Sono pesanti le accuse di Marayah Osumanu verso Chiara Ferragni. La ventiduenne, di origini ghanesi e transgender, ha rilasciato una lunga intervista a MowMag: «Mi ha assunta durante le riprese della serie The Ferragnez. Mi dispiace che mi abbia usata per farsi pubblicità. Ha preso in azienda la ragazza nera trans per far vedere a tutti quanto lei fosse sensibile alle tematiche queer e ai problemi della nostra comunità. Ma era tutta fuffa, non ho mai avvertito un sincero interesse, per mia esperienza posso dire che purtroppo non c’è stato».
Immediata arriva la replica della Fenice Srl: «In merito a quanto recentemente dichiarato dalla signora Marayah Osumanu, Fenice Srl smentisce categoricamente l’intera ricostruzione della vicenda e diffida chiunque dal riprenderla strumentalmente. Chiara Ferragni informa altresì di aver già, da tempo, dato mandato ai propri legali di procedere nei confronti della signora Marayah Osumanu per i reati di diffamazione e minacce e per i comportamenti illeciti palesemente posti in essere».
Le rivelazioni di Marayah
La storia di Marayah è una di quelle che non si scordano.
Cresce in Italia, vittima di bullismo a scuola perché nera. La situazione non migliora a casa perché i genitori non accettano la sua natura, «le dicono chiaramente che preferirebbero “un figlio drogato” piuttosto che “trans”». Marayah viene spedita in Ghana per badare alla nonna malata, ma una volta arrivata a casa, viene picchiata dai parenti. La ragazza riesce a tornare in Italia con l’aiuto dell’Ambasciata e trova rifugio alla Casa Arcobaleno di Milano, visitata da Chiara Ferragni e Fabio Maria Damato proprio durante le riprese della serie tv Prime Video.
Era il 2022 quando Chiara Ferragni la assume dopo un breve colloquio durante la registrazione della docu-serie, ma quella che pensava fosse una grandissima opportunità, si è rivelata presto un incubo: «Forse dovevo capire che ci fosse qualcosa di strano perché non avevo esperienza pregressa nel campo, non avevo esperienza pregressa in generale. Ma dopo così tanti colloqui andati male, non mi sono fatta domande. Ripeto: ero solo felice. Prendevo 1.300 euro al mese, assunta come dipendente. Facevo la receptionist. Non esattamente ciò che sognavo, ma mi rendevo benissimo conto di essere una principiante. Stavo iniziando e già iniziare lì era una fortuna sfacciata, ci mancherebbe».
Eppure, tra le sue mansioni iniziano a rientrare anche alcune non di sua competenza: «Mi chiamavano per pulire i tavoli della mensa dopo che i colleghi avevano pranzato. Per carità, stavo iniziando, mi andava bene tutto, erano cose che da cameriera avevo già fatto. Però, dopo aver accettato questo, mi sono ritrovata a fare anche i bagni. Cioè proprio a grattare via la m*rda dai cessi. Non in una singola occasione, molto spesso. Era questa ‘la grande opportunità’ che Ferragni e D’Amato volevano darmi nel mondo della ‘moda’».
La situazione non si è fermata, ed è peggiorata: «Mi arrivavano voci continuamente, mi si riferiva che si parlasse di me nei gruppi Whatsapp aziendali e non in modo positivo, mi prendevano in giro. Quando mi è stata data la possibilità di fare uno shooting con Diesel, come modella, ero felicissima. Ma da lì la situazione è peggiorata: dicevano che con la mia ‘immagine’ stavo danneggiando il brand o rischiavo comunque di danneggiarlo».
Il licenziamento
Il tempo passa e si arriva a dicembre 2023 quando scoppia il Pandoro gate. Marayah rivela come ha trascorso quelle giornate in ufficio: «La situazione è peggiorata quando, dopo lo scoppio del caso ‘Pandoro’, non c’era più lavoro, stavamo lì a fare niente, dalle 9 alle 18. Non arrivavano pacchi né persone. Era tutto fermo. La stessa Chiara Ferragni, che avrò visto passare di lì al massimo tre volte in due anni, non si faceva più vedere. Una situazione da ‘città fantasma’. Nessuno sapeva più cosa fare, le prime teste cominciavano a saltare. Nel senso che le persone non tornavano in ufficio da un giorno con l’altro e così capivo che erano state licenziate».
«Dopo due anni e con un contratto a tempo indeterminato in mano, sono stata licenziata perché, appunto, non c’era più lavoro. Me lo aspettavo da tempo, non è stata una sorpresa. Nel mio stesso giorno, a fine novembre 2024, sono state licenziate altre cinque persone. Alcune lavoravano lì da dieci anni, in pratica avevano visto nascere il brand e contribuito a farlo crescere – poi l’attacco all’imprenditrice digitale -. Sai dov’era Chiara Ferragni mentre questi perdevano il lavoro insieme a me? Su un aereo per la Finlandia, insieme ai figli. Li ha portati in Lapponia a incontrare Babbo Natale postando tantissime foto sul suo Instagram».
L’ex dipendente si è lasciata andare ad un lungo sfogo: «Tutto questo, mentre l’azienda andava a putt*ne. Può capitare che le cose vadano male, per carità, ma come mi ha assunta a favor di telecamere durante le riprese di quella serie, mettendoci la faccia, mi aspettavo che facesse lo stesso al momento del licenziamento. Anzi, dei licenziamenti. No, lei invece era in Lapponia e sui giornali con tanti complimenti, mentre i suoi dipendenti finivano in mezzo alla strada. La mia impressione? Non gliene sarebbe potuto fregare di meno».
La depressione
Il licenziamento le ha portato inizialemnte sollievo, ma subito dopo è ricaduta in un tunnel molto doloroso: «Sono caduta in depressione. Avevo conosciuto Chiara Ferragni, lavorato per la sua azienda e mi ritrovavo ancora da capo? Dove avevo sbagliato? Com’era possibile? Non riuscivo ad accettarlo, continuavo a pensarci. Quando è finita anche la storia col mio fidanzato, sono sprofondata e ho fatto cose che non avrei dovuto fino a ritrovarmi in ospedale. Ho tentato il suicidio».
La storia di Marayah ricorda molto quella di Sara, la dipendente assunta da Martina Strazzer per Amabile perché incinta e lasciata a casa dopo il termine della maternità. Per adesso né Chiara Ferragni, né Fabio Maria Damato hanno replicato alle pesanti accuse di Marayah.
Ultimo aggiornamento: lunedì 25 agosto 2025, 21:20
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