{"id":100860,"date":"2025-09-11T01:29:13","date_gmt":"2025-09-11T01:29:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/100860\/"},"modified":"2025-09-11T01:29:13","modified_gmt":"2025-09-11T01:29:13","slug":"dalleredita-agnelli-sbuca-fuori-un-tesoro-nascosto-da-250-milioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/100860\/","title":{"rendered":"Dall\u2019eredit\u00e0 Agnelli sbuca fuori un tesoro nascosto da 250 milioni"},"content":{"rendered":"<p>\n        Margherita Agnelli (Ansa)\n    <\/p>\n<p>Le rogatorie da Svizzera e Lussemburgo svelano un nuovo patrimonio, che ha spinto gli Elkann a versare 183 milioni al Fisco. John ai servizi sociali in un istituto dei salesiani, ai quali il trisnonno \u00abregal\u00f2\u00bb una scuola.Nell\u2019inchiesta sull\u2019eredit\u00e0 di Marella Caracciolo che ha portato all\u2019iscrizione sul registro degli indagati di John Elkann nell\u2019inchiesta per dichiarazione infedele e truffa ai danni dello Stato, spuntano nuovi asset patrimoniali rimasti sino a oggi segreti e che valgono, in base a quanto scoperto dalla Procura di Torino, guidata da Giovanni Bombardieri, circa 250 milioni di euro. Nonostante l\u2019accordo per la messa alla prova di John, la richiesta di archiviazione integrale per le posizioni del notaio svizzero Urs Robert Von Grunigen, di Lapo e Ginevra Elkann, e di quella parziale per il delitto di \u00abdichiarazione infedele\u00bb del presidente di Stellantis e del commercialista Gianluca Ferrero, per\u00f2, l\u2019indagine non si \u00e8 fermata. Sono finite agli atti due rogatorie internazionali sulle disponibilit\u00e0 patrimoniali, avanzate dagli inquirenti alla Confederazione elvetica e al Granducato del Lussemburgo, alle quali \u00e8 stato dato \u00abriscontro\u00bb. La Svizzera, dove si trovavano i decisivi atti ufficiali legati al trasferimento ereditario e alle dichiarazioni fiscali, \u00e8 il cuore dell\u2019intera vicenda. Negli atti d\u2019indagine si legge che Marella Caracciolo risultava formalmente residente a Lauenen, nel Canton Berna. \u00c8 qui che gli Elkann e i consulenti, stando all\u2019accusa, avrebbero costruito la residenza fittizia della nonna: chalet, uffici di facciata, personale assunto fittiziamente. Ma emergeva anche l\u2019esistenza di conti correnti e strutture di appoggio svizzeri. Il Lussemburgo \u00e8 il secondo snodo. Negli atti vengono citate due societ\u00e0, una delle quali si occupa di investimenti e nella quale sarebbero confluite quote della Caracciolo. \u00c8 lo strumento finanziario che avrebbe permesso, stando all\u2019accusa, di accumulare rendite e capitali fuori dalla tassazione italiana. Le due rogatorie, dunque, erano mirate a scovare a quanto ammontasse l\u2019eredit\u00e0 per cui gli Elkann non avrebbero pagato le tasse di successione. Un tesoro che i pm, assistiti dal Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di finanza, hanno quantificato in circa 1 miliardo di euro. Gi\u00e0 al momento del sequestro di 75 milioni era emerso che quella cifra rappresentava soltanto una parte dell\u2019imposta che si presume fosse stata evasa. Per arrivare ai 183 milioni versati al Fisco dagli Elkann, nel calcolo del tributo non saldato sono entrate anche le risultanze investigative maturate grazie alle verifiche internazionali. In pi\u00f9 sono state aggiunte sanzioni e interessi. Dalle risposte arrivate dal Lussemburgo e dalla Svizzera sarebbe stato possibile consolidare il quadro patrimoniale, facendo emergere un ulteriore asse ereditario non dichiarato al Fisco e gi\u00e0 transitato agli eredi. In sostanza il patrimonio complessivo sarebbe pi\u00f9 vasto di quanto si credesse. Tra gli elementi nuovi messi in luce dalle rogatorie ci sarebbero asset patrimoniali che prima non erano stati intercettati. Si tratterebbe soprattutto di disponibilit\u00e0 di tipo finanziario, strumenti complessi, ma riconducibili a somme liquide. Questa parte ulteriore, ricostruita con le informazioni ottenute oltre confine, varrebbe, come abbiamo riferito, circa 250 milioni di euro. In definitiva, all\u2019asse gi\u00e0 noto si sarebbe aggiunta una componente significativa, che completerebbe la mappa di un\u2019eredit\u00e0 nascosta dietro strutture societarie e residenze fittizie. Un altro filone importante dell\u2019indagine riguarda i maneggi intorno alla Dicembre societ\u00e0 semplice, la cassaforte di famiglia che controlla Exor. Per questa parte d\u2019indagine ha ricevuto l\u2019avviso di chiusura delle indagini l\u2019unico dei personaggi sotto inchiesta che non ha trovato un accordo con la Procura e che sembra pronto ad affrontare il processo, ovvero il notaio Remo Maria Morone. Il professionista \u00e8 accusato di falso, una contestazione che, per chi deve certificare la bont\u00e0 di compravendite e operazioni simili, \u00e8 particolarmente imbarazzante. Nel 2021 il suo consiglio di amministrazione risultava composto anche da soci ormai defunti: un consiglio di fantasmi. Per rimettere ordine, secondo la Procura, sarebbero stati creati due atti falsi. Il primo \u00e8 una scrittura privata originariamente senza data, trasformata nel 2021 in un documento che recava