{"id":101207,"date":"2025-09-11T06:32:10","date_gmt":"2025-09-11T06:32:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/101207\/"},"modified":"2025-09-11T06:32:10","modified_gmt":"2025-09-11T06:32:10","slug":"le-nuove-cure-avatar-staminali-vaccini-e-digitale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/101207\/","title":{"rendered":"\u00abLe nuove cure? Avatar, staminali, vaccini e&#8230; digitale\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>                <img itemprop=\"image\" loading=\"lazy\" data-original=\"https:\/\/www.avvenire.it\/c\/2025\/PublishingImages\/b74dbced804e45de9c73df1ceb88a888\/Terracciano_Humanitas_2.jpg?width=1024\" src-max=\"https:\/\/www.avvenire.it\/c\/2025\/PublishingImages\/b74dbced804e45de9c73df1ceb88a888\/Terracciano_Humanitas_2.jpg\" title=\"Luigi Maria Terracciano, rettore di Humanitas University e direttore scientifico dell'Irccs Humanitas\" alt=\"Luigi Maria Terracciano, rettore di Humanitas University e direttore scientifico dell'Irccs Humanitas\"\/><\/p>\n<p itemprop=\"description\" class=\"didascalia rs_skip\">Luigi Maria Terracciano, rettore di Humanitas University e direttore scientifico dell&#8217;Irccs Humanitas  &#8211; Uff. stampa Humanitas <\/p>\n<p>\u00abIl 2050? Saremo nel bel mezzo di una rivoluzione tecnologica che cambier\u00e0 cure, diagnosi, il modo stesso di fare ricerca medica. Ma non mi faccia esagerare nel fare previsioni. Sa, sono napoletano e con la scaramanzia non si scherza\u2026\u00bb. 30 anni di lavoro in Svizzera, nel prestigioso, e forse anche un po\u2019 austero, Policlinico universitario di Basilea, non hanno scalfito il carattere affabile e socievole, n\u00e9 il naturale sorriso di Luigi Maria Terracciano, di professione anatomopatologo, rettore di Humanitas University, direttore scientifico dell\u2019Irccs milanese Istituto clinico Humanitas, dove ha raccolto l\u2019eredit\u00e0 di un luminare del calibro di Alberto Mantovani.<\/p>\n<p><b>Professore, le malattie cardiovascolari, il cancro, le patologie neurodegenerative sono, nell\u2019ordine, quelle pi\u00f9 mortali in Occidente. Come le vinceremo?<\/b><\/p>\n<p>Grazie soprattutto ai profondi progressi tecnologici. Sono cos\u00ec repentini che ogni 3-4 anni arriviamo a qualcosa in grado di mutare le carte in tavola. La ricerca \u00e8 trainata soprattutto dall&#8217;impetuosa rivoluzione digitale guidata dall&#8217;Intelligenza artificiale, che cambier\u00e0 l\u2019approccio alla ricerca e la stessa medicina. Ma ben prima del 2050!<\/p>\n<p><b>In che modo?<\/b><\/p>\n<p>Per secoli bisognava formulare una ipotesi che doveva essere poi provata o confutata dalla ricerca, la cosiddetta Hypothesis-driven science. Negli ultimi decenni \u00e8 invece prevalsa la cosiddetta hypotesis-generating science, cio\u00e8 \u00e8 la scienza che di per s\u00e9 genera dati con cui formulare ipotesi. Questo grazie soprattutto alle tecnologie che permettono l&#8217;analisi in tempi brevissimi di un&#8217;enorme quantit\u00e0 di dati con cui formulare ipotesi.<\/p>\n<p><b>Un esempio?<\/b><\/p>\n<p>Pensi ai sequenziamenti genomici. I tempi e i costi che avremmo impiegato 20 anni fa per sequenziare il Dna di una persona diventano oggi irrisori. Le faccio un altro esempio: io sono un anatomopatologo e ricordo bene quando nell\u2019attivit\u00e0 di ricerca su un unico vetrino esaminavo al microscopio un solo tumore. Oggi un vetrino istologico pu\u00f2 contenere da 400 a 1.000 frammenti di tumori.<\/p>\n<p><b>1.000 diversi tumori analizzati contemporaneamente?<\/b><\/p>\n<p>Esatto. Ma questa rivoluzione comporta anche dei rischi.<\/p>\n<p><b>Teme che l\u2019IA possa in qualche modo arrivare a prevalere sulle scelte del ricercatore o del medico?