{"id":100198,"date":"2025-09-10T17:47:10","date_gmt":"2025-09-10T17:47:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/100198\/"},"modified":"2025-09-10T17:47:10","modified_gmt":"2025-09-10T17:47:10","slug":"una-magnifica-raccolta-di-articoli-dellintellettuale-su-film-fondamentali-di-tre-decenni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/100198\/","title":{"rendered":"una magnifica raccolta di articoli dell\u2019intellettuale su film fondamentali di tre decenni"},"content":{"rendered":"<p>Gli articoli di <strong>Ennio Flaiano<\/strong> raccolti in questo volume Adelphi (\u201cChiuso per noia\u201d, a cura di Anna Longoni) sono per davvero una delizia per chi ama Flaiano e per chi ama il cinema: due piccioni con una fava. Si tratta di recensioni scritte dal grande scrittore, sceneggiatore, commediografo tra il 1938 e il 1970. \u00c8 critica cinematografica pura, specie quella scritta per i pezzi che apparvero sul \u201cMondo\u201d di<strong> Mario Pannunzio;<\/strong> articoli che oggi, in epoca di trafiletti, non si leggono pi\u00f9, e bisognerebbe che qualcuno ponesse il problema di una critica cinematografica (non parliamo pi\u00f9 di quella teatrale) che ormai esiste davvero poco e non certo per colpa dei critici, razza in via di estinzione.<\/p>\n<p>Ma innanzitutto, quale operazione deve compiere il lettore davanti a questo libro? Deve cercare di tenere distinti l\u2019autore dall\u2019oggetto dei suoi scritti, un po\u2019 come consigliava Proust contro Saint-Beuve, sforzarsi cio\u00e8 di separare Flaiano dall\u2019oggetto della sua opera dimodoch\u00e9 possa risaltare pienamente la sua personalit\u00e0: coltissima, ironica, \u201cpirroniana\u201d. Perch\u00e9 di recensioni di film \u00e8 pieno il mondo, mentre gli scritti di Flaiano sono limitati, e perci\u00f2 vanno gustati come bocconi squisiti e irripetibili di arguzia, saggezza e cultura. Insomma, va benissimo leggere di \u201cViale del tramonto\u201d o \u201cMiracolo a Milano\u201d, o penetrare nella recondita filosofia di Rossellini (qui si parla di \u201c<strong>Stromboli<\/strong>\u201d e \u201cFrancesco giullare di Dio\u201d): eppure la forza di questo volume sta in lui, Flaiano, tra i pi\u00f9 inarrivabili intellettuali del Novecento italiano, nei suoi dubbi, nella sua ironia, nelle sue visionarie descrizioni dell\u2019animo umano. Si ha l\u2019impressione che Flaiano, scrivendo dell\u2019ultimo film visto, avesse in testa tutta la storia del cinema, sorella minore, per uno come lui, della letteratura.<\/p>\n<p>Da queste pagine emerge un intellettuale molto pi\u00f9 avanti del suo tempo, e certi giudizi reggono ancora a decenni e decenni di distanza. Non manca qualche stranezza, come su Tot\u00f2: mal giudicato nel 1939, ma stra-rivalutato tanti anni dopo. \u00abIl genere di comicit\u00e0 del nobile <strong>Antonio de Cupis<\/strong> (cos\u00ec, se non erriamo, si chiama il nostro eroe) si basava, e si basa tuttora, su una mimica quasi acrobatica, su battute sciocche e pi\u00f9 ancora sulla facilit\u00e0 di intendersi col pubblico ai danni di ogni cosa\u00bb. Storpi\u00f2 persino il nome, da De Curtis in De Cupis! Poi, molto dopo, lo elogi\u00f2 giudicandolo \u00abunico\u00bb nel suo genere. Cose che capitano anche ai grandi.<\/p>\n<p>Restano magnifici certi suoi giudizi che vogliamo qui riportare. Sul capolavoro di John Ford: \u00abNon ci stancheremo di parlar bene di queste \u201cOmbre rosse\u201d, anche perch\u00e9 arrivano dopo tante ombre pallide ed evanescenti, ombre di filmetti, di commediole, di rifriggiture. \u00c8 un film di quelli che si rivedono\u00bb. Sul film di Frank Capra: \u00abFinisce per il meglio ne \u201cL\u2019eterna illusione\u201d; poveri e ricchi, onesti e disonesti concludono inneggiando alla Vita e stringendosi la mano sopra l\u2019Opera Omnia di Ralph Waldo Emerson. Il film \u00e8 di propaganda contro la Ricchezza, che \u00e8 la malattia americana, e mostra che si pu\u00f2 guarirne in quindici giorni col metodo pi\u00f9 semplice, cio\u00e8 lasciandola\u00bb. Su \u201cOssessione\u201d: \u00abIl film di Visconti \u00e8 stato tratto, com\u2019\u00e8 noto, da un romanzo di James Cain che ha per titolo \u201cIl postino suona sempre due volte\u201d. Attratto dalla fatalit\u00e0 da proverbio che pesa sui protagonisti, Visconti ha saputo condividere la \u201cloro\u201d realt\u00e0, considerarla