{"id":100445,"date":"2025-09-10T20:25:22","date_gmt":"2025-09-10T20:25:22","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/100445\/"},"modified":"2025-09-10T20:25:22","modified_gmt":"2025-09-10T20:25:22","slug":"la-guerra-a-gaza-le-responsabilita-di-arte-e-cultura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/100445\/","title":{"rendered":"La guerra a Gaza: le responsabilit\u00e0 di arte e cultura"},"content":{"rendered":"<p>Come ha ricordato qualche giorno fa\u00a0<strong>Gianluigi Simonetti<\/strong>, secondo\u00a0<strong>Luigi Pintor<\/strong>\u00a0si pu\u00f2 scrivere di qualunque argomento in un articolo di cinquemila battute: in effetti \u00e8 proprio cos\u00ec.<\/p>\n<p>La situazione nella Striscia di Gaza<\/p>\n<p>E dunque, dopo la fine delle vacanze, ci si reimmerge nella realt\u00e0, ove mai si fosse fatto in modo di rimuoverla e\/o dimenticarla ad agosto: una realt\u00e0 che \u00e8 fatta oggi di conflitti, di massacri. Addirittura, c\u2019\u00e8 bisogno di rispolverare concetti e pratiche che sembravano, fino a non moltissimo tempo fa, relegati nella pattumiera della Storia: il \u2018genocidio\u2019, tanto per fare un esempio. A differenza di qualche mese fa, adesso anche i sassi fanno fatica a negare ci\u00f2 che sta accadendo nella\u00a0<a href=\"https:\/\/www.artribune.com\/tag\/striscia-di-gaza\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">Striscia di Gaza<\/a>, da ben due anni e nell\u2019indifferenza generale dei governi occidentali \u2013 e in particolare dell\u2019Unione Europea.<\/p>\n<p>    L&#8217;articolo continua pi\u00f9 sotto<\/p>\n<p>Il rapporto di Francesca Albanese<\/p>\n<p>Ma, proprio durante le vacanze agostane, \u00e8 stato pubblicato in Italia (da \u201cIl Fatto Quotidiano\u201d attraverso la casa editrice PaperFIRST) e distribuito in tutte le edicole un utilissimo libretto:\u00a0Dall\u2019economia dell\u2019occupazione all\u2019economia del genocidio, il rapporto di\u00a0<strong>Francesca Albanese<\/strong>, la Relatrice Speciale ONU per i diritti umani sui territori occupati da Israele (A\/HRC\/59\/23). S\u00ec, proprio il rapporto a dir poco \u2018esplosivo\u2019 (eppure, nulla di ci\u00f2 che \u00e8 scritto era sconosciuto o inedito: n\u00e9 i meccanismi messi in atto, n\u00e9 i meccanismi, n\u00e9 le collusioni) che \u00e8 costato alla relatrice una violenta campagna diffamatorie e le sanzioni economiche da parte degli Stati Uniti: quindi, quantomeno nessuno pu\u00f2 pi\u00f9 dire \u201cah ma io non sapevo, io non potevo immaginare\u201d, e cos\u00ec via.<br \/>Perch\u00e9 nel libretto, denso e scritto anche molto bene, si legge per esempio: \u201cNel presente rapporto, la Relatrice Speciale (\u2026) indaga gli ingranaggi aziendali che sostengono il progetto coloniale israeliano di espulsione e sostituzione dei palestinesi nel territorio occupato. Mentre i leader politici e i governi si sottraggono ai propri obblighi, fin troppe entit\u00e0 aziendali hanno tratto profitto dall\u2019economia israeliana di occupazione illegale, apartheid e ora genocidio. La complicit\u00e0 denunciata da questo rapporto \u00e8 solo la punta dell\u2019iceberg: porvi fine non sar\u00e0 possibile senza chiamare a rispondere il settore privato, compresi i suoi dirigenti.\u00a0Il diritto internazionale riconosce\u00a0diversi gradi di responsabilit\u00e0, ciascuno dei quali richiede\u00a0esame e accertamento dei gradi di coinvolgimento\u2026\u201d (pp. 9-10). E: \u201cDopo l\u2019ottobre 2023, i sistemi di controllo, sfruttamento e spoliazione di lunga data si sono trasformati in infrastrutture economiche, tecnologiche e politiche mobilitate per infliggere violenza di massa e distruzione senza precedenti. Le entit\u00e0 che in precedenza hanno permesso e tratto profitto dall\u2019eliminazione e dalla cancellazione dei palestinesi attraverso l\u2019economia dell\u2019occupazione, invece di disimpegnarsi, sono ora coinvolte nell\u2019economia del genocidio\u201d (pp. 32-33).<br \/>Il punto centrale di tutto il discorso consiste nella relazione tra i vari livelli, la connessione tra\u00a0<strong>economia, politica, industria, tecnologia, comunicazione, legislazione, ricerca, cultura.\u00a0<\/strong>\u00c8 questo l\u2019aspetto pi\u00f9 interessante, che andr\u00e0 sviluppato in ulteriori indagini.