{"id":100192,"date":"2025-09-10T17:44:11","date_gmt":"2025-09-10T17:44:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/100192\/"},"modified":"2025-09-10T17:44:11","modified_gmt":"2025-09-10T17:44:11","slug":"sfinge-di-g-di-fronzo-recensione-di-d-federici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/100192\/","title":{"rendered":"&#8220;Sfinge&#8221; di G. Di Fronzo. Recensione di D. Federici"},"content":{"rendered":"<p>        10\/09\/25<\/p>\n<p>            <a href=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/sfinge-di-g-di-fronzo.jpg\" title=\"\u201cSfinge\u201d di G. Di Fronzo. Recensione di D. Federici\"><img width=\"429\" height=\"680\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/sfinge-di-g-di-fronzo.jpg\" class=\"img-responsive wp-post-image\" alt=\"&quot;Sfinge&quot; di G. Di Fronzo\" title=\"\" decoding=\"async\" fetchpriority=\"high\"  \/><\/a>        <\/p>\n<p>Parole chiave: Sfinge, soggettivazione, tempo, memoria<\/p>\n<p><strong>Sfinge<\/strong><br \/><strong>di Gabriele Di Fronzo (Einaudi, 2025)<\/strong><\/p>\n<p><strong>recensione di Daniela Federici<\/strong><\/p>\n<p class=\"has-text-align-right\">Se non dovessi tornare<br \/>sappiate che non sono mai partito.<br \/>Il mio viaggiare<br \/>\u00e8 stato tutto un restare<br \/>qua, dove non fui mai.<\/p>\n<p class=\"has-text-align-right\">Caproni<\/p>\n<p>Matteo Lesables \u00e8 un curier, incaricato di trasportare reperti preziosi da un capo all\u2019altro del mondo per conto del Museo egizio di Torino. Una vita dedita, disciplinata, una precisione intransigente utile per un mestiere che movimenta opere d\u2019arte inestimabili il cui pi\u00f9 piccolo spostamento \u00e8 motivo di massima allerta. Era bastata l\u2019esperienza del primo viaggio per immaginare la sua intera esistenza come una lunga passeggiata nei musei silenziosamente deserti di tutto il mondo.<\/p>\n<p>Smarrii la voglia di tornare fuori\u2026<\/p>\n<p>Un uomo il cui fascino, invecchiando, ha guadagnato in asprezza, che ha fatto della riservatezza e del mettersi da parte uno stile di vita, appagando il desiderio di scomparire, un dolce annullamento, che l\u2019ha reso uno straniero di cui nessuno conosce niente.<\/p>\n<p>Ogni viaggio equivale, per me, a un\u2019amnesia. Almeno fino a questo viaggio in Cina.<\/p>\n<p>Deve accompagnare la Sfinge, munifica capsula temporale della Storia. Siamo parte di un\u2019umanit\u00e0 perpetua.<\/p>\n<p>L\u2019esposizione all\u2019eternit\u00e0 ha un effetto calmante su di me \u2013 riflette il protagonista.<\/p>\n<p>Viviamo un passato infinito. \u00c8 reale ogni statua millenaria, solo che non \u00e8 adesso. \u2026 Tutto \u00e8 ormai accaduto e noi dobbiamo soltanto fare i conti con quanto \u00e8 capitato. Il tempo, intanto, come sua abitudine \u00e8 sul punto di scadere, e la letargia del suo veleno si insinua lentamente nei nostri corpi. \u00c8 la grande cospirazione, il tempo. Un\u2019insinuazione che esce dalle sabbie per rivelarci il vero volto del mondo.<\/p>\n<p>Pensai che se le statue si valutano per come resistono al tempo che passa, un uomo invece per il modo in cui affronta il tempo che gli resta.<\/p>\n<p>Sfinge \u00e8 un romanzo brillante ispirato da una profonda riflessione sul tempo. Il suo protagonista \u00e8 cesellato con acume e spessore: preso fra l\u2019allusione all\u2019eternit\u00e0 del monumento egizio e Shanghai, una citt\u00e0 antichissima e costantemente demolita e ricostruita per risplendere di futuro, si trova a fare i conti con un\u2019inaspettata epifania sulla propria esistenza, che lo porter\u00e0 a una pi\u00f9 piena soggettivazione dei vissuti che fino a quel momento aveva eluso.