{"id":104326,"date":"2025-09-12T17:09:11","date_gmt":"2025-09-12T17:09:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/104326\/"},"modified":"2025-09-12T17:09:11","modified_gmt":"2025-09-12T17:09:11","slug":"la-crisi-delleditoria-e-lidea-di-wu-ming-1-il-parere-dei-librai","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/104326\/","title":{"rendered":"La crisi dell&#8217;editoria e l&#8217;idea di Wu Ming 1. Il parere dei librai"},"content":{"rendered":"<p><strong>Cultura.<\/strong> Un milione di copie in meno rispetto al 2024. Questo emerge dai dati relativi alla vendita di libri in Italia nei primi mesi del 2025. Un \u201ccrollo\u201d che si innesta in un ciclo pluriennale gi\u00e0 non particolarmente positivo. I dati hanno innescato un dibattito pubblico che troppo spesso \u00e8 apparso come la riproposizione di tesi e proposte gi\u00e0 discusse, sentite e soprattutto digerite. Fortunatamente, \u201c<a href=\"https:\/\/lucysullacultura.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Lucy. Sulla cultura<\/a>\u201d ha pensato di proporre \u201cqualcosa di completamente diverso\u201d pubblicando un\u2019intervista di Loredana Lipperini a Wu Ming 1 intitolata: \u201cCome salvare l\u2019editoria italiana? Wu Ming 1 ha un\u2019idea\u201d.<br \/>Il numero 1 del collettivo di scrittori bolognesi, dopo aver ricordato una poco lodevole caratteristica dell\u2019editoria italiana \u2013 la sovrapproduzione \u201cche droga tutto il discorso\u201d \u2013\u00a0 ha spostato il discorso a monte: \u201calle vite logoranti, alla fatica mentale, ai lavori di merda\u201d di chi, probabilmente, ancor prima di non aver voglia di leggere, spesso non ne ha il tempo.\u00a0<br \/>Da l\u00ec, \u00e8 partita l\u2019analisi del rapporto con quel pubblico, delle difficolt\u00e0, ma anche della soddisfazioni che nascono dalle presentazioni pubbliche degli autori. L\u2019intervista completa, che potete leggere <a href=\"https:\/\/lucysullacultura.com\/come-salvare-leditoria-italiana-wu-ming-1-ha-unidea\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\"><strong>qui<\/strong><\/a>, l\u2019abbiamo girata, allegando tre domande, a tre librerie di Bolzano, Mardi Gras, Nuova Libreria Cappelli e Ubik. Domande che potete leggere qui di seguito, insieme alle risposte di Davide Pietroforte (per la libreria Mardi Gras) Marcello Landi e Debora Runci (per Nuova Libreria Cappelli) e Alex Marcolla (per Ubik Bolzano) .<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">Massimiliano Boschi<\/p>\n<p><strong>Partiamo dai dati, quelli della vostra libreria confermano il crollo di vendite registrato a livello nazionale? Nel caso, quali accorgimenti avete studiato?<\/strong><\/p>\n<p><strong>Mardi Gras:<\/strong> \u201cNon parleremmo di crollo delle vendite, semplicemente un trend ondivago. La libreria \u00e8 aperta dal 1999, gi\u00e0 all\u2019epoca si parlava di crollo delle vendite dei libri con stracciamento di vesti e necrologi del \u201ccaro estinto libro\u201d sui giornali.\u00a0 Per quel che ci riguarda, nessun crollo delle vendite.\u00a0 Agiamo con proposte mirate e box per completisti. Ci piace quando le persone ci dicono \u201cquesti libri ce li avete solo voi\u201d anche perch\u00e9 spesso \u00e8 vero.