{"id":103739,"date":"2025-09-12T11:07:11","date_gmt":"2025-09-12T11:07:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/103739\/"},"modified":"2025-09-12T11:07:11","modified_gmt":"2025-09-12T11:07:11","slug":"bici-endurance-e-gravel-race-la-distinzione-ha-poco-senso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/103739\/","title":{"rendered":"Bici endurance e gravel race, la distinzione ha poco senso"},"content":{"rendered":"<p style=\"font-weight: 400;\">Lo spunto per scrivere questo articolo ce lo ha dato la nuova Addict, presentata da <a href=\"https:\/\/www.scott-sports.com\/it\/it\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Scott<\/a> a inizio settembre 2025.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Ne abbiamo gi\u00e0 <a href=\"https:\/\/cyclinside.it\/nuova-addict-levoluzione-della-bici-da-granfondo\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">parlato qui<\/a>, nel video legato a questo articolo ce ne parla il pi\u00f9 illustro degli ambassador Scott,<strong> Vincenzo Nibali<\/strong>, ed in fondo \u00e8 bici che esprime bene quella separazione sempre pi\u00f9 labile che esiste oggi nell\u2019ambito dei vari segmenti di bici presenti sul mercato.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Ci spieghiamo meglio facendo un salto indietro nel tempo. La situazione, fino a una decina di anni fa era sicuramente pi\u00f9 delineata e chiara: c\u2019erano le classiche bici \u201crace\u201d, o se preferite quelle che i corridori utilizzano in corsa.<\/p>\n<p>E le bici \u201cendurance\u201d?<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">All\u2019interno delle bici race c\u2019era poi la sottocategoria altrettanto definita delle bici \u201caero\u201d, anche questa contraddistinta da caratteristiche tecniche specifiche e con un buon margine di codificazione.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" title=\"Specialized_ROUBAIX-SW-ETAP-TPE-GUN-BLKTNT_HERO-PDP \u2013 Cyclinside.it\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-120599\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/94425-02_ROUBAIX-SW-ETAP-TPE-GUN-BLKTNT_HERO-PDP.webp.webp\" alt=\"\" width=\"1100\" height=\"619\"  \/>La Roubaix, \u201cdecana\u201d tra le bici endurance: monta di serie il Future Shock, un ammortizzatore integrato nel tubo sterzo<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Al di fuori dell\u2019ambito c\u2019erano poi <strong>le bici \u201cendurance\u201d, o se preferite da granfondo,<\/strong> quelle che i corridori utilizzavano eccezionalmente solo alla Parigi-Roubaix. S\u00ec, perch\u00e9 le bici endurance avevano caratteristiche tecniche e (soprattutto) geometriche ad-hoc, adatte pi\u00f9 che altro per l\u2019utenza amatoriale, per i ciclosportivi evoluti o per chi voleva un assetto comodo e una guida non troppo nervosa.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" title=\"bmc-2024-roadmachine-01-x-one-road-bike-purple-1_1800x1800jpg \u2013 Cyclinside.it\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-120600\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/bmc-2024-roadmachine-01-x-one-road-bike-purple-1_1800x1800jpg.webp.webp\" alt=\"\" width=\"1100\" height=\"618\"  \/>L\u2019allestimento 01X della Bmc RoadMachine pu\u00f2 montare pneumatici fino alla 40 mm ed \u00e8 espressamente dedicata (anche) agli sterrati leggeri. Ma \u00e8 formalmente inclusa nella linea Endurance del marchio elvetico<br \/>\nLa rivoluzione gravel<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Poi, tra il 2016 e il 2017, ha cominciato a cambiare tutto: \u00e8 stato prima di tutto l\u2019avvento del disco nel mondo delle bici da asfalto a dare il l\u00e0 alla nascita del segmento delle gravel, che a livello di mercato possiamo considerare vera e propria rivoluzione rispetto a come eravamo abituati a classificare le bici destinate alla strada (o al massimo allo sterrato \u201cfacile\u201d e al pav\u00e8).<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Che le bici gravel abbiano presto guadagnato consensi e attirato nuovi bacini di pubblico non \u00e8 n\u00e9 un caso n\u00e9 una moda: questo \u00e8 proprio in virt\u00f9 della loro natura meno specialistica, nel senso di mezzi capaci di affrontare una miriade di terreni, sia su asfalto che in fuoristrada.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Non \u00e8 un caso che in termini pratici il gravel abbia trovato terreno fertile soprattutto tra praticanti non agonisti, che abbia sviluppato una natura pi\u00f9 prettamente votata all\u2019avventura, all\u2019\u201cunsupported\u201d, al viaggio e non al \u201cracing\u201d, proprio perch\u00e9 \u00e8 disciplina che potenzialmente si rivolge a tutti, compresi i tantissimi che non hanno competenze, allenamento e vocazione per la competizione.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">E via allora con la nascita di un altro segmento, a sua volta suddiviso in due segmenti, quello delle gravel che noi siamo soliti chiamare \u201cgravel adventure\u201d e quello delle \u201cgravel race\u201d.