con estrema sollecitudine, senza cadere nell\u2019approssimativo e senza dare giudizi. La macchina \u00e8 mossa con una sapienza rara e indiscreta, il quadro \u00e8 sempre denso, vive di vita propria. Quanto all\u2019adattamento italiano di quei personaggi americani, una critica veristica ha rimproverato a questo film verista l\u2019inverosimiglianza dei caratteri, il girovaghismo del protagonista, impossibile a sfogarsi in un paese come il nostro. Ma evidentemente quei critici non hanno mai letto l\u2019elenco delle fiere paesane sul Barbanera e non hanno meditato l\u2019infinita variet\u00e0 di girovaghi che contempla e offre alla nostra fantasia\u00bb.<\/p>\n<p>E Rossellini, poi: \u00ab\u201dStromboli\u201d \u00e8 uno di quei pochi film che ci fanno capire, per contrasto (e la stessa impressione ce la dette \u201cMonsieur Verdoux\u201d), come la menzogna sia l\u2019ispiratrice abituale del cinema; di quel cinema che ha creato un suo linguaggio morale e presenta la vita, le persone, le cose (che pure ci circondano e ben conosciamo) in una luce senza speranza, perch\u00e9 falsa. La nostra immaginazione \u00e8 deviata, oppressa e forse un giorno ci accorgeremo che questo bel risultato lo dobbiamo proprio a ci\u00f2 che abbiamo creduto fosse uno svago mentale. \u201cStromboli\u201d \u00e8 dunque un antiromanzo che riconduce la realt\u00e0 alle sue proporzioni\u00bb. Rossellini dunque \u00e8 riuscito a far parlare il cinema da s\u00e9, ma andando ben oltre il semplice verismo, che \u00e8 sempre \u201cmorale\u201d, cio\u00e8 giudicante: Rossellini invece non ha bisogno di giudicare, ed \u00e8 questo il cinema puro \u2013 il paragone con l\u2019amatissimo Chaplin non \u00e8 casuale.<\/p>\n<p>Eccolo dunque Charlot, \u00abla sola invenzione letteraria valevole del cinema nei suoi primi cinquant\u2019anni di vita (\u2026) Ogni giorno \u00e8 buono per lui per cominciare. E perch\u00e9 dovrebbe sentirsi infelice se nel \u201cCirco\u201d si ricorda che nei taschini del gilet ha un cucchiaio e una provvista di sale? L\u2019anarchia di Charlot \u00e8 tutta sentimentale. \u00c8 un dinamitardo che si addormenta proprio mentre dovrebbe tirare la bomba nella carrozza dello zar. E il suo ottimismo \u00e8 un prodotto del cuore, non del cervello\u00bb.<\/p>\n<p>Non c\u2019\u00e8 dubbio, e forse non poteva essere altrimenti, che Flaiano sia sempre rimasto fedele al cinema classico e ai suoi grandi maestri. La recensione di \u201c2001, Odissea nello Spazio\u201d, pur non priva di una certa arguzia, dimostra che il nuovo cinema gli restava estraneo. Non ci trovava il \u201ccuore\u201d di Chaplin. E nemmeno pi\u00f9 la fantasmagorica tristezza del suo amico Fellini cui, com\u2019\u00e8 noto, diede un contributo enorme. Persino il luogo fisico dove andare a vedere i film non gli piaceva come prima. Il tempo era passato, e anche quel cinema l\u00e0.<\/p>\n<p>\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<img loading=\"lazy\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/2df5c2ab8bd649fa63e49bb9ae4b6d1a85cd69d32b4895e0139255796c6c9a0c\"  class=\"avatar avatar-80 photo\" height=\"80\" width=\"80\" decoding=\"async\"\/>\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/p>\n<p class=\"copyright-notice\">\u00a9 Riproduzione riservata<\/p>\n<p>\t\t\t\t\t\t\t\tMario Lavia<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Gli articoli di Ennio Flaiano raccolti in questo volume Adelphi (\u201cChiuso per noia\u201d, a cura di Anna Longoni)&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":100199,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1442],"tags":[203,454,204,1537,90,89,1521],"class_list":{"0":"post-100198","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-film","8":"tag-entertainment","9":"tag-film","10":"tag-intrattenimento","11":"tag-it","12":"tag-italia","13":"tag-italy","14":"tag-movies"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/100198","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=100198"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/100198\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/100199"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=100198"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=100198"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=100198"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}