<\/p>\n<p><strong>Nuova Libreria Cappelli<\/strong>: \u201cI dati sono nazionali e riguardano tutti e chi dice il contrario mente. Confermiamo. Per quel riguarda gli accorgimenti,\u00a0 abbiamo cercato di intensificare le amicizie che girano intorno alla libreria: quando ci sono crisi e si \u00e8 in difficolt\u00e0 sono gli amici che ti salvano. Ci sono circa 1000 persone (gran parte residenti a San Quirino Gries) che sostengono la libreria con i loro acquisti (quindi si comportano come gli altri clienti) ma con cui abbiamo instaurato un rapporto di amicizia: se abbiamo bisogno ci sono e ci sostengono. Ne \u00e8 stato un esempio il \u2018buono sostenitore\u2019: ne furono emessi pi\u00f9 di 500 nel solo mese di dicembre 2023. E\u2019 un gruppo frammentato in micro gruppi (\u201cla libreria\u201d ha circa venti gruppi whatsapp diversi, ma anche singole amicizie) che alla base hanno tutti grande riconoscenza verso di noi che abbiamo riaperto una libreria che era appena fallita. Wu Ming 1 ha ragione rispetto al rapporto tra produzione\/vendita. C\u2019\u00e8 da capire il perch\u00e9 se si vendevano met\u00e0 delle copie che si vendono oggi il numero delle librerie era pi\u00f9 del doppio nella sola citt\u00e0 di Bolzano. Non crediamo che dipenda esclusivamente dall\u2019arrivo della grande distribuzione e l\u2019online. Il tema principale per le librerie \u00e8 che vendono di pi\u00f9, ma guadagnano di meno a causa principalmente dei costi di gestione (tutto il commercio al dettaglio ha questo problema) dove un\u2019attivit\u00e0 che fattura meno di 1 milione di euro ha gli stessi obblighi di una che fattura 10 milioni. Inoltre, il costo del lavoro \u00e8 molto impattante: un dipendente costa circa 45.000 euro (3 dipendenti 135.000 euro) perch\u00e9 a Bolzano se guadagni meno di 1800 euro (14 mensilit\u00e0) e vivi da solo (e vuoi una vita di non sola sussistenza) sei povero. Il problema \u00e8 che il costo per l\u2019azienda \u00e8 per 2,4 il valore netto corrisposto. Il problema non sono le vendite ma i costi di gestione degli spazi che vendono libri che, a Bolzano, hanno un costo di affitto al metro quadro notevole\u201d.<\/p>\n<p><strong>Ubik Bolzano:<\/strong> \u201cDa quando pi\u00f9 di vent\u2019anni fa ho cominciato il lavoro di libraio, questa \u00e8 la quarta grossa crisi del mercato che mi trovo ad affrontare. E\u2019 cominciata lentamente a inizio dello scorso anno, ma si \u00e8 manifestata in modo chiaro a partire dalla scorsa primavera e, dati alla mano, solo nei primi cinque mesi del 2025 il mercato ha fatto registrare a livello nazionale un milione di libri venduti in meno rispetto allo stesso periodo dell\u2019anno precedente. Sono cifre impressionanti, anche se si considera che siamo tra i paesi in Europa in cui si legge di meno, ma al tempo stesso ha a che fare con un mercato che negli ultimi decenni \u00e8 stato soggetto a un continuo alternarsi di crisi e risalite dovute in larga parte alle ragioni che Wu Ming 1 descrive in modo assai preciso. La sovrapproduzione di libri da parte di quasi tutti gli editori a cui lui fa riferimento \u00e8 un dato di fatto ed \u00e8 andata crescendo in modo esponenziale, al punto che oggi il mercato fatica ad assorbire la quantit\u00e0 di libri che escono, rendendo il nostro mestiere sempre pi\u00f9 complicato. Personalmente posso dire non solo di aver assistito a questa trasformazione \u2013 che \u00e8 stata graduale e inarrestabile \u2013 ma di ricordare bene gli ultimi tempi nei quali la situazione non era questa e si poteva ancora ragionare secondo i dati che Wu Ming 1 riferisce agli anni \u201980. Aggiungo poi un ultimo aspetto: accanto alla sovrapproduzione portata avanti senza sosta dagli editori, se ne affianca un\u2019altra altrettanto marcata, mi riferisco a una quantit\u00e0 mai vista prima di autopubblicazioni tramite le piattaforme oggi a disposizione di chiunque. Chiaro \u00e8 che non tutte le librerie sono state investite da questa crisi e la libreria Ubik di Bolzano fa parte di questa minoranza.Un aumento del numero dei lettori presenti in libreria ci ha permesso di non subire scossoni da questa ennesima crisi del mercato editoriale. Poi \u2013 come si pu\u00f2\u00a0 immaginare \u2013 nessuno di noi \u00e8 indifferente a questa situazione, la teniamo ben monitorata e cerchiamo di lavorare al meglio\u201d.