Finisce 80-82: sotto di 26 nel terzo quarto, le azzurre costruiscono un ultimo quarto da 31-13 e arrivano sul 77-77, poi alla fine Pasa sbaglia l’entrata del possibile supplementare 

Torniamo a casa, è vero, ma l’Italia del basket femminile non è più soltanto un’espressione geografica: siamo fra le prime 12 del Mondiale, dal quale mancavamo da 32 anni. A Berlino scriviamo un’altra pagina di gloria rimontando ben 26 punti all’Australia che alla fine si salva vincendo per 82-80. All’improvviso, quando la partita sembrava strafinita, si è riaccesa la magia che ci aveva portato al bronzo europeo l’anno passato, con una prova collettiva di enorme spessore. Favolosa Costanza Verona, 23 punti, mente e braccio della risalita, ma al momento opportuno da tutte è venuto un lampo, un rimbalzo, un canestro, un anticipo: la quasi esordiente Blasigh, le lunghe Olbis e Cubaj, Pan, Zandalasini. Non potevamo aver smarrito tutto in un colpo: resta il rammarico di aver ripreso a rincorrere i nostri sogni e a mostrare il nostro nuovo status con una manciata di secondi di ritardo. Ma sentiamo gli applausi di tutti, anche della tifosa speciale Sara Errani, in canotta azzurra, sbarcata da New York appositamente per tifare le sue amiche in nazionale. E pensare che l’Australia per due terzi di partita sembra una squadra fuori dalla nostra portata. Già nel primo tempo, giocando un basket essenziale e lineare, sommerge le azzurre con entrate rapide che fermiamo solo con i falli: da qui i 22 tiri liberi incassati nei primi 20 minuti. E in attacco tiriamo con 4/19 nei primi 10 minuti. Borlase fa la fuoriclasse (23 punti nel primo tempo, chiuderà a 30) è uno spettacolo e precipitiamo a -15 ad inizio del secondo quarto, quando riusciamo ad ingranare finalmente una marcia più alta in attacco, grazie soprattutto ai 7 punti filati di Costanza Verona: 35-28. Ma inesorabilmente le nostre avversarie riprendono la marcia e raggiungono i fatidici 26 punti di vantaggio a metà del terzo quarto. 

pubblico incredulo—  

Da qui scatta una molla nel cuore e nella testa delle nostre: Verona segna da dovunque, le lunghe finalmente riappaiono, la tiratrice Blasigh risponde presente, l’allenatrice australiana è costretta a chiamare time out, il pubblico è incredulo. A poco più di un minuto dalla fine le riprendiamo: 77-77, poi comincia la rumba dell’ultimo minuto (a -38″ Verona sbaglia il tiro del possibile +2), con una bomba da favola di Blasigh che sul -2 a 7” dalla fine ci dà ancora speranza. Il tiro di Pasa, che fa tutto il campo in 4”, esce di un soffio. Il finale è favorevole alle australiane, che però escono dal campo con la faccia bianca dalla paura. L’anno prossimo ci saranno gli europei, che varranno anche come qualificazione olimpica. E l’Italia ci sarà, con voglia e possibilità intatte.