<\/p>\n<p>Un matrimonio straordinariamente felice alle spalle eppure finito ordinariamente male, senza averne mai compreso il perch\u00e9.<\/p>\n<p>Credo che qualunque elemento esistente desideri un giorno diventare altro, e che anche le statue prima o dopo si trasformeranno. In un preciso momento la materia inorganica, che si decompone e muta costantemente, alterer\u00e0 anche la sfinge, e proprio in vista di quel momento devo tenere i miei occhi ben piantati su di lei, per essere presente quando diventer\u00e0 ci\u00f2 che da tre millenni desidera diventare: polvere.<\/p>\n<p>Aveva colto l\u2019istante preciso in cui qualcosa era cambiato con l\u2019ex moglie: forse l\u2019amore era finito tutto a un tratto, forse si era dissolto l\u2019accadere che prima fluiva senza fatica, non sapeva dirne, aspettava che fosse Sara a parlarne, che piangeva e diceva di amarlo ancora.<\/p>\n<p>Studiavo il modo in cui perdonarci, perch\u00e9 sentivo in cuor mio che dipendeva da me: se ci avessi perdonati, non avremmo pi\u00f9 dovuto lasciarci. Il solo madrelingua del mio cuore sono io, mi rassicuravo quando non comprendevo quanto stavo provando, ma non immaginavo quale fosse la maniera pi\u00f9 adeguata per affrontare quella circostanza. \u2026 Abbiamo sempre accettato le fragilit\u00e0 dei matrimoni dei nostri amici, ma quanto al nostro pretendevamo la perfezione. Fu la consapevolezza sconcertante della nostra fallacia a causare buona parte dell\u2019infelicit\u00e0.<\/p>\n<p>Avevano divorziato senza parlarsi, incapaci di restaurare i danni di quell\u2019improvviso disincanto e custodire la forza della loro promessa, come avessero smarrito il coraggio per l\u2019impegno e il dolore; anche della sua malattia non aveva voluto sapere nulla.<\/p>\n<p>Come se anche la loro relazione fosse stata un blocco di sabbia tenuto insieme dal tempo che da un giorno all\u2019altro si era ridotto in polvere senza altra possibilit\u00e0 dall\u2019impotente lasciarlo a disfarsi. Proprio lui, che aveva dedicato la vita alla conoscenza e alla cura delle migliori condizioni per proteggere quel che c\u2019\u00e8 di pi\u00f9 prezioso, per ripararlo dopo un\u2019esposizione.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 ripensa a Sara dopo tutto questo tempo? Forse Qi, la curatrice del museo, ha riacceso una qualche curiosit\u00e0 in lui, forse sar\u00e0 l\u2019occasione trasformativa di un pensiero diverso su se stesso e la propria vita.\u00a0<\/p>\n<p>\u201cNon capita anche a te, mentre passeggi per le sale del tuo museo, di avere l\u2019impressione di scomparire dalla vista del mondo, come quel proverbiale granello di polvere, quell\u2019insetto che vagabonda in cerca del posto meno pericoloso in cui passare la notte? Tutte le volte che entro in un museo, vengo trascinato nell\u2019enigma che \u00e8 al centro del nostro mestiere: cosa siamo in grado di proteggere? Cosa possiamo promettere all\u2019eternit\u00e0?\u201d \u2013 le chiede.