<\/b><\/p>\n<p>Temo una spersonalizzazione, chiamiamola cos\u00ec, del ruolo del ricercatore. Dobbiamo fare in modo che il ricercatore continui ad esprimere la sua originalit\u00e0 di pensiero. E che non sia solo un fruitore passivo dell\u2019enorme mole di dati che ci arrivano. Avremmo inoltre bisogno, ora pi\u00f9 che mai, nella scienza, di un nuovo umanesimo, in cui l&#8217;uomo si ponga responsabilmente al centro di questa rivoluzione tecnologica. Il paziente con i suoi bisogni, e il ricercatore utilizzandola e governandola con la sua capacit\u00e0 di visione, senza correre il rischio di cadere in una sorta di comprensibile pigrizia intellettuale.<\/p>\n<p><b>Ma come pu\u00f2 tutta questa rivoluzione arrivare in tempo reale al letto del paziente?<\/b><\/p>\n<p>Qui c\u2019\u00e8 un altro punto nevralgico della medicina del futuro: la ricerca clinica non pu\u00f2 essere disgiunta dalla cura giornaliera. Dobbiamo passare da ospedali e policlinici che fanno anche ricerca a centri di ricerca dove si curano i pazienti. Oserei definirlo, questo, un cambiamento copernicano. Ecco come vedo i prossimi decenni: un nuovo umanesimo, un cambio di paradigma dei centri di ricerca che curano, e poi la necessit\u00e0 di costruire vere e proprie reti di ricerca, i network scientifici per produrre risultati eccellenti.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" data-original=\"https:\/\/www.avvenire.it\/c\/\/2025\/PublishingImages\/b74dbced804e45de9c73df1ceb88a888\/Humanitas.jpg?dt=1756568395335?width=620\" src-max=\"https:\/\/www.avvenire.it\/c\/\/2025\/PublishingImages\/b74dbced804e45de9c73df1ceb88a888\/Humanitas.jpg?dt=1756568395335\" alt=\"L'Irccs Humanitas di Rozzano, alle porte di Milano\" title=\"L'Irccs Humanitas di Rozzano, alle porte di Milano\"\/><\/p>\n<p class=\"didascalia\">L&#8217;Irccs Humanitas di Rozzano, alle porte di Milano &#8211; Uff. stampa Humanitas<\/p>\n<p><b>Ci aiuti a capire.<\/b><\/p>\n<p>Non andiamo molto lontano se non mettiamo insieme saperi e pratiche dei vari centri di eccellenza. Humanitas ha rapporti continui con altri centri di ricerca accademica e non, nazionali e internazionali, come ad esempio lo Human Technopole di Milano, o con i pi\u00f9 avanzati laboratori dell\u2019industria farmaceutica. Solo lavorando al continuo rafforzamento di questo network si pu\u00f2 raggiungere la necessaria \u201cmassa critica\u201d per fare scienza di alto livello ed attirare talenti.<\/p>\n<p><b>Come si curer\u00e0 il cancro nei prossimi anni?<\/b><\/p>\n<p>L\u2019oncologia e l\u2019ematologia stanno conoscendo una svolta epocale con l\u2019avvento dell\u2019immunoterapia. Nuove molecole hanno rivoluzionato lo scenario terapeutico utilizzando modalit\u00e0 di azione mai percorse. Ora \u00e8 necessario individuare con estrema precisione quale paziente potr\u00e0 beneficiarne, e perch\u00e9 ne restano altri che non rispondono ai nuovi trattamenti.<\/p>\n<p><b>Quali sono le terapie pi\u00f9 promettenti e suscettibili di ulteriore sviluppo in futuro?<\/b><\/p>\n<p>Senz\u2019altro la nuova classe degli anticorpi bispecifici, quelli immunoconiugati, le Car-T. Si tratta di cure potenti, oggi utilizzate soprattutto per le malattie oncologiche ematiche (leucemie, linfomi, mielomi, ndr). La sfida dei prossimi anni \u00e8 utilizzare al meglio queste possibilit\u00e0 anche nei tumori solidi.<\/p>\n<p><b>Quali?<\/b><\/p>\n<p>Il cancro del polmone, per esempio, o il carcinoma epatocellulare, o i tumori urogenitali; nel caso delle Car-T anche per le malattie autoimmuni. Questa strada ci regaler\u00e0 grandi successi in pochi anni. Un\u2019altra grande speranza, che qui in Humanitas \u00e8 un\u2019eccellenza internazionale, anche per il lavoro svolto dal professor Alberto Mantovani, o dalla professoressa Maria Rescigno, \u00e8 la vaccinoterapia. Dopo la straordinaria esperienza della tecnologia mRna nella pandemia da Covid-19, ci puntiamo molto, e sono ragionevolmente ottimista che i vaccini a mRna rappresenteranno una fonte di risultati significativi contro i tumori.