<\/p>\n<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"2560\" height=\"1920\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/la-distruzione-di-gaza.webp.webp\" alt=\"La distruzione di Gaza\" class=\"wp-image-1174524\"  \/>La distruzione di GazaCosa pu\u00f2 fare il mondo dell\u2019arte per Gaza<\/p>\n<p>Come al solito, che c\u2019entra tutto questo con\u00a0<a href=\"https:\/\/www.artribune.com\/arti-visive\/2025\/08\/arte-genocidio-gaza\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">l\u2019arte contemporanea<\/a>? Come al solito, c\u2019entra. Perch\u00e9 questo quadro generale, gi\u00e0 imponente e inquietante di per s\u00e9, va ulteriormente ampliato e approfondito nelle sue connessioni. Cos\u00ec come a partecipare al progetto illegale e criminale sono aziende internazionali e globali, anche l\u2019arte e la cultura degli ultimi decenni hanno contribuito attivamente a una cultura generale che ha generato lo stato attuale di cose: prevaricazione, oppressione violazione delle leggi internazionali, violenza istituzionalizzata e sistemica. La progressiva\u00a0deresponsabilizzazione\u00a0dell\u2019arte \u2013 la dismissione di quella \u2018responsabilit\u00e0\u2019 di cui parla Francesca Albanese \u2013 si \u00e8 tradotta, nell\u2019arco degli ultimi quarant\u2019anni, in un approccio piuttosto \u2018decorativo\u2019 alle principali questioni economiche, geopolitiche e sociali della nostra epoca.\u00a0<\/p>\n<p>La responsabilit\u00e0 dell\u2019arte<\/p>\n<p>L\u2019arte contemporanea, nel divenire un genere a s\u00e9 stante, governato da proprio logiche ed espressione di un sistema sempre pi\u00f9 elitario (che non a caso, come nelle migliori giravolte del nostro tempo, ha spesso amato presentarsi come \u2018inclusivo\u2019), ha barattato il proprio potere trasformativo con una logica mercantile che nella migliore delle ipotesi propugna l\u2019indifferenza e la distanza rispetto ai temi considerati \u2018scomodi\u2019. Anche il mercato infatti, come la guerra, insieme al profitto segue la legge del pi\u00f9 forte.<br \/>Di qui il silenzio di questi giorni e di questi mesi, silenzio di molti artisti e di intellettuali \u2013 un silenzio che non nasce per\u00f2 nel nulla e dal nulla, ma che ha precise radici e motivazioni storiche. Incubato nel contesto del\u00a0<a href=\"https:\/\/www.artribune.com\/tag\/postmodernismo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">postmodernismo<\/a>, del suo relativismo e della sua sfiducia nei confronti della verit\u00e0, ha coltivato \u2013 lungo gli Anni Novanta, Zero e Dieci, con forme e apparenze di volta in volta differenti \u2013 il cinismo e la lontananza dalla politica come cifra di distinzione e di sofisticazione. Quando poi, a partire dal Covid-19 (che sempre pi\u00f9, a cinque anni di distanza, si presenta come un discrimine, una\u00a0<strong>cesura epocale<\/strong>), e poi con sussulti sempre pi\u00f9 traumatici con l\u2019inizio della guerra in Ucraina, gli attacchi del 7 ottobre 2023 e tutto ci\u00f2 che tragicamente \u00e8 seguito e sta seguendo poi, la realt\u00e0 ha presentato il conto \u2013 la famosa\u00a0<strong>Storia\u00a0<\/strong>che doveva essere finita con gli Anni Ottanta, e che invece \u00e8 ripartita seguendo solchi atroci che sembravano svaniti \u2013 tutto ci\u00f2 che l\u2019arte per ora sembra aver fatto \u00e8 stato sbatterci contro i denti e rinchiudersi nella formula olimpica, perfetta per le anime belle, della denuncia-senza-conseguenze (vale a dire: denuncio, faccio il post sui social media o lo\u00a0statement\u00a0in pubblico, ma senza compiere azioni conseguenti) e del\u00a0volemose bene.\u00a0<br \/>Il tutto, in una drammatica assenza di strumenti analitici, interpretativi e di reazione. Anche perch\u00e9 analisi, interpretazione e reazione possono emergere solo da una posizione opposta e contraria, non certo da una di totale adesione ai valori fondamentali.<\/p>\n<p>Christian Caliandro<\/p>\n<p><strong>Libri consigliati:<\/strong><\/p>\n<p>(Grazie all\u2019affiliazione Amazon riconosce una piccola percentuale ad Artribune sui vostri acquisti)<\/p>\n<p class=\"intext-cta\">Artribune \u00e8 anche su Whatsapp.  \u00c8 sufficiente <a href=\"https:\/\/whatsapp.com\/channel\/0029Va9iaYUEFeXeqRR2yT1y\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">cliccare qui<\/a> per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Come ha ricordato qualche giorno fa\u00a0Gianluigi Simonetti, secondo\u00a0Luigi Pintor\u00a0si pu\u00f2 scrivere di qualunque argomento in un articolo di&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":100446,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1446],"tags":[1615,1613,1614,1611,1610,1612,203,204,1537,90,89],"class_list":{"0":"post-100445","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-arte-e-design","8":"tag-arte","9":"tag-arte-e-design","10":"tag-arteedesign","11":"tag-arts","12":"tag-arts-and-design","13":"tag-design","14":"tag-entertainment","15":"tag-intrattenimento","16":"tag-it","17":"tag-italia","18":"tag-italy"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/100445","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=100445"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/100445\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/100446"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=100445"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=100445"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=100445"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}