{"id":10029,"date":"2025-07-26T15:34:12","date_gmt":"2025-07-26T15:34:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/10029\/"},"modified":"2025-07-26T15:34:12","modified_gmt":"2025-07-26T15:34:12","slug":"immagina-e-il-2025-e-non-sai-piu-cosa-sia-la-realta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/10029\/","title":{"rendered":"Immagina: \u00e8 il 2025, e non sai pi\u00f9 cosa sia la realt\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>C\u2019\u00e8 un racconto di Borges che narra di un impero lontanissimo le cui abilit\u00e0 cartografiche erano tali da costruire una mappa talmente precisa e vasta da coincidere con il territorio stesso di quell\u2019impero. Tuttavia, dopo tempo, colta la sua inutilit\u00e0 le generazioni successive ne abbandonarono l\u2019uso e di essa si trovano ancora laceri brandelli qua e l\u00e0 in qualche deserto. La morale del racconto in definitiva \u00e8 questa: la rappresentazione della realt\u00e0 non potr\u00e0 mai sostituirsi alla realt\u00e0 stessa. Ma, oggi, nell\u2019epoca della post-verit\u00e0, quanto siamo certi di questa affermazione?<\/p>\n<p>Un recente saggio del giornalista Andrea Daniele Signorelli intitolato Simulacri digitali, pubblicato da add editore, riflette sul fatto che proprio questo assunto pare sempre pi\u00f9 in crisi e analizza il ruolo giocato dalle tecnologie digitali in questo processo. Fenomeni come i deep fake, la progressiva e apparente umanizzazione dei bot, i prodotti dell\u2019Intelligenza Artificiale sembrano oggi mettere in crisi il nostro concetto di realt\u00e0 e sganciare i fenomeni che la regolano, sempre pi\u00f9 smaterializzati e astratti. Che fine fa la realt\u00e0 al tempo della rivoluzione digitale? Fino a quando saremo in grado di distinguere ci\u00f2 che \u00e8 vero da ci\u00f2 che non lo \u00e8? Signorelli si addentra nei meandri di questo labirinto ragionando in modo critico sul ruolo delle nuove tecnologie in questa sostituzione della realt\u00e0 da parte dei suoi simulacri.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-996243\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/WhatsApp-Image-2025-07-08-at-16.21.52.jpeg\" alt=\"Andrea Daniele Signorelli\" width=\"960\" height=\"960\" class=\"size-full wp-image-996243\"  \/><\/p>\n<p id=\"caption-attachment-996243\" class=\"wp-caption-text\">Andrea Daniele Signorelli. Foto: press<\/p>\n<p>Un punto centrale della sua riflessione \u00e8 il ruolo giocato dalle IA. Raccontandone lo sviluppo in termini informatici, Signorelli a un tempo smonta le mitologie apocalittiche su un presunto futuro dominio dell\u2019IA sulle menti umane, senza per\u00f2 tralasciare le problematiche attuali. Da un lato infatti le IA come ChatGPT di intelligente non hanno proprio nulla, tendendo a infarcire di errori e \u201callucinazioni\u201d le loro informazioni nel tentativo di provare a indovinare le risposte statisticamente pi\u00f9 coerenti con le richieste effettuate. D\u2019altro canto, tuttavia, nutrendosi e allenandosi attraverso banche dati preesistenti le IA tendono a non sviluppare forme di riflessione differenti dalla maggioranza delle informazioni su cui sono modellate. Cos\u00ec, piuttosto che il rischio dell\u2019avvento di una distopica superintelligenza, \u00e8 senz\u2019altro molto pi\u00f9 importante notare il ruolo spesso discriminatorio delle IA quando usate ad esempio per sistemi di sicurezza, di calcolo del rischio, di selezione del personale eccetera. Allo stesso tempo fatti come i deepfake, lungi dall\u2019essere uno strumento catastrofico di crisi epistemica, riescono tuttavia a operare una distorsione significativa della realt\u00e0 mandando in crisi l\u2019idea di informazione, generando conseguenze molto meno sensazionali, ma pi\u00f9 silenziosamente insidiose.