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" title=\"Cannodale_Synapse \u2013 Cyclinside.it\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-120602\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/Cannodale_Synapse.webp.webp\" alt=\"\" width=\"1100\" height=\"638\"  \/>Altro modello \u201cstorico\u201d del segmento endurance, la Cannondale Synapse oggi in commercio continua ad investire molto sulla capacit\u00e0 del telaio di flettere verticalmente per assorbire le vibrazioni<br \/>\nIl gravel race che piace ai produttori<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Il paradosso al quale stiamo assistendo \u00e8 che, nonostante a fare gravel agonistico sia essenzialmente una minima parte del mondo dei gravellisti, oggi i produttori stanno spingendo tanto in questo sottosegmento. Se questo accade \u00e8 per due motivi: il primo \u00e8 perch\u00e9 le loro gravel race sono bici di riferimento dal punto di vista tecnologico, di solito sono quelle in possesso di un bagaglio tecnico pi\u00f9 importante sul quale i produttori non possono che investire (anche in promozione e pubblicit\u00e0).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" title=\"giant defy \u2013 Cyclinside.it\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-120603\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/MY25DefyAdvancedSL0_ColorABlackLava.jpg\" alt=\"\" width=\"1100\" height=\"825\"  \/>Il design sa molto della top bike da competizione TCR Advanced, ma sulla Defy di Giant la tolleranza massima coperture arriva fino alla 40 millimetri! E la geometria \u00e8 orientata al comfort.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Ma non \u00e8 solo questo: le gravel race di oggi hanno caratteristiche tecniche che le rendono comunque estremamente versatili in base a come le si va a montare e configurare: ci riferiamo in primis alla tolleranza coperture, ovvero il parametro essenziale per definire le caratteristiche del mezzo, elemento capace di andare ben oltre le differenze che ti pu\u00f2 dare un tipo di carbonio usato oppure un angolo di sterzo di un grado pi\u00f9 o meno aperto, eccetera.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">La situazione odierna \u00e8 quella di bici gravel race che hanno tutte una tolleranza coperture che arriva almeno a 45 millimetri, in moltissimi casi anche 50.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Il fatto \u00e8 che poter montare una gomma da \u201c50\u201d ti consente di rivoluzionare la natura del mezzo, ad esempio rispetto ad un ipotetico set up in cui monti delle \u201c38\u201d o delle \u201c40\u201d.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Questo, ancora una volta, consente di destinare bici che formalmente nascono per il gravel agonistico anche a chi cerca modelli e una tipologia di pratica pi\u00f9 rilassate, pi\u00f9 orientate al piacere del viaggio o anche al bikepacking.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\u00c8 esattamente per questo motivo che, rispetto a qualche anno fa, sul mercato troviamo meno modelli di gravel che poco sopra abbiamo codificato come \u201cadventure\u201d, perch\u00e9 in fondo proprio le gravel race, loro e il loro passaggio ruota generoso, hanno in parte canniballizzato quel sottosegmento.<\/p>\n<p>Gravel race, granfondo ed endurance<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">In fondo \u00e8 lo stesso processo che si \u00e8 verificato sul confine opposto, quello che separa le gravel race e le bici da granfondo: tante delle prime hanno eroso spazio commerciale alle bici da granfondo classiche, che, da parte loro, hanno continuato a far propri elementi tecnici figli della nuova modalit\u00e0 di concepire la bici \u201call road\u201d; ci riferiamo appunto all\u2019impiego di gomme sempre pi\u00f9 grosse, a cerchi dal canale sempre pi\u00f9 ampio e a una predisposizione pi\u00f9 o meno marcata per il montaggio di accessori di bikepacking.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Tornando da dove eravamo partiti, questo discorso calza a pennello se appunto si va a considerare la nuova Scott Addict, questa ha diverse caratteristiche tecniche che potrebbero tranquillamente permetterci di assimilarla a una bici gravel, seppur con un passaggio ruota (relativamente) limitato rispetto a ci\u00f2 che oggi si usa assegnare alla categoria.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Ma al di la delle specifiche denominazioni o classificazioni, per\u00f2, quel che conta \u00e8 che, sia le cosiddette \u201cgravel\u201d, sia le cosiddette \u201cbici endurance\u201d come potrebbe essere la Addict, hanno oggi caratteristiche tecniche che permettono di personalizzare, di cambiare il carattere e lo spirito molto pi\u00f9 di quel che si poteva fare con tutte le bici da asfalto fino a una decina di anni fa.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">E in fondo, \u00e8 proprio questo ci\u00f2 che pi\u00f9 conta e serve al praticante.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Lo spunto per scrivere questo articolo ce lo ha dato la nuova Addict, presentata da Scott a inizio&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":103740,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1456],"tags":[1824,1825,33317,3048,14448,73083,1537,90,89,56249,245,244,2392,7719],"class_list":{"0":"post-103739","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-ciclismo","8":"tag-ciclismo","9":"tag-cycling","10":"tag-endurance","11":"tag-evidenza","12":"tag-gravel","13":"tag-gravel-race","14":"tag-it","15":"tag-italia","16":"tag-italy","17":"tag-novita-2026","18":"tag-sport","19":"tag-sports","20":"tag-video","21":"tag-vincenzo-nibali"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/103739","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=103739"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/103739\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/103740"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=103739"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=103739"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=103739"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}