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/biblioteca.jpeg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-41196\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/biblioteca.jpeg\" alt=\"Biblioteche online\" width=\"1132\" height=\"707\"  \/><\/a><\/p>\n<p><strong>L\u2019intervista a Wu Ming 1 riguarda pi\u00f9 il mondo dell\u2019editoria che quello pi\u00f9 specifico delle librerie, anche se sono ovviamente collegati, ma come valutate le sue opinioni, soprattutto riguardo alle presentazioni?<\/strong><\/p>\n<p><strong>Mardi Gras<\/strong>: \u201cEvitiamo di fare presentazioni perch\u00e9 nutriamo il leggero sospetto che le presentazioni siano parte del problema della \u201ccrisi\u201d del libro e non della soluzione: troppi festival, troppe chiacchere e alla fine: andare all\u2019incontro con l\u2019autore\/autrice sostituisce la lettura del libro\u201d.<\/p>\n<p><strong>NLC<\/strong>: \u201cLa nostra politica \u00e8 quella di fare molte presentazioni anche se economicamente sono un bagno di sangue (viaggio, alloggio, cena e \/o pranzo per l\u2019autore) e soprattutto per avere un calendario fitto di presentazioni c\u2019\u00e8 bisogno di tanto lavoro. Dall\u2019inizio, nel 2023, abbiamo deciso di investire economicamente su una persona che si occupi quasi in modo esclusivo sugli eventi. E non siamo in trenta, ma in tre. La nostra \u00e8 una visione politica: se le persone non frequentano un determinato luogo (le librerie ma pi\u00f9 in generale alcune zone delle citt\u00e0) bisogna creare degli stimoli affinch\u00e9 arrivino. Ha ragione Wu Ming 1: \u201cIncontrare lettrici e lettori \u00e8 gi\u00e0 politico, mi spingo a dire che \u00e8 gi\u00e0 lotta. La letteratura non \u00e8 politica tanto per il suo contenuto, quanto per i legami che pu\u00f2 stabilire\u201d.\u00a0 Delle 1000 persone amiche della libreria (il 10% del totale di chi la libreria la frequenta) almeno con la met\u00e0 si \u00e8 creata una relazione attraverso le presentazioni. Funziona ma \u00e8 faticosissimo\u201d.<\/p>\n<p><strong>Ubik Bz:<\/strong> \u201cFare il libraio oggi \u00e8 decisamente pi\u00f9 complesso. Oggi le recensioni hanno un impatto decisamente inferiore, la presenza di uno scrittore in televisione non ti garantisce pi\u00f9 come in passato di vendere il suo libro subito (salvo rare eccezioni, ad esempio una partecipazione da Fabio Fazio ancora oggi muove le vendite di un libro) e i social media hanno certamente un impatto maggiore sulle vendite rispetto a media tradizionali come giornali e televisione \u2013 anche se su questo punto ho alcuni dubbi. Faccio un esempio concreto: si parla moltissimo dell\u2019impatto positivo che Tik Tok ha sulle vendite dei libri e si porta come conferma a ci\u00f2 la grande diffusione che ha avuto \u201cFollia\u201d di Patrick McGrath dopo che \u00e8 stato pubblicizzato su Tik Tok, ma stiamo parlando di un libro che non ha mai smesso un solo giorno di vendere e di vendere bene da quando \u00e8 uscito. Dal mio punto di vista sarebbe pi\u00f9 corretto dire che Tik Tok ha s\u00ec aumentato le vendite di un libro che si \u00e8 sempre venduto, ma che in definitiva lo ha reso un fenomeno pop e per questo ha deluso quei lettori che da Tik Tok avevano avuto ben altra percezione di quel libro, che \u00e8 splendido, ma certamente non pop. Non esistendo pi\u00f9 il mondo librario nel quale ho cominciato, oggi sarebbe impensabile fare soltanto 7\/8 presentazioni l\u2019anno, occorre invece programmare un calendario degli eventi e delle presentazioni che vada da settembre a giugno, diversificando se \u00e8 possibile la proposta che si intende portare ai lettori\u201d.