{"id":100358,"date":"2025-09-10T19:31:16","date_gmt":"2025-09-10T19:31:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/100358\/"},"modified":"2025-09-10T19:31:16","modified_gmt":"2025-09-10T19:31:16","slug":"la-seconda-vita-di-tracey-emin-in-una-grande-mostra-alla-tate-modern","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/100358\/","title":{"rendered":"La seconda vita di Tracey Emin, in una grande mostra alla Tate Modern"},"content":{"rendered":"\n<p>C\u2019\u00e8 un tempo per guardare indietro e uno per rilanciarsi. Tracey Emin lo sa bene e su un originale coincidenza di questi momenti e movimenti opposti \u2013 che inevitabilmente riguardano l\u2019autobiografia, l\u2019introspezione e l\u2019esposizione \u2013 ha incentrato la sua ricerca artistica: e cos\u00ec, la sua prossima grande retrospettiva, <a href=\"https:\/\/www.tate.org.uk\/whats-on\/tate-modern\/tracey-emin\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">A Second Life<\/a>, che aprir\u00e0 il 26 febbraio 2026 alla Tate Modern di <a href=\"https:\/\/www.exibart.com\/tag\/londra\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Londra<\/a>, promette di essere non solo la pi\u00f9 ampia mostra mai dedicata da un\u2019istituzione all\u2019artista britannica ma anche un momento personale di bilancio e di rinascita. D\u2019altra parte, la sua capacit\u00e0 di mettere in gioco se stessa, nel bene e nel male, ha trasformato la percezione del rapporto tra biografia e opera.<\/p>\n<p>\u00abSento che questa mostra sar\u00e0 un punto di riferimento per me. Un momento della mia vita in cui guarder\u00f2 indietro e andr\u00f2 avanti. Una vera celebrazione della vita\u00bb, cos\u00ec Emin ha descritto la mostra alla Tate Modern, che attraverser\u00e0 40 anni di carriera scanditi da 90 opere, tra pittura, scultura, neon, video e installazioni, per ripercorrere le stagioni tumultuose e vitali della sua produzione.<\/p>\n<p>Emin arriva a questo appuntamento in un momento particolarmente intenso: lo scorso anno era stata nominata Dama Comandante dell\u2019Ordine dell\u2019Impero Britannico \u00abPer i servizi all\u2019arte\u00bb, mentre poche settimane fa <a href=\"https:\/\/www.exibart.com\/mostre\/autobiografia-collettiva-di-corpi-ed-emozioni-la-grande-mostra-di-tracey-emin-a-firenze\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">ha chiuso con grande successo Sex and Solitude<\/a>, la mostra a Palazzo Strozzi di Firenze, prima personale italiana di ampio respiro che, con 60 opere, ha ribadito la forza del suo linguaggio viscerale. E ora, sul palcoscenico della Tate Modern, museo che lei stessa definisce uno dei pi\u00f9 importanti al mondo, salir\u00e0 la parabola di un\u2019artista che ha reinterpretato la vulnerabilit\u00e0 come punto di forza, la confessione come forma estetica.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-1155269\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/Tracey-Emin.jpg\" alt=\"\" width=\"900\" height=\"591\"  \/>Tracey Emin, My Bed, 1998. Foto: Christie\u2019s<\/p>\n<p>La mostra, che \u00e8 realizzata in collaborazione con Gucci, inizier\u00e0 con le opere esposte per la prima personale alla White Cube, insieme a una serie di piccole fotografie dei suoi dipinti risalenti al periodo di formazione, negli anni \u201980, che l\u2019artista aveva distrutto. La retrospettiva si articoler\u00e0 quindi lungo due grandi traiettorie: la \u201cprima vita\u201d, che comprende gli anni Novanta, con le celebri installazioni divenute icone dell\u2019epoca degli YBA \u2013 Young British Artist, come My Bed e Exorcism of the Last Painting I Ever Made, e la \u201cseconda vita\u201d, segnata dall\u2019esperienza della malattia e della sopravvivenza.<\/p>\n<p>Emin ha infatti raccontato con schiettezza la battaglia contro un tumore aggressivo, la lunga degenza, l\u2019intervento chirurgico, le conseguenze fisiche con cui convive ogni giorno. Da quell\u2019esperienza sono nati lavori recenti come il bronzo Ascension (2024), che affronta i temi della fragilit\u00e0 e della trascendenza, e un nuovo ciclo di dipinti e documentari che mettono in scena la sua condizione con un realismo crudele e poetico.<\/p>\n<p>La mostra includer\u00e0 opere mai esposte prima, come la quilt The Last of the Gold (2002), tessuto con un sorprendente \u00abAlfabeto dell\u2019aborto\u00bb, pensato come manifesto di sorellanza e resistenza. Sar\u00e0 presentato anche il documentario Why I Never Became a Dancer, che rievoca l\u2019adolescenza a Margate, citt\u00e0 oggi al centro della sua nuova vocazione educativa, con il suo spazio offerto gratuitamente agli studenti, per restituire ci\u00f2 che lei stessa ha ricevuto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"C\u2019\u00e8 un tempo per guardare indietro e uno per rilanciarsi. 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