Quando avete visto per la la prima volta Luka Modric? Forse al Tottenham, giovane ma già padrone del suo calcio liquido, in cui tutto sembra scorrere naturale (e invece è lui, a dare il ritmo agli altri dieci). Forse al Real, parte di un sistema più grande di lui. O magari in quella sera d’estate nel 2006, vent’anni fa giusti, in cui Luka segnò a Livorno il primo gol della vita in nazionale contro l’Italia campione del mondo, già passata nelle mani di Donadoni. Giocavano titolari Terlizzi, Liverani, Rocchi ed Esposito. Modric oggi compie 41 anni ed è in giro da una vita. Ieri è stato a Madrid, dove vive la famiglia, per festeggiare con le persone più importanti. Oggi è a Milanello, dove i compagni lo hanno fatto passare sotto il classico tunnel umano che si fa per i nuovi arrivi. Luka in estate ha scelto di giocare ancora – smettere deve fargli un po’ paura – e in questo è diverso da altri campioni, che hanno preferito cominciare prima la seconda vita. Già, che cosa facevano altri fenomeni a 41 anni? (In omaggio a Modric, scegliamo solo esempi di classe, gente che come lui governava il centrocampo)