<\/p>\n<p><strong>Non pensate che il mercato editoriale stia resistendo molto meglio del cinema, dei giornali o della musica rispetto ai cambiamenti tecnologici in atto? Le vendite dei giornali sono crollate, non esistono pi\u00f9 dischi e cd e la musica \u00e8 fruita (quasi) gratuitamente mentre al cinema il numero degli spettatori \u00e8 in caduta libera\u2026<\/strong><\/p>\n<p><strong>Mardi Gras<\/strong>: \u201cL\u2019edicola ha iniziato a morire quando \u00e8 diventata un tabacchino. Il negozio di dischi ha iniziato a sentirsi poco bene quando ha montato l\u2019angolo con le cuffie. Le librerie riescono a resistere se si identificano come qualcosa di fortemente altro rispetto al logorio della vita moderna: posti silenziosi e pieni di libri da comprare. Ibridarle con altri mondi \u2013 bar, negozi di souvenir, etc. \u2013 non porta a niente di utile, se non a un libraio sempre pi\u00f9 scontento e che si sente sconfitto e una libreria senza piu\u2019 una propria specifica identit\u00e0\u201d.<\/p>\n<p><strong>NLC<\/strong>: \u201cRispetto alla tenuta del libro la risposta l\u2019ha data indirettamente Wu Ming 1: il corpo conta. Nel caso del libro il corpo \u00e8 \u2018l\u2019oggetto libro\u2019 che ha ancora una sua erotica sia nel maneggiarlo che nel conservarlo. I quotidiani hanno per loro natura \u201cnotizie quotidiane\u201d, musica e film non \u2018dipendono\u2019 dai supporti. A \u2018salvare\u2019 le librerie dall\u2019online che utilizzava il libro come \u201cprodotto civetta\u201d (ti vendo il libro al 40% di sconto cos\u00ec tu ti registri e poi ti compri il rasoio elettrico sullo stesso sito) ha contribuito la legge che limita la percentuale di sconto al 5%. Una legge che parte dal presupposto che il libro non \u00e8 una merce qualsiasi e le librerie sono un presidio culturale e sociale per le citt\u00e0. Una legge che all\u2019apparenza pu\u00f2 sembrare contraria alla concorrenza (limita lo sconto) in verit\u00e0 ha fatto fiorire tutta una serie di libreria indipendenti che altrimenti non avrebbero mai aperto (noi non avremmo aperto senza questa legge che regolamenta lo sconto)\u201d.<\/p>\n<p><strong>Ubik Bz:<\/strong> \u201cSono convinto che il mercato editoriale stia resistendo meglio rispetto ad altri ambiti culturali e questo lo si deve alle librerie che restano un presidio imprescindibile sul territorio e ai librai la cui volont\u00e0 e passione ha del miracoloso visti i tempi. Ma va rimarcato in maniera decisa che la crisi c\u2019\u00e8 ed \u00e8 l\u2019ennesima, che le librerie soffrono e le poche iniziative adottate nel corso degli anni per sostenerle stanno gi\u00e0 venendo meno e che il mestiere del libraio, da decenni ormai poco considerato o peggio, svilito \u2013 oggi sempre pi\u00f9 non \u00e8 tenuto in alcuna considerazione. Se librerie e librai venissero a mancare, si interromperebbe quella circolazione di idee che i libri hanno garantito per secoli. Certo, oggi il sapere ha molti pi\u00f9 modi per circolare rispetto al passato e il libro \u2013 almeno nella sua versione cartacea \u2013 non \u00e8 pi\u00f9 il solo modo per diffondere cultura e piacere, tuttavia pur accettando questo dato di fatto mi chiedo: perch\u00e9 ancora oggi si censurano i libri?\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Cultura. Un milione di copie in meno rispetto al 2024. 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