Ed è proprio da questo concetto, il “brillare con equilibrio”, che nasce la scelta di Giorgio Armani. Blu notte, impreziosito da una trama di ricami luminosi, l’abito crea un gioco sofisticato di luci che cambia a seconda della prospettiva – un effetto che dal vivo lascia il segno e che in foto si traduce in una presenza potente e fluida. “È un abito molto particolare – continua – Ha una costruzione incredibile: una base architettonica fatta di tulle arricciato, con un bustier che si fonde perfettamente nella gonna. Quello che si vede è elegante, quello che c’è sotto è ingegneria pura. La silhouette è quella del corsetto classico, ma scolpita in modo da valorizzare ogni movimento di Margherita.”
La scelta di lasciare collo e spalle scoperti non è casuale. Furlan ci tiene a sottolineare come, nel corso degli anni, ci sia stata una continua evoluzione nel modo di vestire l’artista. “Il primo red carpet veneziano di Margherita fu con un Dolce & Gabbana in raso rosa, poi siamo passati a un abito blu acceso di Vivienne Westwood. Quest’anno, con Armani, abbiamo trovato un equilibrio maturo: colori più scuri, linee più definite. E soprattutto, la linea delle spalle libera: è meravigliosa, mi ricorda le cantanti liriche, e volevamo celebrarle.”
Margherita Vicario in Dolce&Gabbana, Festival di Venezia 2020
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Margherita Vicario in Vivienne Westwood, Festival di Venezia 2024
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Ai piedi, décolleté scintillanti tempestate di cristalli, in perfetto dialogo con le luci dell’abito, svelate dall’orlo accorciato. Il tocco finale? I gioielli DoDo: piccoli punti luce a forma di luna e stella, realizzati in pavé di brillanti. Un dettaglio sottile ma significativo, che porta il tema del firmamento sulla pelle, trasformando il look in un vero omaggio alla notte veneziana.
Margherita Vicario al Festival di Venezia 2025, ospite Campari per il red carpet La Grazia
Vittorio Zunino Celotto/Getty Images