{"id":102067,"date":"2025-09-11T15:16:15","date_gmt":"2025-09-11T15:16:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/102067\/"},"modified":"2025-09-11T15:16:15","modified_gmt":"2025-09-11T15:16:15","slug":"f1-tsunoda-va-in-red-bull-fatto-fuori-lawson-e-verstappen-e-furioso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/102067\/","title":{"rendered":"F1, Tsunoda va in Red Bull: fatto fuori Lawson. E Verstappen \u00e8 furioso"},"content":{"rendered":"<p>Roma, 11 set. (Adnkronos) &#8211; Il senso di precariet\u00e0 di questo momento storico sta mettendo alla prova l\u2019attitudine degli italiani verso il lascito solidale, che non arretra ma conosce una battuta d\u2019arresto dopo anni di progressiva crescita. Una crescita sostanziale attestata dai dati degli enti del Terzo Settore degli ultimi 5 anni. Sono linee di tendenza tracciate dall\u2019inedita ricerca promossa dal Comitato Testamento Solidale sotto la direzione dell\u2019Istituto Walden Lab e in collaborazione con Vita. Lo studio \u00e8 stato condotto tra giugno e luglio 2025 su due target paralleli: da un lato gli italiani dai 25 anni in su, dall\u2019altro un campione di 197 Organizzazioni Non Profit che operano in Italia, con l\u2019obiettivo di rilevare e analizzare dati su volumi, tipologie e tendenze della raccolta fondi da lasciti testamentari nel nostro Paese. I risultati sono stati presentati questa mattina a Roma, in un incontro che ha visto la presenza di Rossano Bartoli, Portavoce Comitato Testamento Solidale e Presidente Lega del Filo d\u2019Oro; Flavia Fiocchi, Consigliere nazionale del Notariato con Delega al Notariato per il Sociale; Paolo Anselmi, Presidente WaldenLab; Anna Rita Longo, Esperta di linguaggio, Docente di \u201cMedia, divulgazione della scienza, giornalismo scientifico\u201d (Universit\u00e0 del Salento), divulgatrice scientifica; Jean-Luc Giorda, Psicologo, Psicoterapeuta, Formatore e Divulgatore scientifico.<\/p>\n<p>La ricerca sugli italiani rivela una leggera flessione nella propensione verso i lasciti solidali, fenomeno che sembra riflettere un pi\u00f9 ampio deterioramento della fiducia nel futuro. I dati mostrano infatti una diminuzione dal 18% al 15% della propensione a fare testamento, mentre si registra una crescita significativa (+5 punti percentuali) del pregiudizio secondo cui i lasciti riguarderebbero solo &#8220;chi \u00e8 ricco o ha molte propriet\u00e0&#8221;. Parallelamente, cala leggermente la percentuale di coloro che si dichiarano orientati al lascito &#8220;certamente&#8221; (dal 5% al 4%) o &#8220;probabilmente&#8221; (dal 17% al 15%), mentre rimane stabile al 3% la quota di over 50 che ha gi\u00e0 previsto un lascito testamentario. Una battuta d&#8217;arresto collegata al peggioramento della percezione collettiva riguardo alle sfide future &#8211; dalla crisi climatica alle guerre e alle crescenti diseguaglianze sociali: gli italiani non vogliono prendere impegni a lungo termine che possano \u201csottrarre risorse al futuro dei miei eredi\u201d (39%) e togliere un paracadute alla \u201cprecariet\u00e0 lavorativa dei miei figli\/nipoti\u201d (1 su 4). Interessante per contro come rimanga invariata al 68% la percentuale di chi coinvolgerebbe i familiari nella decisione del lascito, confermando l&#8217;importanza del dialogo intergenerazionale in queste scelte di solidariet\u00e0.<\/p>\n<p>&#8220;Questi dati ci restituiscono un quadro di comprensibile preoccupazione per il futuro \u2013 commenta Flavia Fiocchi, Consigliere nazionale del Notariato con delega al Notariato per il Sociale &#8211; ma vogliamo rassicurare gli italiani su un aspetto fondamentale: fare un lascito solidale non significa in alcun modo mettere a rischio i diritti dei propri familiari. La legge italiana tutela, infatti, rigorosamente la quota legittima degli eredi, cio\u00e8 quella porzione di patrimonio che spetta per legge ai familiari pi\u00f9 stretti. Il lascito solidale pu\u00f2 essere disposto quindi nei limiti della quota disponibile, cio\u00e8\u2019 di quella parte del patrimonio di cui ciascuno pu\u00f2 liberamente disporre senza intaccare minimamente le tutele previste per coniuge, figli o, in mancanza, genitori. \u00c8 anche importante sfatare il pregiudizio, evidenziato dalla nostra ricerca, secondo cui i lasciti sono di appannaggio solo di chi possiede grandi patrimoni: anche un piccolo gesto pu\u00f2 fare la differenza e rappresentare un atto di generosit\u00e0 verso le future generazioni. Il nostro impegno come Notariato, al fianco del Comitato Testamento Solidale, \u00e8 proprio quello di fornire informazioni chiare e trasparenti, accompagnando i cittadini in scelte consapevoli che concilino la responsabilit\u00e0 verso i propri cari con la solidariet\u00e0 verso chi ha pi\u00f9 bisogno&#8221;.