Demenza, la difesa del cervello può partire dal piatto: lo studio. L’alimentazione potrebbe rappresentare uno scudo contro la demenza. “Può influire in modo significativo sulle probabilità di sviluppare la demenza in età avanzata”. Lo afferma un lavoro pubblicato dalla Lancet Commission e coordinato dall’University College di Londra.

In base alle evidenze raccolte, “quasi il 45% dei casi di demenza potrebbe essere collegato a fattori di rischio modificabili”, tra cui ipertensione, diabete, ipercolesterolemia, sedentarietà e altri elementi legati allo stile di vita.

La componente genetica conta, ma non è determinante: anche le scelte quotidiane incidono.

Tra i modelli nutrizionali, uno in particolare è stato concepito per la salute cerebrale: la dieta MIND (Mediterranean-Dash Intervention for Neurodegenerative Delay), che combina principi della dieta Mediterranea e della DASH (Dietary Approaches to Stop Hypertension).

Entrambi i regimi privilegiano alimenti integrali di origine vegetaleverdure, frutta, cereali integrali, frutta a guscio, semi e legumi — e riducono al minimo cibi ultra-trasformati, grassi saturi e carne rossa.

Le differenze non mancano. Il modello Mediterraneo valorizza alimenti tipici dell’area, in particolare olio extravergine d’oliva e pesce. La DASH, nata per contrastare l’ipertensione, prevede invece un maggiore consumo di latticini a basso contenuto di grassi e una restrizione più marcata di sale e zuccheri.

Nessun regime alimentare può garantire la prevenzione dell’Alzheimer o di altre forme di demenza; tuttavia, uno stile di vita sano contribuisce a ridurre diversi fattori di rischio.

La prevenzione comincia dalle buone abitudini e l’alimentazione è una componente essenziale di questo percorso.