{"id":100317,"date":"2025-09-10T19:05:10","date_gmt":"2025-09-10T19:05:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/100317\/"},"modified":"2025-09-10T19:05:10","modified_gmt":"2025-09-10T19:05:10","slug":"stefano-benni-e-lultimo-autore-di-un-certo-genere-di-libri-che-non-si-scrivono-piu","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/100317\/","title":{"rendered":"Stefano Benni \u00e8 l\u2019ultimo autore di un certo genere di libri che non si scrivono pi\u00f9"},"content":{"rendered":"<p>Stefano Benni \u00e8 stato tante cose. Per i suoi coetanei, ha rappresentato la voce di una generazione che soleva ritrovarsi al \u201cBar Sport\u201d prima ancora che diventasse tale, quella a cui strappare un sorriso sarcastico mentre, fuori, gli anni di piombo ridisegnavano l\u2019Italia. Firma giovane e brillante di settimanali satirici, come \u201cTango\u201d e \u201cCuore\u201d, c\u2019\u00e8 chi, di lui, ricorda <a href=\"https:\/\/archiviopubblico.ilmanifesto.it\/?OrderFields=00&amp;OrderMode=00&amp;SearchAuthor=BENNI+STEFANO&amp;SearchMonth=00&amp;SearchYear=00&amp;page=4\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">editoriali e fogliettoni sul \u201cManifesto\u201d<\/a> e chi sorride (o digrigna i denti) pensando ai corsivi \u201cCronache di regime\u201d su \u201cL\u2019Espresso\u201d.\u00a0<\/p>\n<p>Non ha smesso di accompagnare generazioni molto pi\u00f9 giovani, quando i racconti editi su \u201cIl Mago\u201d confluirono, in parte, nel suo esordio letterario, che nel 1976 divenne a tutti gli effetti \u201cBar Sport\u201d. Il microcosmo popolare descritto dall\u2019autore bolognese sa di casa. Ognuno dei personaggi \u00e8 un invito a frugare in un immaginario collettivo che anche chi non ha vissuto quella provincia, ma ha comunque conosciuto la provincia, sa riconoscere. Il ragioniere Nizzi in pena d\u2019amore per la verace Clara, il professor Piscopo che si perde in filosofiche divagazioni e il tuttofare Bovinelli che, non ci si pu\u00f2 fare niente, sa davvero fare tutto.\u00a0<\/p>\n<p>Stefano Benni \u00e8 stato anche colui che al calcio, affianc\u00f2 la pallastrada nel suo capolavoro \u201cLa compagnia dei Celestini\u201d, rivelando che alle logiche entranti del capitalismo (e del consumismo tout court) ci sarebbe potuta essere un\u2019alternativa, dove i ragazzi possono giocare ovunque perch\u00e9 il mondo \u00e8 casa loro. Dove gli adulti vanno ignorati e il \u00abpestilenziale cavolo diavolo\u00bb va lasciato nel piatto. Memorino, Lucifero e Al\u00ec incarnano la promessa per una generazione cresciuta negli anni Novanta (e anche un po\u2019 Duemila) di sognare un mondo dove le regole possono essere cambiate, finch\u00e9 si \u00e8 disposti a giocare. Come nella vita, in fondo.\u00a0<\/p>\n<p>La realt\u00e0 ingiusta toccata in sorte ai Celestini, osteggiati dal diabolico don Biffero e inseguiti dal cacciatore di orfani don Bracco si contrappone il sogno di qualcosa da vincere, il Campionato segreto di pallastrada, dove gli sgangherati bambini si stanno dirigendo. A colpire l\u2019immaginario di tanti lettori non sono solo le storie di Benni, ma anche il suo linguaggio ricco di neologismi divertenti; cos\u00ec come le trovate rocambolesche, irriverenti, geniali in cui fonde satira sociale, tra fantastico e caricaturale. Storie in cui prende in giro il potere temporale e spirituale, per svelarne le contraddizioni. Spunti avvincenti per i giovani, ma che dicono qualcosa, forse moltissimo, anche alle personalit\u00e0 alle quali, con un occhiolino, si rivolge.\u00a0<\/p>\n<p>Comicit\u00e0 e fantasia gli sono servite, appunto, a spiegare il mondo vandalizzato dai signori Dal Bene che, in \u201cMargherita Dolcevita\u201d, hanno fatto da cerniera a un\u2019Italia (ancora per poco) rurale e alla sua vita di provincia. La protagonista vive in un grande prato dove si diverte a giocare con la sua amica invisibile, finch\u00e9 l\u2019arrivo di strambi vicini non la insospettisce. Materializzati dal nulla, vivono in un cubo divetro nero. Che, si scoprir\u00e0 pi\u00f9 tardi, insieme a un prato sintetico, sono il biglietto di sola andata per il Benessere. Quello che dove vive Margherita non era ancora sopraggiunto. All\u2019incantesimo del consumo nessuno \u00e8 immune, eccetto la bambina che si trova a organizzare un piano diabolico per rimandare il progresso indietro da dove \u00e8 venuto.\u00a0<\/p>\n<p>Il tono favolistico, l\u2019ambientazione in un presente remoto e la vivacit\u00e0 dei personaggi sono la cifra di un autore che ha fatto della fiaba moderna il suo terreno d\u2019elezione. Che siano risposte ai grandi crucci del nostro tempo o assunti tragicomici, le finestre che Benni ha aperto sulla societ\u00e0 ricalcano un esempio di scrittura che in Italia abbiamo visto, con il passare degli anni, sempre meno. La creazione di uno scenario immaginario, in cui tutto \u00e8 possibile, ridicolizza l\u2019esistente, permettendo al lettore di ridere tra le pagine, ma, poi, chiuso il libro, di riflettere. Strade della letteratura che avevano percorso prima di lui grandi scrittori come Italo Calvino nei \u201cNostri antenati\u201d, Gianni Rodari nelle sue \u201cFavole al telefono\u201d e Dino Buzzati ne \u201cLa famosa invasione degli orsi in Sicilia\u201d.\u00a0<\/p>\n<p>Pensiamo a Cosimo Piovasco di Rond\u00f2, che rifiuta le convenzioni sociali e decide di vivere sugli alberi; al cavaliere Agilulfo, che esiste solo in virt\u00f9 del suo ruolo; o a Re orso Leonzio, che scende dalle montagne sicule insieme al suo popolo per cercare il figlio e trovare riparo in citt\u00e0 durante il rigido inverno. Questi personaggi incarnano un immaginario straordinario che manca nelle pagine contemporanee.\u00a0<\/p>\n<p>Oggi di scrittori che sappiano intrecciare fiaba moderna, ironia e critica sociale, come ha fatto Stefano Benni, non se ne vedono pi\u00f9. La narrativa italiana sembra aver perso la leggerezza capace di inventare personaggi strampalati e al tempo stesso universali. Benni ha mostrato che la letteratura poteva ridere delle sue stesse convenzioni e, ridendo, svelare le contraddizioni di un Paese. Nei suoi libri si rideva per riflettere e si immaginava per criticare.\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Stefano Benni \u00e8 stato tante cose. 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