la data manoscritta \u00ab19 maggio 2004\u00bb. L\u00ec donna Marella figurava come socio d\u2019opera. Un\u2019aggiunta retroattiva, apposta, secondo l\u2019accusa, \u00absu indicazioni di Ferrero ricevute il 28 giugno 2021\u00bb. Il secondo \u00e8 un atto ricevuto da Ferrero il 14 giugno 2021, che attestava la cessazione della qualifica di socio d\u2019opera di Marella. Era privo di data, ma nella declaratoria notarile venne presentato con il timbro \u00ab1 settembre 2015\u00bb. Un modo, secondo chi indaga, per far risultare che la Caracciolo fosse uscita formalmente dalla societ\u00e0 gi\u00e0 quattro anni prima della morte. Due ipotesi di \u00abfalso\u00bb che, scrive la Procura, avrebbero \u00abattestato falsamente fatti dei quali l\u2019atto \u00e8 destinato a provare la verit\u00e0\u00bb. Morone, come detto, \u00e8 finito indagato per falso in atto pubblico. Secondo la Procura, garantito sull\u2019autenticit\u00e0 di scritture private che sarebbero state alterate su indicazioni di Ferrero, \u00abmediante l\u2019apposizione manoscritta del 19 maggio 2004\u00bb. Documenti che sarebbero stati piegati alle esigenze della famiglia. Adesso il cerchio si chiude. L\u2019erede Elkann, che guida la holding Exor e siede al vertice di Stellantis, dovr\u00e0 sottostare al programma di riabilitazione sociale. Con ogni probabilit\u00e0, come rivelato dalla Verit\u00e0, in una struttura dei salesiani. \u00abHo visto che verr\u00e0 qui da noi, ma non so in quale delle quattro strutture\u2026\u00bb. Al centralino della direzione regionale della Circoscrizione Piemonte dell\u2019Opera salesiana, a Torino, ieri, ci ha risposto una donna, dalla voce giovane e un po\u2019 imbarazzata. E ci ha confermato, con grande trasparenza, che Elkann svolger\u00e0, se arriver\u00e0 l\u2019assenso del giudice, i lavori di pubblica utilit\u00e0 in una delle loro strutture. Un\u2019ipotesi vagliata anche dall\u2019Ufficio di esecuzione penale esterna (che deve verificare che la struttura sia convenzionata con il Tribunale per questo tipo di soluzione), dopo il via libera ottenuto dalla Procura torinese. Elkann potrebbe persino fare servizio in uno degli istituti fondati dalla sua famiglia quasi un secolo fa. In una sede che non \u00e8 un posto qualunque. Si tratta, infatti, dell\u2019Istituto internazionale Edoardo Agnelli, nel quartiere Mirafiori Nord, su corso Unione Sovietica. \u00c8 la scuola fondata negli anni Trenta dal patriarca Giovanni Agnelli come ristoro ai salesiani che gli cedettero il terreno su cui, in parte, sorse proprio lo stabilimento Mirafiori. Agli Agnelli la fabbrica, ai Salesiani la scuola. La intitolarono a Edoardo, morto nel 1935 in un incidente aereo. La prima pietra dell\u2019istituto venne posata il 3 luglio 1938. Su un\u2019area di 40.000 metri quadrati nacquero un oratorio, una chiesa, le aule, le officine e un cine-teatro. Oltre 80 anni dopo il nipote dell\u2019Avvocato senior potrebbe tornarci, ma non come studente, n\u00e9 come docente. Tanto meno da benefattore, bens\u00ec da imputato in messa alla prova. Dunque Elkann, che guida la holding Exor e siede al vertice di Stellantis, potrebbe sottostare al programma di riabilitazione sociale in una struttura nata da un accordo tra i salesiani e i suoi antenati. Un capovolgimento del destino: la dinastia che plasm\u00f2 Torino torna a inchinarsi davanti alla stessa citt\u00e0 che l\u2019ha resa potente.\n<\/p>\n<p>\n        Getty Images\n    <\/p>\n<p>Le manifestazioni guidate dalla Generazione Z contro corruzione e nepotismo hanno provocato almeno 23 morti e centinaia di feriti. In fiamme edifici istituzionali, ministri dimissionari e coprifuoco imposto dall\u2019esercito mentre la crisi politica si aggrava.<\/p>\n<p>La Procura di Torino indaga su un presunto sistema di frode fiscale basato su appalti fittizi e somministrazione irregolare di manodopera. Nove persone e dieci societ\u00e0 coinvolte, beni sequestrati e amministrazione giudiziaria di una societ\u00e0 con 500 dipendenti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Margherita Agnelli (Ansa) Le rogatorie da Svizzera e Lussemburgo svelano un nuovo patrimonio, che ha spinto gli Elkann&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":100861,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[174],"tags":[19512,203,10899,204,1537,90,89,717,71502,71501],"class_list":{"0":"post-100860","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-intrattenimento","8":"tag-agnelli","9":"tag-entertainment","10":"tag-eredita","11":"tag-intrattenimento","12":"tag-it","13":"tag-italia","14":"tag-italy","15":"tag-john-elkann","16":"tag-marella-caracciolo","17":"tag-margherita-agnelli"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/100860","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=100860"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/100860\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/100861"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=100860"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=100860"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=100860"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}