IL CASO
Il progetto di una nuova scultura ai laghi di Revine è criticato da Zanoni (EV). Il Carroccio però contrattacca: «Rancore politico»
Il Leone alato: il rendering dell’artista roanese per la Biennale
Il Leone alato: il rendering dell’artista roanese per la Biennale
Il Leone di San Marco ai laghi di Revine scatena la polemica politica. Il consigliere regionale Andrea Zanoni (Europa Verde) ha infatti aspramente criticato il progetto della nuova installazione di land art dell’artista roanese Marco Martalar, che riproduce il leone della Serenissima.
«Un’opera enorme, un pugno nell’occhio oltre che un richiamo a un simbolo un tempo del Veneto ma oggi associato alla Lega – giudica Zanoni -. Questo leone alato sarà alto 6 metri e sarà installato su un basamento in calcestruzzo di 30 metri quadri: un’opera che, assieme ad altre, minaccia il sito dei Laghi di Revine, tutelato dalla Rete Natura 2000 per la presenza di decine di specie protette, tra cui sette in stato critico. Abbiamo già chiesto che il leone venga spostato dal sito naturalistico al borgo, dove potrà essere ammirato senza disturbare la fauna».
Parere negativo
La stessa agenzia ambientale regionale Arpav ha espresso parere negativo all’installazione, a tutela degli anfibi presenti nel sito, costringendo il Comune di Tarzo a rivedere il progetto. Ma il capogruppo della Lega-Liga Veneta in consiglio regionale, Alberto Villanova, non ci sta: «Che si voglia ostacolare un’opera d’arte, che è simbolo di rinascita e ripartenza, solo perché parla al cuore dei veneti, è vergognoso. Altro che ambientalismo, qui c’è solo rancore e opportunismo politico».
In mezzo a questo caos, Martalar rimane impassibile
L‘artista è in attesa di una decisione definitiva. Non è la prima volta che una sua opera produce polemiche o critiche: nel 2023 l’istituto di geofisica aveva chiesto di rimuovere il grifone che aveva realizzato a Celado (Tn) perché interferiva con i sensori del vicino osservatorio, usati per monitorare le variazioni del campo magnetico terrestre, questione poi risolta senza intaccare l’installazione. In questo caso però la conciliazione sul fronte politico pare difficile.
«È un bisticcio nel quale non intendo entrare – commenta Martalar -. Mi è stata chiesta una proposta di installazione dall’Associazione per il patrimonio delle colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene sulla sponda del lago. Un’opera che abbiamo concordato fosse un leone alato, sempre con la tecnica dell’utilizzo di rami e radici degli alberi schiantati da Vaia».
Dall’Arpav il via libera
Dal punto di vista ambientale la questione è stata superata in questi giorni: il leone verrebbe costruito altrove e poi trasferito sul posto. Proposta che ha ricevuto il via libera dell’Arpav. Sul piano politico, invece, si attendono sviluppi.