<\/p>\n<p>Qi gli racconter\u00e0 del proverbio cinese per indicare chi non riconosce il valore di ci\u00f2 che gli passa sotto gli occhi: \u00abcomprare un cofanetto e dare indietro le perle\u00bb, qualcosa che Matteo Desables sente di aver fatto per tutta la vita. Il curier pensa a ci\u00f2 che ha considerato una perfetta espressione della sua carriera: un tricottero allevato da Hubert Duprat, un minuscolo insetto dalla vita isolata, che crea il suo guscio utilizzando la seta secreta dalle sue ghiandole insieme ai sedimenti che trova nel suo ecosistema; l\u2019artista lo alloggi\u00f2 in un acquario sostituendo la sabbia con delle scaglie d\u2019oro e un pav\u00e9 di coralli e pietre preziose, e l\u2019insetto si imbozzol\u00f2 in una livrea degna di un imperatore. Anche Matteo aveva passato la vita in mezzo ai gioielli dell\u2019antichit\u00e0, una dimensione fra il silenzio e l\u2019assenza, e l\u00ec in qualche modo si era protetto e nascosto.<\/p>\n<p>Quando sono disperato cerco qualcosa di simile a un\u2019interdizione dal mondo.<\/p>\n<p>Qui dentro, il tempo si ferma.<\/p>\n<p>Un museo, per me, \u00e8 il pi\u00f9 salutare esercizio di mortalit\u00e0\u2026 eppure allo stesso tempo ti permette di vedere l\u2019universo come potrebbe vederlo un dio.<\/p>\n<p>Il tempo \u00e8 la mia perversione.<\/p>\n<p>Una storia colta e raffinata, piena di cura nell\u2019intreccio, una scrittura elegante; nelle note conclusive del libro l\u2019Autore scrive: \u201ccome ogni museo, anche sfinge \u00e8 un luogo di incontri, un\u2019opera intempestiva di confluenze, una parafrasi della vita e del mondo, una zona relazionale in cui convergono idee, verit\u00e0 storica, invenzioni ed esperimenti.\u201d<\/p>\n<p>Una fucina del preconscio, si potrebbe dire, sapienza dell\u2019enigma sull\u2019uomo.<\/p>\n<p>Le cose vive e quelle morte, l\u2019eternit\u00e0 e la solitudine, le infedelt\u00e0 della memoria e le negazioni difensive, segni, profezie, frammenti che sciamano nella mente del protagonista in un avvincente scavo interiore, un flusso di coscienza capace di rendere meravigliosamente quanto il conoscere \u00e8 intrecciato con l\u2019essere, e questi, inevitabilmente, con il divenire.<\/p>\n<p>Dedalo o labirinto? Si guarda alla vita come una commedia itinerante il cui senso prima avvisterai, poi perderai di vista, e quando sar\u00e0 troppo tardi rivedrai.<\/p>\n<p>Ma forse non \u00e8 troppo tardi per il protagonista. \u00c8 come se la protezione che lo ha tenuto al sicuro del non comprendere in profondit\u00e0 scoprisse il conflitto con ci\u00f2 che in lui preme per arrischiarsi fuori dal bozzolo, per tentare la rinuncia al controllo: prepararsi al disastro \u00e8 il momento pi\u00f9 puro nella vita di un uomo, ma fa puntare pi\u00f9 all\u2019evitamento del dispiacere che alla ricerca della felicit\u00e0, pi\u00f9 al cofanetto che alle perle.<\/p>\n<p>Ogni tanto ho pensato di aver finalmente trovato la casa della mia vita\u2026 Poi, per\u00f2, \u00e8 sempre stato sufficiente far passare un giorno per trovare ogni citt\u00e0 che mi aveva folgorato banale e insignificante.<\/p>\n<p>Finora in vita mia, con tutte le ombre di tutti i miei dubbi, credo di aver avuto a cuore ogni cosa e di non aver avuto a cuore nulla.<\/p>\n<p>Sara gli parlava del libro L\u2019art de ce rendre heureux par les songes, che prometteva esclusive ricette per procurarsi le \u00abspecie di sogni che si possono desiderare conformemente alle proprie declinazioni\u00bb. Come si fa a fare sogni a misura della possibilit\u00e0 di realizzarli? I sogni sono confessioni camuffate, miraggi indecenti, collisioni di memorie e sgarbi lunari che andrebbero valutati come avvertimenti di un pericolo imminente\u2026<\/p>\n<p>Perch\u00e9 desiderio \u00e8 anche possibilit\u00e0 di perdita o fallimento.