{"id":103792,"date":"2025-09-12T11:45:12","date_gmt":"2025-09-12T11:45:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/103792\/"},"modified":"2025-09-12T11:45:12","modified_gmt":"2025-09-12T11:45:12","slug":"libro-manifesto-di-side-by-side-e-dellinfluencer-filippo-poletti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/103792\/","title":{"rendered":"libro-manifesto di Side by Side e dell\u2019influencer Filippo Poletti"},"content":{"rendered":"<p>L&#8217;inclusione in Italia non va pi\u00f9 taciuta: in Italia solo il 52% delle donne lavora (contro il 67% della media UE) e appena il 28,7% occupa posizioni manageriali (rispetto al 34% registrato nel resto d\u2019Europa). Aziende e istituzioni devono alzare il velo di silenzio, rimettendo al centro delle loro agende il valore dell\u2019ascolto, della relazione, della condivisione e dell&#8217;unicit\u00e0 di ogni individuo. Ne \u00e8 convinta l&#8217;associazione di cultura economica e sociale Side by Side, che lancia il libro-manifesto \u201cSide by Side: oltre la diversit\u00e0, creare unicit\u00e0 e valore nelle aziende e per le istituzioni\u201d, scritto dall&#8217;influencer Filippo Poletti, il giornalista pi\u00f9 seguito in Italia su LinkedIn. Il libro d\u00e0 vita a un\u2019operazione verit\u00e0 che rimette al centro del dibattito nazionale il tema dell\u2019integrazione come scelta strategica e non tattica, legata alle mode.<\/p>\n<p>\u00abAll&#8217;Italia di oggi serve sviluppare la parit\u00e0 di genere, valorizzare le diverse abilit\u00e0, promuovere il carcere come strumento di rieducazione e stimolare il dialogo intergenerazionale sul lavoro tra Baby Boomer, Gen X, Millennials, Gen Z e, in prospettiva, Gen Alpha \u2013 spiega Poletti assieme ai fondatori della realt\u00e0 non profit, Alessia Salmaso e Fulvio Matteoni, e Joelle Gallesi, componente del comitato direttivo \u2013. Alle parole devono seguire i fatti affinch\u00e9 la diversity &amp; inclusion non rimanga slogan o voce di bilancio, ma si trasformi in esperienze concrete come il Manifesto per la parit\u00e0 di genere nella filiera italiana promosso da Winning Women Institute, la Carta dei principi delle donne della finanza oppure, ancora, l\u2019inserimento di punti di premialit\u00e0 nelle gare per le aziende attente all\u2019integrazione, come ha fatto Danone in Italia\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abL&#8217;Italia si trova di fronte a grandi sfide demografiche e socio-economiche che richiedono soluzioni innovative e un cambio di paradigma \u2013 aggiunge Poletti, curatore su LinkedIn dal 2017 della rubrica quotidiana RASSEGNALAVOROIT \u2013. Per raggiungere questo obiettivo, \u00e8 necessario un impegno congiunto da parte delle istituzioni, delle imprese e della societ\u00e0 civile. Solo attraverso un approccio integrato, che valorizzi le competenze di ogni individuo e promuova la parit\u00e0 di opportunit\u00e0, possiamo costruire un&#8217;Italia sempre pi\u00f9 competitiva nel solco dell\u2019azione di Side by Side, promotrice delle diversit\u00e0 come elemento propulsore del miglioramento continuo\u00bb.<\/p>\n<p>Il problema: i numeri dell&#8217;esclusione in Italia<\/p>\n<p>I dati parlano chiaro: secondo l\u2019Istat \u2013 nota Poletti \u2013 in Italia solo il 52% delle donne lavora (contro il 67% della media UE), appena il 28,7% occupa posizioni manageriali rispetto al 34% in Europa. Le donne occupate sono 9,5 milioni, laddove gli uomini occupati sono 13 milioni. Quante pi\u00f9 aziende inizieranno a camminare per colmare questo gap, tanto pi\u00f9 aumenter\u00e0 la competitivit\u00e0 del nostro Paese. Pensiamo anche al tema delle diverse abilit\u00e0: in Italia ci sono oltre 3 milioni di persone con disabilit\u00e0 in et\u00e0 lavorativa, ma solo il 32% di queste \u00e8 occupato: l\u2019\u201cabilismo\u201d, inteso come tendenza a considerare la disabilit\u00e0 come un deficit da correggere o da compatire, \u00e8 purtroppo ancora presente nei contesti professionali. Oppure, ancora, guardiamo ai dati della recidiva di reato, che crolla fino al 2% se la persona esce dal carcere con strumenti nuovi e un lavoro avviato. Per non dire, poi, dell\u2019allungamento delle aspettative di vita e della revisione dell\u2019et\u00e0 di pensionamento che stanno determinando un protrarsi del periodo trascorso al lavoro: il rischio \u00e8 che Boomers, Gen X, Millennials, Gen Z e in futuro Gen Alpha entrino in un cortocircuito comunicativo, non comprendendosi reciprocamente e alimentando la distanza e il conflitto. Per questo occorre moltiplicare le occasioni di \u201ccommistione generativa\u201d, valorizzando in chiave di business e di miglioramento organizzativo le competenze e le attitudini di ciascun gruppo generazionale con, ad esempio, il mentoring e il reverse mentoring\u00bb.