<\/p>\n<p>Tra il 2020 e il 2024, il settore dei lasciti solidali mostra una chiara tendenza positiva: cresce di 12 punti la percentuale di ONP che hanno ricevuto un numero di lasciti compreso tra 1 e 5 (dal 39% del 2020 al 51% del 2024); cresce di 3 punti la percentuale di ONP che hanno ricevuto un numero di lasciti compreso tra 6 e 30 (dal 16% del 2020 al 19% del 2024) ed anche (dal 6% all\u20198%) di chi ne ha ricevuti pi\u00f9 di 30; la percentuale di ONP che non hanno ricevuto nessun lascito cala di ben 16 punti, passando dal 39% del 2020 al 23% del 2024; contestualmente, cresce anche il peso percentuale dei lasciti sul totale delle raccolte fondi che quasi raddoppia passando dall\u20198% del 2020 al 14% del 2024. E guardando al futuro, la previsione risulta ancor pi\u00f9 positiva: il 76% prevede un aumento (certo o probabile), solo il 3% una diminuzione.<\/p>\n<p>I lasciti in denaro o in beni mobili rappresentano circa i tre quarti di quelli ricevuti dalle organizzazioni, una tendenza che rimane sostanzialmente stabile negli ultimi anni. Altrettanto netta \u00e8 la prevalenza dei lasciti liberi nell\u2019utilizzo (87%) &#8211; che rappresentano un atto di fiducia nella mission generale delle organizzazioni destinatarie &#8211; rispetto ai lasciti vincolati a specifici progetti (13%).<\/p>\n<p>&#8220;I dati della nostra ricerca confermano una tendenza molto incoraggiante, che contrasta con le preoccupazioni emerse dall&#8217;indagine sulla popolazione generale. \u2013 spiega Rossano Bartoli, Portavoce del Comitato Testamento Solidale e Presidente della Lega del Filo d\u2019oro &#8211; Durante il periodo pandemico e post-pandemico, dal 2020 al 2024, abbiamo assistito a una vera e propria crescita del fenomeno dei lasciti solidali: questo ci dice che il lascito solidale si sta diffondendo capillarmente nel tessuto del Non Profit italiano. Ancora pi\u00f9 rilevante \u00e8 il dato economico: il peso dei lasciti sul totale delle raccolte fondi \u00e8 quasi raddoppiato, dimostrando che si tratta di una forma di sostegno sempre pi\u00f9 strategica per la sostenibilit\u00e0 delle nostre organizzazioni\u201d.<\/p>\n<p>Tra le Onp che dichiarano di aver ricevuto almeno un lascito nell\u2019ultimo quinquennio: crescono significativamente le Organizzazioni con un fatturato superiore ai 10 milioni di euro (dal 16% del 2020 al 20% del 2024); restano sostanziale stabili quelle con un fatturato compreso tra 1 e 10 milioni di euro (rappresentavano il 33% nel 2020 e il 34% nel 2024); diminuiscono significativamente le ONP con un fatturato inferiore al milione di euro (dal 51% del 2020 al 45% del 2024). Queste tendenze indicano che si viene rafforzando la relazione tra dimensione economica dell\u2019organizzazione e capacit\u00e0 di attrarre lasciti. Ma non dimentichiamo che le piccole organizzazioni restano comunque il segmento maggioritario tra le ONP destinatarie di lasciti, seppure non pi\u00f9 la maggioranza assoluta come sono state fino al 2020.<\/p>\n<p>La maggioranza delle Onp che hanno partecipato all\u2019indagine (55%) non ha mai realizzato in passato una campagna per la promozione dei lasciti. E per chi invece l\u2019ha fatto, \u00e8 decisione recente o molto recente: solo per una minoranza (17%) l\u2019anno di avvio della prima campagna si colloca prima del 2010; per quasi la met\u00e0 (47%) tra il 2010 e il 2020; per oltre un terzo (36%) negli ultimi 5 anni (dopo il 2020). Evidente \u00e8 la correlazione con la dimensione economica dell\u2019organizzazione e con la disponibilit\u00e0 di uno staff dedicato: ha fatto comunicazione sui lasciti solo il 22% delle Onp con meno di 1 milione di fatturato, il 51% di chi ha un fatturato compreso tra 1 milione e 10 milioni e l\u201983% di chi ha un fatturato superiore ai 10 milioni e dispone di uno staff dedicato. Tra le Onp che non hanno mai attivato una campagna, i motivi prevalenti risiedono infatti nella mancanza di risorse e di competenze: manca una figura dedicata (49%), competenze specifiche (36%), strumenti adeguati (29%), capacit\u00e0 di affrontare gli aspetti legali e fiscali del lascito (19%). Ma a questi motivi si affianca \u2013 con minor peso ma comunque rilevante \u2013 la mancanza di \u00abcultura\u00bb e di interesse sul tema dei lasciti: il tema non \u00e8 ancora percepito come una priorit\u00e0 (31%), mancano le richieste (21%), \u00e8 un investimento di lungo termine difficile da sostenere (10%).<\/p>\n<p>&#8220;Le previsioni per il futuro, con il 76% delle Onp che si aspetta un ulteriore incremento, ci dicono che, nonostante le incertezze del momento, gli italiani hanno saputo trasformare l&#8217;esperienza della pandemia in una maggiore consapevolezza dell&#8217;importanza della solidariet\u00e0 per le generazioni future. &#8211; conclude Bartoli &#8211; Assistiamo a un cambio generazionale importante: le nuove generazioni di anziani sono pi\u00f9 informate, pi\u00f9 consapevoli delle problematiche sociali e ambientali, e hanno sviluppato una maggiore familiarit\u00e0 con il mondo del non profit attraverso decenni di volontariato e donazioni. Inoltre, il crescente impegno delle organizzazioni Non Profit nel comunicare correttamente le opportunit\u00e0 offerte dal lascito solidale, sfatando pregiudizi e timori infondati, sta creando le basi per una crescita strutturale del settore&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Roma, 11 set. 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