<\/p>\n<p>Si pu\u00f2 rimandare la vita dal viverla fino in fondo con l\u2019illusione di non consumarla? Si pu\u00f2 pensare di condurre un\u2019esistenza a tenuta stagna, riparata da ogni agente esterno che possa deteriorarla, fino all\u2019inganno che lasciarla in sospeso dal realizzarsi possa annullare lo scorrere del tempo?<\/p>\n<p>Un museo di antichit\u00e0 \u00e8 un modo di pensare al passato con l\u2019immaginazione.<\/p>\n<p>Di Fronzo sviluppa una splendida metafora del \u2018fare la storia\u2019 come funzione psichica dell\u2019umano per cui il passato non \u00e8 mai definitivamente alle spalle ma continuamente attuale e condizionante, rimescolato dal reale e dalle riprese soggettive del presente che lo risignificano e ritrascrivono, alterandone la fissit\u00e0 conservativa, in una continua rielaborazione di rappresentazioni di noi stessi che acquistano profondit\u00e0 e complessit\u00e0. La stratificazione non \u00e8 solo quella delle civilt\u00e0 che si susseguono ma anche dello psichico che smantella e riedifica con l\u2019immaginazione l\u2019ordine del narrabile, che tesse la realt\u00e0 storica e quella psichica, i resti e gli orizzonti in giacenza, reti ideative e stati affettivi di un\u2019arborescenza aperta a sviluppi futuri.<\/p>\n<p>Il romanzo sembra cogliere il suo protagonista sulla soglia di un tempo di vita pi\u00f9 riconosciuto e un Kair\u00f2s di opportunit\u00e0 che chiede di essere attraversato. Quel che nel finale del libro si dichiara non ancora concluso, sembra nominare una voce desiderante sospesa su possibilit\u00e0 ancora da giocare fuori dall\u2019involucro che ha mirato a riparare il protagonista da un vero coinvolgimento nelle cose e dai cambiamenti.<\/p>\n<p>La vita di un uomo, tra l\u2019amore e la noia muta, il dolore fisico, la gioia, le linee del tempo che si biforcano e si riunificano, la cospirazione, lo scherno e la vendetta, le gelosie, la passione e il torpore compiaciuto, le insidie dell\u2019orgoglio, i tentativi di interpretare le ombre su una soffitta di una camera da letto, i risentimenti, le bugie, un destino che a stento gli appartiene, la fiducia, il compendio delle trappole da cui \u00e8 fuggito e da cui \u00e8 rimasto inghiottito, l\u2019imponderabilit\u00e0 delle cause che si ritiene determinino tutto questo, le disobbedienze, le premure inutili, il tradimento, la gratitudine sconfinata per una sorte ancora fatalmente misteriosa nel suo avverarsi, la vita di un uomo, direi, \u00e8 decisamente un gran bel giardino con veduta in movimento.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"10\/09\/25 Parole chiave: Sfinge, soggettivazione, tempo, memoria Sfingedi Gabriele Di Fronzo (Einaudi, 2025) recensione di Daniela Federici Se&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":100193,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1445],"tags":[1608,203,204,1537,90,89,1609],"class_list":{"0":"post-100192","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-libri","8":"tag-books","9":"tag-entertainment","10":"tag-intrattenimento","11":"tag-it","12":"tag-italia","13":"tag-italy","14":"tag-libri"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/100192","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=100192"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/100192\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/100193"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=100192"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=100192"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=100192"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}