{"id":103921,"date":"2025-09-12T13:05:12","date_gmt":"2025-09-12T13:05:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/103921\/"},"modified":"2025-09-12T13:05:12","modified_gmt":"2025-09-12T13:05:12","slug":"quel-frammento-di-giotto-e-quasi-una-reliquia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/103921\/","title":{"rendered":"Quel \u201cFrammento\u201d di Giotto \u00e8 quasi una reliquia"},"content":{"rendered":"<p>Quando, nel 2015 il Frammento Vaticano di Giotto venne esposto per la prima volta nella mostra \u201cGiotto, l\u2019Italia\u201d allestita a Milano, se ne era auspicato il restauro. A distanza di dieci anni tale auspicio si \u00e8 avverato e questo lacerto giottesco, di un\u2019importanza somma sul piano artistico, storico e antiquario, oggi si presenta in condizioni di lettura assolutamente migliori di quanto non fosse anteriormente all\u2019intervento, operato dall\u2019Opificio delle Pietre Dure di Firenze da Alberto Felici, e diretto, per gli aspetti storico-artistici, da Cecilia Frosinini.<\/p>\n<p>Una storia significativa<\/p>\n<p>Ma di che si parla? Il Frammento Vaticano \u00e8 noto soltanto ai pi\u00f9 incalliti conoscitori dell\u2019arte del grande pittore e quasi del tutto ignoto al pubblico grosso perch\u00e9, a prescindere dall\u2019episodio effimero della mostra milanese del 2015, \u00e8 custodito in mani private (e beate) da secoli, al pari di altre opere d\u2019arte antica provenienti da smembramenti e demolizioni. In origine faceva parte della decorazione muraria della basilica di San Pietro, in un ciclo di affreschi non pi\u00f9 esistente, sopravvissuto ai radicali lavori di ammodernamento realizzati fra la fine del XVI e l\u2019inizio del XVII secolo.<\/p>\n<p>Il frammento raffigura due santi o apostoli a mezzo busto (41\u00d746 centimetri), non identificabili per l\u2019assenza di specifici attributi, e fu staccato dalla sua sede nei primissimi anni del Seicento, indi donato a Pietro Strozzi, segretario del pontefice Paolo V e canonico di San Pietro, poi passato a Matteo Caccini fiorentino, che si premur\u00f2 di esporlo per la \u00abvenerazione dei fedeli\u00bb. I tratti della sua breve e significativa storia sono attestati da una scritta che compare a tergo, sotto lo stemma della famiglia Caccini, dove compaiono due leoni rampanti campiti in rosso.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.tempi.it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/giotto-frammento-vaticano-verso-dopo-il-restauro.webp\" target=\"_blank\" rel=\" noreferrer noopener nofollow\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"913\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/giotto-frammento-vaticano-verso-dopo-il-restauro-1024x913.webp.webp\" alt=\"Giotto, Due teste di apostoli o santi (cosiddetto \u201cFrammento Vaticano\u201d), Collezione privata, dopo il restauro, verso\" class=\"wp-image-441644\"  \/><\/a>Giotto, Due teste di apostoli o santi (cosiddetto Frammento Vaticano), Collezione privata, dopo il restauro, verso (clicca per ingrandire)<\/p>\n<p>L\u2019enigma della collocazione<\/p>\n<p>L\u2019enigma che ha acuito le indagini degli studiosi concerne la collocazione originaria del frammento. Raffigurando due santi, \u00e8 immediato ipotizzare che costoro non fossero isolati, bens\u00ec sfilassero in una folta teoria, che scorreva nel complesso di affreschi giotteschi perduti. Loro si salvarono forse perch\u00e9 erano quelli meno conciati. <\/p>\n<p>Circa l\u2019ubicazione di tali affreschi le congetture si moltiplicano. Sulla base di fonti e antiche descrizioni \u00e8 plausibile che la decorazione petrina si estendesse nell\u2019abside o nella tribuna. Tutto comunque concorre all\u2019ipotesi che il cantiere guidato da Giotto fosse \u00abd\u2019importanza e dimensioni straordinarie\u00bb. In tal senso il lacerto dei due santi, databile tra il 1315 e il 1320, \u00e8 da considerarsi pi\u00f9 che un dipinto una reliquia.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.tempi.it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/giotto-frammento-vaticano-recto-prima-e-dopo-il-restauro-k.webp\" target=\"_blank\" rel=\" noreferrer noopener nofollow\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"483\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/giotto-frammento-vaticano-recto-prima-e-dopo-il-restauro-k-1024x483.webp.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-441649\"  \/><\/a>Il Frammento Vaticano di Giotto come appare dopo il restauro (a sinistra) e com\u2019era prima dell\u2019intervento (clicca per ingrandire)<\/p>\n<p>Un restauro riuscito<\/p>\n<p>Il recentissimo restauro ci consente di ammirare questa bellissima opera dal vero, nel museo dell\u2019Opificio delle Pietre Dure (sino al primo novembre), Firenze. Gi\u00e0 in fase di pulitura, che ha rimosso vecchie vernici e altre brutture, \u00e8 riapparsa una cromia smagliante, come l\u2019azzurro della veste del santo di destra, e lo splendore delle aureole d\u2019oro. Quando riaffiorano i colori originali il cuore del restauratore batte pi\u00f9 forte. <\/p>\n<p>Le espressioni dei volti dei due ignoti si \u00e8 rinvigorita, mentre prima s\u2019era ammosciata e ottusa. Espressioni diverse che caratterizzano le figure in pose articolate, l\u2019una di profilo, l\u2019altra di fronte, di uno schietto realismo, tale da invogliare a una ricostruzione immaginaria anche delle fisionomie e dei caratteri degli altri compagni mancanti del gruppo distrutto: apostoli e santi decimati, ma, grazie ai superstiti, sostanzialmente invitti.<\/p>\n<p class=\"has-text-align-center\">* * *<\/p>\n<p>\u201cSulle tracce di Giotto a Roma: il Frammento Vaticano\u201d, Firenze, Museo dell\u2019Opificio delle Pietre Dure, sino all\u20191 novembre. Info e prenotazioni <strong><a href=\"https:\/\/opificiodellepietredure.cultura.gov.it\/event\/sulle-tracce-di-giotto-a-roma-il-frammento-vaticano\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">qui<\/a><\/strong>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Quando, nel 2015 il Frammento Vaticano di Giotto venne esposto per la prima volta nella mostra \u201cGiotto, l\u2019Italia\u201d&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":103922,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1446],"tags":[1615,1613,1614,1611,1610,1612,203,2266,73196,204,1537,90,89],"class_list":{"0":"post-103921","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-arte-e-design","8":"tag-arte","9":"tag-arte-e-design","10":"tag-arteedesign","11":"tag-arts","12":"tag-arts-and-design","13":"tag-design","14":"tag-entertainment","15":"tag-firenze","16":"tag-giotto","17":"tag-intrattenimento","18":"tag-it","19":"tag-italia","20":"tag-italy"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/103921","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=103921"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/103921\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/103922"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=103921"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=103921"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=103921"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}