{"id":103645,"date":"2025-09-12T10:06:13","date_gmt":"2025-09-12T10:06:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/103645\/"},"modified":"2025-09-12T10:06:13","modified_gmt":"2025-09-12T10:06:13","slug":"gravidanza-a-rischio-dopo-i-35-anni-il-cuore-delle-donne-lavora-il-doppio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/103645\/","title":{"rendered":"Gravidanza a rischio: dopo i 35 anni il cuore delle donne lavora il doppio"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.insalutenews.it\/in-salute\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/logo-gise.png\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"300\" height=\"76\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/logo-gise-300x76.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-12646\"  \/><\/a><\/p>\n<p>La fragilit\u00e0 del cuore delle donne non si limita alla gravidanza, ma dipende anche dalla nostra incapacit\u00e0 di \u201cascoltarne\u201d i segnali di sofferenza, quelli della cosiddetta \u201ctriade invisibile\u201d: INOCA-ANOCA (ischemia o angina senza coronaropatia ostruttiva), MINOCA (infarto del miocardio senza ostruzione) e SCAD (dissezioni coronariche spontanee). Affrontare la sottorappresentazione delle donne nella ricerca cardiovascolare deve essere una priorit\u00e0 per la salute pubblica, anche in ambito interventistico dove valvole e procedure vanno adattate alle specificit\u00e0 del cuore femminile<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.insalutenews.it\/in-salute\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/cuore-sfondo-nero.jpg\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"300\" height=\"169\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/cuore-sfondo-nero-300x169.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-64791\"  \/><\/a><\/p>\n<p>Salerno, 12 settembre 2025 \u2013 Il cuore delle donne pu\u00f2 essere fragile a tutte le et\u00e0 e in tutte le fasi della vita. In gravidanza lo \u00e8 molto pi\u00f9 di quello degli uomini perch\u00e9 \u00e8 costretto a lavorare il doppio. Con l\u2019avvicinarsi del terzo trimestre di gestazione, infatti, il volume di sangue aumenta fino al 60%, costringendo il cuore a un \u2018superlavoro\u2019 che accelera il battito cardiaco. Sebbene la maggior parte delle donne gestisca questi cambiamenti senza problemi, per quelle con patologie cardiache preesistenti o con una predisposizione, i rischi possono essere elevati.<\/p>\n<p>Secondo uno studio condotto della NYU School of Medicine, pubblicato sulla rivista Mayo Clinic Proceedings, il rischio \u00e8 fino a 5 volte pi\u00f9 alto tra le donne dai 35 ai 39 anni d\u2019et\u00e0, mentre \u00e8 10 volte pi\u00f9 alto tra le donne over 40. Eppure la salute cardiovascolare femminile resta sottovalutata, sia in clinica che nei laboratori di ricerca.<\/p>\n<p>Questi sono alcuni dei temi che gli specialisti affronteranno al GISE Women, l\u2019evento organizzato dalla Societ\u00e0 Italiana di Cardiologia Interventistica (GISE) che si apre oggi a Salerno. Nel corso dei lavori verranno affrontate anche altre tematiche di rilevanza di genere nella cardiologia interventistica e verranno presentate le principali novit\u00e0 nel settore relative a nuovi approcci diagnostici e terapeutici, all\u2019aterosclerosi coronarica, alla cardiopatia ischemica e alle valvulopatie, oltre al tema molto attuale dei problemi cardiaci associati alle patologie e ai trattamenti oncologici (branca specifica definita Cardioncologia).<\/p>\n<p>\u201cIl GISE Women rappresenta un\u2019opportunit\u00e0 importante per la condivisione di competenze, esperienze e prospettive di genere nella pratica clinica cardiologica \u2013 spiega Francesco Saia, presidente GISE e direttore della SSD di Cardiologia Interventistica all\u2019IRCCS Azienda Ospedaliero-Universitaria di Bologna, Policlinico Sant\u2019Orsola \u2013 Il nostro obiettivo \u00e8 di accendere i riflettori sulle disparit\u00e0 di genere che vede le donne in grande svantaggio rispetto agli uomini. La popolazione femminile, infatti, tende ad essere sottodiagnosticata e sottotrattata in clinica, e sottorappresentata negli studi clinici\u201d.<\/p>\n<p>In Italia, ogni 5 minuti una donna viene colpita da un infarto o da un\u2019altra malattia cardiovascolare per un totale di 124mila casi all\u2019anno. La malattia coronarica interessa 1 donna su 9 tra i 45 e i 64 anni e 1 su 3 dopo i 65 anni con un rischio di morte del 31%, pi\u00f9 alto del cancro al seno.<\/p>\n<p>Durante la gravidanza, il sistema cardiovascolare subisce notevoli adattamenti per supportare la crescita del feto: aumentano flusso sanguigno, frequenza e gittata cardiaca. \u201cQuando questi cambiamenti procedono senza intoppi, rappresentano un esempio notevole di resilienza \u2013 spiega Alfredo Marchese, presidente eletto GISE \u2013 Tuttavia, il cuore pu\u00f2 non riuscire a tenere il passo a causa di patologie pre-esistenti o per complicanze legate a condizioni come cardiomiopatia peripartum, preeclampsia ed eclampsia, che mettono a repentaglio la salute sia materna che fetale\u201d.