuperando la posizione dopo l’uscita. Martinez fa dell’istinto e della reattività due delle sue chiavi di volta. Inoltre, va ricordato che questo è il suo primo verro errore da quando è all’Inter. Dal 2024 a oggi ha giocato 25 partite, incassato 21 gol e vinto una Coppa Italia da titolare. Chivu l’ha promosso alla guida in estate dopo due stagioni da vice Sommer. Era alla sua seconda sfida di Champions dopo Feyenoord-Inter 0-2 del 2025. Al netto dell’errore, comunque, Martinez è sempre stato apprezzato per la sua capacità di iniziare la costruzione dal basso. Anche se questa si può considerare un’arma a doppio taglio.
il messaggio di pepo—
Intanto, il portiere nerazzurro ha spedito via social un messaggio carico di fiducia: “Non c’è nessun percorso che non venga accompagnato di cadute e di errori tanto nel calcio come nella vita. Riprendersi in un momento di difficoltà come quello di ieri ti costruisce una personalità forte che ti serve per difendere questi colori. Mi prendo la responsabilità del mio errore nel secondo gol, non possiamo concedere due gol in quel modo quando affronti una squadra come il Real Madrid che non ti perdona gli errori. Siamo tutti dispiaciuti perché credo che la squadra ieri abbia fatto una grande prestazione e meritava portare qualcosa di positivo a Milano. Si impara, si cresce, si cerca di migliorare e si guarda in avanti. Ma sempre insieme e uniti. Forza Inter”.
fiducia: perché no—
Eccessiva sicurezza. Il discorso sul gioco coi piedi si riallaccia così. A volte Martinez forza la giocata per mantenere l’assetto. L’ha fatto anche alla prima col Monza, rischiando grosso sul pressing dei brianzoli, e infatti stavolta ha pagato. Il difetto è limabile e si sviluppa su due fronti: da un lato la voglia di ostentare freddezza – e ce l’ha sempre avuta -, dall’altro il rischio derivante dal forzare troppo, lasciando gli interisti col fiato sospeso per un paio di secondi. Un’altra nota da approfondire è la tenuta mentale. Questo è il primo errore di un certo tipo della sua vita interista, saprà rialzarsi? Le parate contro il Real dicono di sì, ma è da capire se a mente fredda, magari col pallone tra i piedi, Martinez sarà condizionato dall’errore. L’ultimo appunto è sulla concorrenza. Fin qui lo spagnolo ha sempre fatto la riserva, e quindi “inseguito”, ma stavolta il primo è lui. E dietro c’è Ivan Provedel, planato su Appiano per mettergli un po’ di sana pressione in vista di una concorrenza leale. La gerarchia è chiara ovviamente, ma l’ex numero uno della Lazio è un’alternativa di livello.
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