<\/p>\n<p><b>Eppure, professore, l\u2019amministrazione Trump non sembra pensarla come la scienza, visto che il segretario del Dipartimento della Salute degli Stati Uniti, Robert Francis Kennedy Jr, considerato vicino alle posizioni no-vax, ha deciso di annullare fondi per circa 500 milioni di dollari per la ricerca di vaccini mRna. Mentre in Italia il ministro della Salute Orazio Schillaci, ha dovuto annullare le nomine del Gruppo tecnico vaccini del ministero (Nitag), dopo che societ\u00e0 scientifiche, accademiche e Ordine dei medici sono insorte a seguito della presenza di due medici ritenuti \u00abnon adeguati\u00bb per via delle posizioni \u201ctiepide\u201d espresse sui vaccini\u2026<\/b><\/p>\n<p>Quanto accade negli Stati Uniti va stigmatizzato, \u00e8 un atteggiamento antiscientifico. Non dimentichiamo che, all\u2019inizio del Covid, Trump non solo aveva negato la possibilit\u00e0 stessa di una pandemia, ma aveva suggerito delle modalit\u00e0 di cura pittoresche. I vaccini sono un&#8217;arma straordinaria e sicura. In quanto al caso del ministero e alle nomine del Nitag, credo che dobbiamo assolutamente evitare derive pseudoscientifiche. Ho vissuto all\u2019estero il cosiddetto \u201ccaso Di Bella\u201d (che prende il nome dal fisiologo, scomparso nel 2003, che proponeva una multiterapia con diverse molecole per curare il cancro ma che non ebbe riscontri efficaci nella sperimentazione avviata dal ministero della Salute nel 1998, ndr): abbiamo gi\u00e0 dato per quanto riguarda la nostra reputazione internazionale. I colleghi stranieri erano esterrefatti dalla decisione di promuovere una sperimentazione scientifica di un \u201cmetodo\u201d basato sul nulla. Mi sembra che ora siamo di nuovo punto e a capo.<\/p>\n<p><b>Ritiene che l\u2019imponente mole di ricerca sull\u2019impiego di cellule staminali in ambito cardiovascolare e nelle malattie neurodegenerative, porter\u00e0 ad una decisa diminuzione della mortalit\u00e0?<\/b><\/p>\n<p>Ne sono sicuro. La generazione di cellule staminali pluripotenti indotte, specifiche dei pazienti, rappresenta una fonte di ricerche ancora inesplorate da impiegare per una lunga serie di malattie, dalla riparazione dei tessuti cardiaci danneggiati dall\u2019infarto, fino al trattamento della Sclerosi multipla. Ma sul cuore, qui in Humanitas, stiamo anche mettendo appunto un vaccino per lo scompenso cardiaco. Se funzionasse, rappresenterebbe una svolta storica. Perch\u00e9 noi pensiamo sempre a malattie ad alto impatto come l&#8217;infarto, o il cancro del polmone, ma se andiamo a guardare il numero degli scompensati cardiaci e quelli sull&#8217;invecchiamento della popolazione, ci rendiamo conto che questo vaccino pu\u00f2 inaugurare una pagina nuova per la medicina.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" data-original=\"https:\/\/www.avvenire.it\/c\/\/2025\/PublishingImages\/b74dbced804e45de9c73df1ceb88a888\/CLEM_Humanitas_2.png?dt=1756568395335?width=620\" src-max=\"https:\/\/www.avvenire.it\/c\/\/2025\/PublishingImages\/b74dbced804e45de9c73df1ceb88a888\/CLEM_Humanitas_2.png?dt=1756568395335\" alt=\"I moderni laboratori di ricerca di Humanitas\" title=\"I moderni laboratori di ricerca di Humanitas\"\/><\/p>\n<p class=\"didascalia\">I moderni laboratori di ricerca di Humanitas &#8211; Uff. stampa Humanitas<\/p>\n<p><b>Cosa c\u2019\u00e8, ancora, nelle frontiere pi\u00f9 avanzate della ricerca mondiale?<\/b><\/p>\n<p>Uno straordinario obiettivo che iniziamo a intravedere \u00e8 quello della generazione dei cosiddetti organoidi, per i quali, gi\u00e0 a Basilea, con altri colleghi, avevamo iniziato a lavorare, creando un laboratorio ad hoc.