<\/p>\n<p>Scrive infatti Signorelli: \u00abLe conseguenze di questo caos informativo potrebbero essere duplici: da un parte il crescente scetticismo verso la genuinit\u00e0 dei contenuti che compaiono sui nostri social rischia di aumentare la polarizzazione politica costringendoci a dare credito solo a ci\u00f2 che conferma la nostra visione delle cose. Dall\u2019altra chi rifiuta questa parzialit\u00e0 rischia di vedere compromesso il proprio equilibrio gnoseologico portandolo a dubitare sempre di ci\u00f2 che online lo circonda\u00bb.<\/p>\n<p>Insomma, non importa se ci\u00f2 che vedo \u00e8 falso, importa che confermi la nostra visione delle cose. Oppure, nel dubbio, temeremo che sia tutto sempre falso.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, se il web per come era \u2013 di massa, aperto a tutti, generato e condiviso in larga parte dagli utenti e gratuito \u2013 sta scomparendo, al suo posto sembra insorgere uno spazio digitale in grado di favorire assurdit\u00e0, cospirazionismi e radicalizzazioni ideologiche; tutti prodotti insieme di una gigantesca confusione a livello cognitivo e di equivoco tra realt\u00e0 e finzione.<\/p>\n<p>In una lunghissima tradizione filosofica che va da Heidegger ad Hannah Arendt si diceva che la dimensione oggettuale della realt\u00e0 \u00e8 quella che dona e determina l\u2019identit\u00e0 dell\u2019essere umano. La sua mutevole percezione di s\u00e9 viene in qualche modo ancorata al mondo proprio grazie alla sostanza immutabile delle cose, ossia, il fatto che esista una corrispondenza tra nome-oggetto-rappresentazione-funzione di una cosa. \u00c8 stato il filosofo Byung Chul-Han a sottolineare tuttavia che \u00e8 proprio in relazione alla progressiva digitalizzazione della societ\u00e0 che agli oggetti si sostituiscono le informazioni, ossia quell\u2019insieme di elementi digitali che alla realt\u00e0 fisica fa riferimento ma di cui \u00e8 simulazione astratta o, talvolta, riduzione numerica. Scrive Han che lo spazio digitale \u00e8 post-fattuale e che la sua comunicazione \u00e8 dominata da impulsi ed emozioni forti le quali, al contrario di ci\u00f2 che egli definisce come \u201cprassi dell\u2019oggetto\u201d \u2013 cio\u00e8 legata all\u2019impegno, al cruccio e all\u2019indugio \u2013 sono poco persistenti in termini temporali. Se nella cultura analogica la mano fa, in quella digitale il dito sceglie trasformando i soggetti in consumatori (o addirittura, in prodotti stessi, come nel caso delle app di dating o del personal branding).<\/p>\n<p>Questa prospettiva lanciata da Han apre poi spazi di riflessione politica ed economica che Signorelli fa suoi nelle disamine del saggio. Addentrandosi in questo mondo di nubi e spettri il giornalista offre una carrellata di teorie che contaminano l\u2019uso e il futuro delle tecnologie; dai discorsi dei tecnoentusiasti e del millenarismo digitale che vedono nella tecnologia una sorta di nuova religione, riversando nel futuro avveniristico (e quindi in teoria dominato da una tecnologica razionalit\u00e0) le ombre irrazionali di un mondo premoderno, alle ideologie lungoterministe della Silicon Valley che giustificano logiche di discriminazione, ingiustizia sociale e speculazione economico-finanziaria in nome di un presunto destino cosmico dell\u2019essere umano e di un altrettanto presunto rischio esistenziale da cui difendersi.<\/p>\n<p>In questo pantano che fete di cospirazionismo ed estrema destra, sguazzano le Big Tech in un intreccio di attivit\u00e0 che Signorelli individua come determinante nella creazione di questi simulacri digitali; il rapporto cio\u00e8 tra nuove tecnologie, finanza e storytelling: \u00abUna nuova tecnologia appare all\u2019orizzonte portando con s\u00e9 enormi potenzialit\u00e0 e mirabolanti promesse. Lo storytelling si mette all\u2019opera per creare un racconto coinvolgente e credibile delle potenzialit\u00e0 socioeconomiche di queste tecnologie, facendo pensare che sia inevitabile o imminente un futuro che a volte \u00e8 soltanto una possibilit\u00e0 remota. La finanza cavalca questi due eventi per mettere in moto un meccanismo speculativo\u00bb.