<br \/>\u00a0<\/p>\n<p>Le ambassador Fiona May e Annalisa Minetti: \u201cRiconoscere l&#8217;unicit\u00e0 delle persone\u201d<\/p>\n<p>Nel libro, edito da LIT, le ambasciatrici Fiona May e Annalisa Minetti lanciano il rinnovato impegno di Side by Side: \u00abEssere \u2018fianco a fianco\u2019 di qualcuno significa molto pi\u00f9 che stare accanto fisicamente: \u00e8 un impegno a esserci davvero, ad ascoltare e a condividere la responsabilit\u00e0\u00bb, dice l&#8217;ex atleta, firmataria della prefazione. \u00abRiconoscendo l&#8217;unicit\u00e0 di ciascuno, il lavoro pu\u00f2 essere diritto di tutti. Tutti possono ambire alle cose pi\u00f9 difficili, consapevoli che \u00e8 possibile farle insieme\u00bb, sottolinea la cantautrice e atleta paralimpica.<\/p>\n<p>\u00abL&#8217;inclusione non \u00e8 una gentile concessione, ma il motore che spinge verso un cambio di paradigma. Le pari opportunit\u00e0 non nascono dal &#8220;concedere&#8221; spazio, ma dal creare le condizioni perch\u00e9 le persone possano esserci, restare e fiorire, nelle organizzazioni, nelle istituzioni e nelle comunit\u00e0\u00bb, rimarca Salmaso. \u00abL\u2019approccio deve essere metodico: non rivoluzioni improvvise, ma aumento di passo progressivo verso l&#8217;unicit\u00e0 nel rispetto reciproco\u00bb, aggiunge Matteoni. \u00abIl lavoro costruisce identit\u00e0, relazioni, dignit\u00e0. Un&#8217;azienda che esclude si impoverisce, una che include innova e cresce\u00bb, conclude Gallesi.<br \/>\u00a0<\/p>\n<p>Il sostegno delle aziende che investono sulla valorizzazione del talento femminile\u00a0<\/p>\n<p>All\u2019appello di Side by Side hanno gi\u00e0 risposto Allianz Global Investors, Autostrade per l&#8217;Italia, Carrefour Italia, Cisco, Danone Italia, Engie, Hunters Group, IKEA Italia, Kantar, GXO Logistic, Leroy Merlin, Nhood, NTT Data, Perfetti Van Melle e Gruppo Veg\u00e9.<br \/>\u00a0<\/p>\n<p>Nel libro il contributo di esperti autorevoli<\/p>\n<p>Nel libro intervengono esperti di primo piano a sostenere le ragioni della parit\u00e0 di genere, dell&#8217;unicit\u00e0 delle persone nel mondo professionale come nello sport, dell&#8217;inserimento lavorativo dei detenuti e dello sviluppo del dialogo intergenerazionale. Ci sono, ad esempio, Paola Corna Pellegrini di Winning Women Institute, che invita a una nuova narrazione, passando dal &#8220;gender gap&#8221; alla &#8220;gender opportunity&#8221;; Sonia Maria Melchiorre del Comitato unico di garanzia dell&#8217;Universit\u00e0 degli Studi della Tuscia, che propone l&#8217;aggiornamento periodico delle politiche linguistiche aziendali per assicurare che riflettano e sostengano un&#8217;atmosfera inclusiva; Alexa Pantanella di Diversity &amp; Inclusion che riflette sulle microaggressioni di genere presenti nel linguaggio quotidiano; Paola Accornero di Retail Institute che rilancia il &#8220;Niente su di noi senza di noi&#8221; per i diritti delle persone con disabilit\u00e0; la giornalista Flavia Filippi dell&#8217;associazione Seconda Chance e la psicoterapeuta negli istituti penitenziari Silvia Landra che raccontano il potere del lavoro per far rinascere le persone detenute; infine, Vittorio D&#8217;Orsi della Federazione STEM che lancia il &#8220;cooperative management&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"L&#8217;inclusione in Italia non va pi\u00f9 taciuta: in Italia solo il 52% delle donne lavora (contro il 67%&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":103793,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1445],"tags":[1608,203,204,1537,90,89,1609],"class_list":{"0":"post-103792","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-libri","8":"tag-books","9":"tag-entertainment","10":"tag-intrattenimento","11":"tag-it","12":"tag-italia","13":"tag-italy","14":"tag-libri"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/103792","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=103792"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/103792\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/103793"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=103792"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=103792"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=103792"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}