Ring light accese durante i punti, TikTok registrati in tribuna e richiami dagli spalti: quello che è successo a New York non si dovrà ripetere
Elena Cecchetto
9 settembre – 14:02 – MILANO
Niente categoria dedicata a influencer e content creator. È la scelta dell’All England Club in vista di Wimbledon 2027, con il torneo londinese che ha deciso di non prevedere un accredito specifico per chi produce contenuti sui social. Una decisione arrivata dopo gli episodi che hanno fatto discutere durante gli Us Open e che porta Wimbledon a seguire una strada diversa rispetto a quella intrapresa dal torneo di New York. A Flushing Meadows, infatti, la presenza dei creator è cresciuta sensibilmente. La Usta ha accreditato quest’anno circa 100 influencer, il doppio rispetto al 2025, con l’obiettivo di ampliare la platea del torneo e raggiungere anche un pubblico più giovane attraverso Instagram, TikTok e gli altri social.
IL CASO—
Una presenza che non è passata inosservata neppure durante le partite. L’episodio più discusso si è verificato durante l’incontro tra Naomi Osaka e Anastasia Zakharova, quando in una suite alle spalle del campo alcuni spettatori hanno realizzato contenuti utilizzando anche una ring light. I movimenti e le luci hanno attirato l’attenzione del giudice di sedia Kader Nouni, intervenuto per chiedere agli spettatori di prendere posto e ridurre le distrazioni. Nella bufera anche Meg Radice e Audrey Jongens, due content creator conosciute soprattutto per i loro video dedicati al cibo, alle quali sono stati revocati i pass poche ore dopo l’ingresso nel complesso sportivo. Inizialmente era emerso che la decisione fosse legata alla pubblicazione sui social di fotografie nelle quali erano visibili le credenziali utilizzate per accedere al torneo. Successivamente, l’Usta ha precisato che le due non disponevano di un accredito ufficiale riservato a influencer o content creator: i loro nomi, infatti, figuravano solo nell’elenco del personale fornito da uno dei servizi di ristorazione presenti a Flushing Meadows.
La reazione delle giocatrici—
Naomi Osaka aveva commentato direttamente quanto accaduto, chiedendo maggiore attenzione da parte di chi entra in uno stadio per assistere a una partita. “Se vieni a un evento sportivo, devi rispettare lo sport”, aveva detto la giapponese, invitando anche chi non conosce il tennis a informarsi sulle regole e sull’etiquette prima di assistere a un incontro. Di stesse vedute, ma con una posizione più favorevole alla presenza dei creator, Coco Gauff. “Penso sia una cosa positiva avere un pubblico diverso e portare nuove persone nel tennis. Non ho alcun problema con gli influencer”, ha detto la statunitense, che ha raccontato di seguirne alcuni sui social e di averne incontrati diversi durante gli Us Open. La statunitense, però, ha sottolineato il bisogno di rispetto, con i brand che dovrebbero essere i primi a informare sul galateo del tennis. “A volte è la loro prima partita, per questo chi invita i creator dovrebbe anche fornire loro indicazioni sul comportamento da tenere durante un incontro”. Tra le situazioni da evitare sicuramente l’utilizzo del flash durante gli scambi, ma anche “non mettersi a mimare TikTok nel bel mezzo di un punto”.
La soluzione—
A Wimbledon, dal 2027, non ci sarà dunque un pass specifico per influencer e content creator. L’accesso al torneo resterà possibile attraverso i normali biglietti, mentre le regole già previste per gli spettatori consentono di intervenire anche sull’utilizzo di attrezzatura, come le ring light, qualora possa disturbare lo svolgimento delle partite.
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