Teddy e Don la credono infatti un alieno di Andromeda, hanno fatto ricerca (e qualcosa di più), creando una selezione orribile intorno a sé, intenta a distruggere la Terra. L’unica via per mettersi in contatto con l’Imperatore nell’imminente eclissi è proprio lei. Sedata, legata, rasata a zero, la donna è di fronte a una situazione surreale, stenta a capire, anche se poi inizia a fare lentamente il gioco dei propri aguzzini, imbranati nei propri ideali e azioni (anche violente), così nel tenerla segregata, torturandola a colpi di Green Day e Basket Case tramite onde sonore potentissime, in una specie di cura Ludovico ‘kubrikiana’ rivisitata. È il delirio di due folli infantili, la cui madre è ricoverata in ospedale (per la quale continuano a lottare), “eroi” pasticcioni contro il sistema e una società, probabilmente priva di scrupoli ed empatia.

NIPI / ipa-agency.net

Una pellicola sul nostro essere “alieni” (ma davvero riusciamo a camuffarci fino in fondo?) sulla nostra incapacità di distinguere la verità dalla realtà, irrazionale, tossica, cruda, piena oltremodo di umorismo e ilarità. È un film alla Lanthimos, con Emma Stone al solito incredibile (quante attrici si farebbero rasare i capelli così?) ed un Jesse Plemons bravissimo nei panni di un paranoico senza confini, e che fino all’ultimo istante non smette di inseguire ciò in cui crede. E forse non sbaglia, anzi ha ragione da vendere. Il futuro è segnato, l’umanità sopravviverà o soccomberà?

Produzione e riprese (in 35 mm)

Sceneggiato da Will Tracy, (noto per Succession e The Menu, due opere già infuse di cinismo, potere e tensione psicologica), che si è occupato anche della scenografia, il film è stato prodotto da Emma Stone, Ari Aster (regista di Hereditary e Midsommar), Ed Guiney, Andrew Lowe, Lars Knudsen, Miky Lee e Jerry K. Ko. Le riprese si sono svolte principalmente nel Regno Unito, in particolare a High Wycombe (Inghilterra), con una fase cruciale di post-produzione tra Londra e Atene. Una richiesta di girare alcune scene presso l’Acropoli di Atene è stata rifiutata dalle autorità greche, ritenendola non coerente con la sacralità del luogo. In alternativa, le riprese finali si sono tenute tra le scogliere lunari di Sarakiniko, sull’isola di Milos, location scelta per il suo paesaggio alieno e suggestivo. Lanthimos ha scelto di girare il film interamente in 35mm, conferendo alla pellicola un’estetica visiva sporca, sgranata e volutamente straniante, che ben si sposa con il tono disturbante della trama. La direzione della fotografia è stata affidata a Robbie Ryan, già collaboratore di Lanthimos in The Favourite, noto per la sua sensibilità nell’uso della pellicola.