Luciano cede in tre set al numero 1 del seeding dopo e chiude per la prima volta da miglior italiano del torneo. Dei 13 azzurri al via solo lui è arrivato agli ottavi. Ancora in corsa nel doppio Bolelli e Vavassori


Pellegrino Dell'Anno

Collaboratore

8 settembre – 09:43 – MILANO

Che a Luciano Darderi venga concesso il massimo onore delle armi, dopo questo Us Open, dovrebbe essere una formalità. L’azzurro, unico rimasto in singolare tra maschile e femminile (in doppio ci sono ancora Simone Bolelli e Andrea Vavassori, che giocheranno nella notte tra oggi e domani), capace di spingersi fino agli ottavi di finale, ha fatto quello che poteva contro Alexander Zverev, vincente 6-2 6-2 7-6(3). Il punteggio, abbastanza netto, racconta solo in parte quello che è successo in campo. Va infatti sottolineato che per il n.1 del seeding è stata la quarta partita su quattro in sessione serale sull’Arthur Ashe Stadium, mentre Luli aveva sempre giocato di giorno e mai su uno dei campi principali. In condizioni ovviamente molto diverse. Se a questo si aggiunge poi l’esperienza maggiore e anche la qualità di Sasha, è chiaro che la bilancia pendesse in suo favore. Ma ciò non cancella che Darderi sia stato il migliore italiano in questo Us Open, evitando la piccola “onta” di non avere neanche un rappresentante agli ottavi di finale di uno Slam. Una gran bella abitudine, tra Sinner, Berrettini, Cobolli e Musetti, salvata da Luciano.

match—  

L’inizio è tremendo per il n.21 del seeding, con Zverev che trova il break nel primo game e presto si porta sul 4-0. Dopo aver giocato quasi cinque ore sia al primo che al secondo turno, il tedesco è determinato a consumare meno energie possibili. Viene aiutato anche da una partenza dell’azzurro molto contratta, non essendo abituato a campi così grandi e anche a un determinato tipo di atmosfera. Che ovviamente contribuisce a una resa di colpi non ottimale, alcuni molto corti, soprattutto con il dritto, permettendo a Zverev di essere padrone del campo. Va anche sottolineata una sua prestazione quasi perfetta, con 43 vincenti e l’86% di punti vinti con la prima, concedendo e annullando una sola palla break. Ma alla fine Darderi trova un buon ritmo, finalmente, nel terzo parziale. Prese le misure al campo e all’atmosfera riesce a giocare alla pari con il tedesco e a forzare quantomeno il tie-break. Dove comunque la superiorità di Zverev torna ad emergere: ci sono bei punti, tentativi di equilibrio, ma alla fine è il migliore a spuntarla per sette punti a tre. Elogiando Darderi (“ha giocato un terzo set quasi perfetto”) e cancellando la bandiera italiana dai tabelloni di singolare maschile e femminile. Per quanto, già al terzo turno, ce ne fossero solo tre.

Rimpianti—  

Flavio Cobolli e Jasmine Paolini, in modo diverso, hanno avuto grosse difficoltà nei rispettivi terzi turni. A fare più male è stata però la sconfitta del romano contro Alexander Blockx per 6-7(4) 6-3 6-0 6-3. Certo, il belga si è qualificato per i quarti di finale ed è un giocatore in ascesa, sa essere pericoloso, ma Cobolli aveva vinto il primo set e sembrava pienamente in partita. Dal 2-3 nel secondo ha però subito un parziale di undici game di fila, tra cui un 6-0 nel terzo, prima di provare a raddrizzare la barca nel quarto set, quando era ormai troppo tardi. Una partita persa anche per stanchezza, fisica e mentale, come sottolineato successivamente da Flavio. Oltre ovviamente alla prestazione ai limiti della perfezione di Blockx. Simile a quella di Sorana Cirstea, che ha sconfitto in due set Paolini. Anche Jasmine, dopo una buona partenza con break e in generale una resa positiva dei colpi, ha presto iniziato a subire l’iniziativa della romena, molto più precisa da fondo, senza mai opporre una seria resistenza. Di fatto uscendo mentalmente dalla partita, anche condizionata dal problema al piede che l’ha tenuta ferma da Wimbledon fino allo Us Open, con tutta la ruggine che è venuta fuori nel 6-3 6-3 con cui Cirstea ha regolato con pochi problemi la n.1 d’Italia. Che aveva sconfitto Stefanini in un derby, al secondo turno, per arrivare a quel punto del torneo. Lucrezia, proveniente dalle qualificazioni, è stata tra l’altro una delle poche note dolci dei primi due turni, che vedevano 13 italiani coinvolti ai nastri di partenza.

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delusione—  

Le luci della ribalta sono purtroppo finite su Lorenzo Musetti. Vittima di un problema fisico, colpito dal caldo, non è riuscito a battere un avversario completamente alla portata come Dane Sweeny. Dopo un primo set dominato, via via il grintoso australiano ha preso controllo del campo, approfittando della situazione e uscendo vincitore arrivando a sfidare Darderi. In ogni caso, da quello spicchio, sarebbe quindi approdato solo un italiano agli ottavi di finale. A fare male quasi allo stesso modo la sconfitta di Matteo Berrettini, battuto in quattro set da Mariano Navone, anche in rimonta. Il tabellone proponeva grosse occasioni all’ex n.6 del mondo, che ancora una volta non è riuscito a giocare al suo meglio sul cemento outdoor, perdendo una partita abbordabile. A differenza del povero Bellucci, che ha subito la peggior sconfitta Slam della carriera, sempre al secondo turno, per 6-0 6-1 6-1 contro Taylor Fritz. Differenza sì abissale tra i due, ma anche lezione troppo severa. Alla stregua di quella ricevuta da Federico Cinà per mano di Alex Michelsen, oggi ai quarti, capace di lasciargli un solo game dopo un primo set quasi alla pari. Ma, contando che Pallino veniva dalle qualificazioni come Passaro (per due volte avanti di un set su De Jong prima di perdere, c’è qualche rimpianto) e Guerrieri, già essere in campo era un ottimo risultato. Non si può dire lo stesso di Matteo Arnaldi, n.30 del seeding, eliminato all’esordio da James Duckworth dopo aver vinto il primo set e aver avuto set point nel quarto per forzare il parziale decisivo. Anche in quel caso, una gestione non ottimale dei momenti importanti. A differenza di Lorenzo Sonego, capace di trascinare al quinto set in quasi cinque ore, andando anche in vantaggio di un parziale, il n.1 del seeding Zverev. Uno dei pochi primi turni da meritare applausi. A conti fatti, dunque, sui tredici italiani nei due tabelloni di singolare (Cocciaretto ha perso all’esordio contro Siniakova), in sette hanno superato il primo turno, in tre sono arrivati al terzo, soltanto uno ha sventolato il tricolore fino agli ottavi di finale. Luciano Darderi, per la prima volta, si ritrova ad essere il miglior azzurro in un torneo così importante. Ultimo italiano all’ultimo Slam dell’anno.