<\/p>\n<p><b>Cosa sono gli organoidi?<\/b><\/p>\n<p>Sono una specie di \u201cavatar dei tumori\u201d, ovvero delle riproduzioni tridimensionali complesse dei tumori di ogni paziente, sui quali \u00e8 possibile tra l\u2019altro testare i farmaci pi\u00f9 avanzati, specifici per ogni paziente. L\u2019Istituto Humanitas \u00e8 l&#8217;unico in Italia, e tra i pochi in Europa, a disporre di una unit\u00e0 operativa di anatomia patologica che produce di routine questi \u201cavatar\u201d tumorali.<\/p>\n<p><b>Professore, le nuove pandemie, i batteri resistenti agli antibiotici, i virus sconosciuti, ci minacciano. Come potremo difenderci da tutto questo?<\/b><\/p>\n<p>Mentre la scienza lavora ad una nuova classe di antibiotici, la prima cosa da perseguire \u00e8 fare rete. Il fatto che l&#8217;Italia non abbia sottoscritto l&#8217;accordo pandemico nazionale dell&#8217;Organizzazione mondiale della sanit\u00e0 non \u00e8 sicuramente un buon viatico. Eppure dovremmo aver imparato, almeno spero, la lezione del Covid, che ci ha detto prima di tutto una cosa: nessuno vince da solo. E ci ha detto che \u00e8 fondamentale la collaborazione tra le istituzioni scientifiche nazionali e l&#8217;industria farmaceutica. Non dimentichiamo che le basi per il vaccino mRna sul Covid sono arrivate da una company, la \u201cBioNTech\u201d di Magonza (Germania); e quella scoperta \u00e8 valsa il Nobel per la Medicina a Katalin Karik\u00f3 e a Drew Weissman. Non far parte della rete pandemica mondiale significa chiamarsi fuori da un coordinamento vitale. Siamo l\u2019Italia, una nazione dall\u2019enorme peso scientifico, non dovremmo stare fuori dal Piano pandemico dell\u2019Oms.<\/p>\n<p><b>I prossimi anni ci regaleranno nuove cure, ma la prima non dovrebbe partire dalla prevenzione? E su questo, serve una svolta culturale?<\/b><\/p>\n<p>La prevenzione \u00e8 un argomento ineludibile. Dobbiamo fare prevenzione a tutti i livelli per quanto riguarda lo stile di vita, l&#8217;organizzazione degli screening ma iniziando con l\u2019abbattere le enormi differenze tra le regioni nel nostro stesso Paese. Concordo sulla necessit\u00e0 di un cambio di passo culturale. A questo deve unirsi la moderna diagnostica, in grado di identificare molto prima che in passato i biomarcatori che ci svelano presenza ed evoluzione delle malattie. La prevenzione conviene anche agli Stati, alla sostenibilit\u00e0 delle cure, perch\u00e9 prevenendo si abbattono i costi di terapie costose e spesso molto lunghe. Ma, soprattutto, identificare una malattia in stadio precoce salva le vite.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Luigi Maria Terracciano, rettore di Humanitas University e direttore scientifico dell&#8217;Irccs Humanitas &#8211; Uff. stampa Humanitas \u00abIl 2050?&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":101208,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1512],"tags":[239,1537,90,89,240,2189,2188,2187],"class_list":{"0":"post-101207","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-vaccini","8":"tag-health","9":"tag-it","10":"tag-italia","11":"tag-italy","12":"tag-salute","13":"tag-vaccine","14":"tag-vaccines","15":"tag-vaccini"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/101207","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=101207"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/101207\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/101208"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=101207"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=101207"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=101207"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}