{"id":102202,"date":"2025-09-11T16:44:12","date_gmt":"2025-09-11T16:44:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/102202\/"},"modified":"2025-09-11T16:44:12","modified_gmt":"2025-09-11T16:44:12","slug":"wish-you-were-here-lalbum-che-consacro-i-pink-floyd-musica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/102202\/","title":{"rendered":"Wish You Were Here, l&#8217;album che consacr\u00f2 i Pink Floyd &#8211; Musica"},"content":{"rendered":"<p><strong>&#8220;Wish You Were Here&#8221; compie 50 anni <\/strong>e, ancora una volta, \u00e8 inevitabile constatare come<strong> i Pink Floyd continuino a rappresentare uno dei miti pi\u00f9 persistenti della storia del rock<\/strong> e, al tempo stesso, un esempio di band che ha clamorosamente vinto la sfida del tempo.<\/p>\n<p><strong>Come gruppo i Pink Floyd sono fermi dal 1994<\/strong>: l&#8217;ultimo disco uscito a nome del gruppo \u00e8 &#8220;Endless River&#8221;, pubblicato nel 2014 sei anni dopo la morte di Richard Wright e composto da brani strumentali inediti registrati nel 1993 durante le session di &#8220;The Division Bell&#8221;. Eppure tutto ci\u00f2 che li riguarda continua a suscitare l&#8217;entusiasmo dei fan: quest&#8217;anno la riedizione dello storico doppio live &#8220;Pink Floyd At Pompeii&#8221; in Italia \u00e8 finito al primo posto della classifica degli album e dei vinili, pur appartenendo alla fase psichedelico sperimentale.<strong> Nel mito della band, &#8220;Wish You Were Here&#8221; \u00e8 il capitolo che segue il trionfo di &#8220;The Dark Side of The Moon&#8221;<\/strong>, l&#8217;album che ha segnato un cambio radicale nello stile del gruppo e soprattutto ha proiettato i Pink Floyd in una dimensione sostanzialmente irraggiungibile, anche dal punto di vista della tecnologia applicata alla musica, un ambito in cui Roger Waters, David Gilmour, Richard Wright e Nick Mason hanno letteralmente progettato il futuro: basti pensare che &#8220;The Dark Side&#8221; \u00e8 stato registrato anche in quadrifonia, una tecnica che negli anni &#8217;70 non esisteva e che non \u00e8 mai stata commercializzata.<\/p>\n<p>Come spesso \u00e8 accaduto nella storia discografica della band, anche quella di &#8220;Wish You Were Here&#8221; \u00e8 una vicenda di tensioni, difficolt\u00e0, intuizioni futuribili, crisi profonde ed esplosioni creative, il caso che si\u00a0 dimostra benigno verso chi sembra aver scritto nel destino le regole del futuro. L&#8217;album \u00e8 un atto d&#8217;amore nei confronti di <strong>Syd Barrett<\/strong>, il cappellaio matto del rock che aveva fondato la band e che ne era uscito travolto dai disturbi mentali.<\/p>\n<p>Da questo punto di vista la maestosa &#8220;Shine On You Crazy Diamond&#8221; \u00e8 giustamente considerata una delle pi\u00f9 grandi canzoni mai scritte sulla follia. L&#8217;episodio pi\u00f9 celebre accaduto durante le registrazioni ha qualcosa di inspiegabile: il 5 giugno 1975, proprio mentre la band stava incidendo &#8220;Shine On You Crazy Diamond&#8221; nello studio 3 della Emi, diventati poi gli Abbey Road Studios, entr\u00f2 un uomo sovrappeso, con una busta di plastica in mano, i capelli e le sopracciglia rasati. In un primo momento nessuno riconobbe quell&#8217;uomo dallo sguardo smarrito: poi Gilmour cap\u00ec che si trattava di Syd Barrett, che da tempo viveva recluso ed era passato di l\u00ec proprio nel giorno in cui veniva messo su vinile il grandioso omaggio tributato dai suoi vecchi amici. Barrett non reag\u00ec in modo particolare alle domande e ai tentativi di conversazione: era chiaramente chiuso nel suo mondo ormai irraggiungibile. N\u00e9 sembr\u00f2 cogliere il senso di quel tributo. Torn\u00f2 un paio di volte, aumentando i tormenti e la malinconia dei suoi ex compagni di band. Non lo videro pi\u00f9: solo una volta Waters lo riconobbe da lontano tra la folla di Harrod&#8217;s, prima della morte di Barrett nel 2006. Insieme al rimpianto per l&#8217;amico perduto, l&#8217;altro tema portante dell&#8217;album \u00e8 il rapporto tra i musicisti e il mercato: a rappresentarlo \u00e8 la copertina leggendaria e, manco a dirlo, dal packaging rivoluzionario, firmata da Storm Thorgerson e dal suo socio Aubrey &#8220;Po&#8221; Powell, fondatori dello studio Hipgnosis che ha contribuito in modo determinante a definire l&#8217;immaginario del rock attraverso le copertine. Scattata negli studi di Burbank, la fotografia sulla copertina ritrae due uomini che si stringono la mano mentre uno dei due prende fuoco: per realizzarla furono usati due stuntmen, vestiti e parrucche speciali perch\u00e9 come nei film le fiamme erano autentiche: cos\u00ec autentiche che ustionarono leggermente uno dei due stunt. Il significato dell&#8217;immagine era proprio quello dell&#8217;artista che resta &#8220;bruciato&#8221; dalla stretta di mano dell&#8217;uomo d&#8217;affari.<\/p>\n<p>Viene quasi da ridere a pensare che all&#8217;epoca della sua uscita &#8220;Wish You Were Here&#8221; fu accolto in modo piuttosto tiepido dalla critica: il pubblico invece gli decret\u00f2 un successo immediato. \u00c8 inutile dire che col passare del tempo, quando ormai le intuizioni dell&#8217;album erano diventate alcune delle note pi\u00f9 famose della storia del rock, \u00e8 stato universalmente riconosciuto come uno degli album pi\u00f9 importanti di sempre.<\/p>\n<p class=\"article-copyright\">\n<p>Riproduzione riservata \u00a9 Copyright ANSA<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"&#8220;Wish You Were Here&#8221; compie 50 anni e, ancora una volta, \u00e8 inevitabile constatare come i Pink Floyd&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":102203,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1443],"tags":[8133,4008,21253,1585,14951,2415,203,14214,204,54833,1537,90,89,962,30144,72290,964,1538,1539,9388,494,72291,1563,72293,1567,2128,72292,24479,1730,38712,6370,22030,72289],"class_list":{"0":"post-102202","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-musica","8":"tag-album","9":"tag-amico","10":"tag-anno","11":"tag-band","12":"tag-barrett","13":"tag-copertina","14":"tag-entertainment","15":"tag-gruppo","16":"tag-intrattenimento","17":"tag-intuizione","18":"tag-it","19":"tag-italia","20":"tag-italy","21":"tag-mano","22":"tag-mito","23":"tag-modo","24":"tag-morte","25":"tag-music","26":"tag-musica","27":"tag-pink-floyd","28":"tag-punto","29":"tag-richard-wright","30":"tag-rock","31":"tag-shine-diamond","32":"tag-storia","33":"tag-studio","34":"tag-syd-barrett","35":"tag-tempo","36":"tag-uomo","37":"tag-vinile","38":"tag-vista","39":"tag-volta","40":"tag-wish-here"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/102202","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=102202"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/102202\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/102203"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=102202"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=102202"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=102202"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}