<\/p>\n<p><strong>Lo Studio della NYU School of Medicine<\/strong><\/p>\n<p>Il rischio \u00e8 pi\u00f9 alto soprattutto nelle donne over 35, come evidenziato anche dallo studio condotto dalla NYU School of Medicine, in cui sono state analizzate quasi 50 milioni di nascite negli Stati Uniti tra il 2002 e il 2014. \u201cLo studio ha mostrato come il rischio di infarto durante e dopo la gravidanza sia in aumento, anche per la tendenza a posticipare la maternit\u00e0 considerando maggiore la \u2018probabilit\u00e0\u2019 di concomitanti patologie cardiovascolari subentrate nel corso degli anni \u2013 commenta Tiziana Attisano, coordinatrice Gise Women e responsabile della UOSD di Emodinamica all\u2019Azienda Ospedaliera Universitaria di Salerno \u2013 La comunit\u00e0 cardiologica ha avvertito forte questa esigenza tanto da stilare nuove Linee Guida sulla gestione clinica e terapeutica della patologia cardiovascolare in gravidanza in tutte le sue peculiarit\u00e0 e insidie.Esse sono state presentate al recente congresso della Societ\u00e0 Europea di Cardiologia (ESC) tenutosi a Madrid e saranno argomento atteso durante il congresso GISE Women\u201d.<\/p>\n<p><strong>La triade \u201cinvisibile\u201d INOCA-ANOCA, MINOCA e SCAD<\/strong><\/p>\n<p>La fragilit\u00e0 del cuore delle donne non si limita alla gravidanza, ma dipende anche dalla nostra incapacit\u00e0 di \u201cascoltarne\u201d i segnali di sofferenza. \u00c8 per questo che nella popolazione femminile \u00e8 pi\u00f9 alto sia il rischio di \u2018ischemia o angina senza coronaropatia ostruttiva\u2019 (INOCA-ANOCA) che di \u2018infarto del miocardio senza ostruzione coronarica\u2019 (MINOCA).<\/p>\n<p>\u201cMolte donne con dolore toracico cardiaco e ischemia o attacco cardiaco non hanno stenosi significative nelle arterie coronarie, ma un restringimento di lieve entit\u00e0, una disfunzione o spasmo dei piccoli vasi, che sfuggono nella diagnosi iniziale \u2013 spiega Simona Pierini, coordinatrice Gise Women e Direttore della Struttura Complessa di Cardiologia e Unit\u00e0 Coronarica della ASST Nord Milano \u2013 Il 50-70% di chi ha sintomi aspecifici e malattia coronarica non significativa all\u2019angiografia \u00e8 donna. Il sesso femminile, inoltre, presenta pi\u00f9 spesso fattori di rischio cardiovascolari non classici, spesso aggravati da stress, disturbi dell\u2019umore, fumo, malattie autoimmuni, o come conseguenza della menopausa. Eppure la consapevolezza del rischio cardiovascolare femminile \u00e8 scarsa. L\u2019infarto ha un ritardo di 10 anni nelle donne rispetto agli uomini, ma la mortalit\u00e0 \u00e8 pi\u00f9 alta, cos\u00ec come le complicanze, che per il 90% colpiscono proprio le donne\u201d.<\/p>\n<p>Tanto pericolose quanto subdole sono anche le dissezioni coronariche spontanee (SCAD), che fanno parte di una patologia sistemica che interessa gli strati della parete vasale. Le donne giovani sono le pazienti maggiormente colpite dalla malattia che pu\u00f2 presentarsi come sindrome coronarica acuta, angina instabile o addirittura morte improvvisa.<\/p>\n<p><strong>Patologie valvolari<\/strong><\/p>\n<p>Anche le patologie valvolari sono spesso sottovalutate, con differenze importanti rispetto agli uomini per tipologia, diagnosi e trattamento. Meno donne vengono avviate a interventi correttivi, che presentano anche specifiche difficolt\u00e0 tecniche legate all\u2019anatomia pi\u00f9 piccola. Nelle donne, inoltre, i sintomi tendono a essere pi\u00f9 subdoli e aspecifici, con conseguente ritardo diagnostico. \u201cLe pazienti spesso arrivano dal medico in fase avanzata, con progressione rapida e prognosi peggiore\u201d, sottolineano Attisano e Pierini<\/p>\n<p> \u201c\u00c8 dunque essenziale aumentare la consapevolezza sulle specificit\u00e0 delle patologie cardiologiche femminili, sia tra la popolazione che tra il personale medico, per garantire una diagnosi precoce, un trattamento tempestivo e una migliore gestione a lungo termine \u2013 concludono Saia e Marchese \u2013 Affrontare queste disparit\u00e0 rappresenta una priorit\u00e0 per la salute pubblica e l\u2019impegno del GISE, anche attraverso eventi specialistici come GISE Women, \u00e8 quello di continuare a lavorare in questo ambito\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"La fragilit\u00e0 del cuore delle donne non si limita alla gravidanza, ma dipende anche dalla nostra incapacit\u00e0 di&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":103646,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1480],"tags":[1944,239,1537,90,89,240,1942,1943,1940,1941],"class_list":{"0":"post-103645","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-salute-femminile","8":"tag-femminile","9":"tag-health","10":"tag-it","11":"tag-italia","12":"tag-italy","13":"tag-salute","14":"tag-salute-femminile","15":"tag-salutefemminile","16":"tag-womens-health","17":"tag-womenshealth"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/103645","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=103645"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/103645\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/103646"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=103645"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=103645"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=103645"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}