<\/p>\n<p>Tentando di rispondere ad antichi bisogni umani, placando paure, incoraggiando desideri, il ruolo delle Big Tech nel dominio monopolistico dello spazio digitale veicola un numero ingente di investimenti e denaro attorno a sogni e illusioni, a quelle informazioni passeggere che Han individua come gli oggetti della nostra ricerca quotidiana (\u00abCi\u00f2 che conta \u00e8 l\u2019effetto di breve periodo. L\u2019efficacia sostituisce la verit\u00e0\u00bb).  Cos\u00ec quello che era nato \u2013 e che poi \u00e8 stato venduto \u2013 come strumento e spazio di libert\u00e0 (il sogno utopico del primo Internet come spazio libero, di condivisione e produzione collettiva) si \u00e8 mutato in una illusione della libert\u00e0. Se Han parla di una \u00ablibert\u00e0 in punta di dita\u00bb con cos\u00ec tanti tasti da non poterli toccare tutti \u2013 qui, l\u2019inganno \u2013, anche Signorelli si chiede fino a che punto i sistemi e gli algoritmi che monitorano le nostre abitudini ci indirizzano verso comportamenti ritenuti pi\u00f9 produttivi o utili al consumo, e quindi migliori, preimpostando binari dai quali non possiamo scartare.<\/p>\n<p>Oltre alla capacit\u00e0 di districarsi in un itinerario confuso tanto quanto la materia che indaga e di prendere in considerazione una solida tradizione di pensiero (primo su tutti il non ancora citato Jean Baudrillard, dichiarato punto di riferimento del saggio), Signorelli ha il merito di volgere riflessioni e analisi sul piano politico e sociale. Lontano da posture catastrofiste, il giornalista ricorda come nelle tecnologie non ci sia nulla di deterministico ma molto di sociale, e che perci\u00f2 nessun processo debba essere considerato come inevitabile. Per questo motivo la riflessione intorno alla tecnologia e alle ricadute che essa ha sul nostro mondo non pu\u00f2 prescindere da un posizionamento situato, e da una prospettiva che scansando le magnifiche sorti progressive (fatte di grandi guadagni per poche persone) riconduca racconti, pratiche e teorie al piano di una realt\u00e0 sociale e concreta. Continuando a \u00abdecostruire e smascherare le narrazioni fasulle sul futuro\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"C\u2019\u00e8 un racconto di Borges che narra di un impero lontanissimo le cui abilit\u00e0 cartografiche erano tali da&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":10030,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1445],"tags":[13190,8634,13191,1608,203,668,8118,204,1537,90,89,1609,13192,13193],"class_list":{"0":"post-10029","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-libri","8":"tag-add-editore","9":"tag-ai","10":"tag-andrea-daniele-signorelli","11":"tag-books","12":"tag-entertainment","13":"tag-intelligenza-artificiale","14":"tag-internet","15":"tag-intrattenimento","16":"tag-it","17":"tag-italia","18":"tag-italy","19":"tag-libri","20":"tag-saggio","21":"tag-simulacri-digitali"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10029","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=10029"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10029\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/10030"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=10029"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=10029"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=10029"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}