{"id":104558,"date":"2025-09-12T19:51:14","date_gmt":"2025-09-12T19:51:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/104558\/"},"modified":"2025-09-12T19:51:14","modified_gmt":"2025-09-12T19:51:14","slug":"quella-macchina-della-sopraffazione-il-manifesto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/104558\/","title":{"rendered":"Quella macchina della sopraffazione | il manifesto"},"content":{"rendered":"<p>Nel suo ultimo libro Il fascismo e noi. Un\u2019interpretazione filosofica (Einaudi, pp. 306, euro 26), Roberto Esposito ha affrontato il fascismo non solo come fenomeno storico-politico, ma come una \u00abmacchina metafisica\u00bb. Oltre che nel potere, per il filosofo napoletano questa \u00abmacchina\u00bb \u00e8 all\u2019opera nell\u2019\u00abesperienza interiore\u00bb, cio\u00e8 nei desideri, nelle relazioni e nei linguaggi. Per agire contro l\u2019inquietante latenza del fascismo oggi bisogna riconoscere il suo problema.<\/p>\n<p>Il libro sar\u00e0 presentato sabato alle 18 alla terrazza del palazzo dei congressi a Roma nell\u2019ambito di Short Theatre 2025.<\/p>\n<p><strong>Roberto Esposito, chi \u00e8 il \u00abnoi\u00bb di cui si parla nel titolo?<\/strong><\/p>\n<p>Tutti noi italiani, ma non solo italiani. Il fascismo, nelle sue diverse espressioni, ha attraversato l\u2019intera epoca contemporanea. Nessuno pu\u00f2 dirsene completamente estraneo. Naturalmente non tutti hanno risposto allo stesso modo. C\u2019\u00e8 chi lo ha combattuto, talvolta fino al sacrificio della vita, e chi se ne \u00e8 fatto interprete. Ma, pur sempre nell\u2019orizzonte, o meglio nella ferita, che il fascismo ha aperto nel cuore del Novecento. Tutti ne sono, ne siamo, rimasti segnati. Perfino la condizione, logica e storica, dell\u2019antifascismo \u00e8 l\u2019evento del fascismo.<\/p>\n<p><strong>Basta essere \u00abanti\u00bb per essere \u00abaltro\u00bb dal fascismo?<\/strong><\/p>\n<p>Sul piano politico essere antifascisti \u00e8 indispensabile. Tuttavia per combattere qualcosa non ci si pu\u00f2 limitare a negarla, spingendola fuori di noi come un oggetto cui contrapporsi. Il fascismo non \u00e8 riducibile a una figura solo contrastiva o solo reattiva. \u00c8 stato anche un potenza produttiva di terrore e di morte. Nel libro affronto questa potenza. La filosofia serve a superare le pulsioni e gli incubi che ci abitano.<\/p>\n<p><strong>Intravede un rischio di \u00abfascismo\u00bb gi\u00e0 a partire dalla definizione del \u00abnoi\u00bb, cio\u00e8 dal definirsi una \u00abcomunit\u00e0\u00bb?<\/strong><\/p>\n<p>Il termine \u00abcomunit\u00e0\u00bb ha una doppia faccia. Pu\u00f2 essere inteso nel senso di un\u2019identit\u00e0 chiusa, difensiva e perfino aggressiva. E in questo senso ha una radice, o un possibile esito, fascista. Ma pu\u00f2 anche essere inteso nel senso, aperto, della communitas. Come condivisione di un\u2019assenza di identit\u00e0, come differenza in comune. L\u2019idea, e anche la pratica, di comunit\u00e0 \u00e8 sempre in bilico tra una semantica fascista e una semantica radicale. Si pu\u00f2 aggiungere che l\u2019esperienza storica del comunismo, quello cosiddetto \u00abreale\u00bb, ha dentro di s\u00e9 entrambi questi significati.<\/p>\n<p><strong>Pi\u00f9 che solo un regime, un movimento o una dottrina lei definisce il fascismo come una \u00abmacchina metafisica\u00bb. Non c\u2019\u00e8 il rischio di destoricizzare il fascismo?<\/strong><\/p>\n<p>Non credo. La mia analisi parte sempre da un dato storico e assegna un grande rilievo alla storiografia, spesso di alta qualit\u00e0, sul fascismo. Cerca per\u00f2 di coniugarla con un\u2019analisi paradigmatica rivolta all\u2019essenza del fenomeno fascista. Da questo punto di vista, la filosofia, come la psicoanalisi e la letteratura, risultano essenziali. Il fascismo, in quanto concezione della vita e della morte, dello spazio e del tempo, dell\u2019essere e il divenire, esprime pur sempre un\u2019aberrante posizione metafisica. Ma si tratta di una metafisica \u00abrealizzata\u00bb, produttiva di catastrofici effetti. In questo senso \u00e8 stata una \u00abmacchina\u00bb, insieme metafisica, pulsionale, bellica. Non a caso sia Heidegger (Machenschaft), sia J\u00fcnger (Mobilmachung), adoperano il termine, ripreso in chiave critica anche da Gilles Deleuze e F\u00e9lix Guattari (macchina desiderante).<\/p>\n<p><strong>Il fascismo non \u00e8 solo all\u2019esterno, ma anche nell\u2019\u00abesperienza interiore\u00bb. Cosa intende dire?<\/strong><\/p>\n<p>Che il fascismo agisce in profondit\u00e0, oltre che nei corpi, anche nelle menti, nell\u2019immaginario, nei desideri di coloro che ne risultano allo stesso tempo \u00absoggetti\u00bb e \u00abassoggettati\u00bb. Li opprime, ma scatena in loro anche istinti sadici e masochistici, pulsioni di vita e di morte. Per questo riesce ad allargare tanto il proprio cerchio d\u2019influenza. Volont\u00e0 di potenza e pulsione di morte fanno parte, in diversa misura e con diversi esiti, di ciascuno di noi. Ma ci\u00f2 che in noi \u00e8 latente, il fascismo lo rende presente ed attivo.<\/p>\n<p><strong>Gi\u00e0 Spinoza, nel XVII secolo, si chiedeva perch\u00e9 gli uomini desiderano la repressione. In che modo questo problema ha influito sulla relazione tra filosofia e psicoanalisi e sull\u2019analisi del nazi-fascismo?<\/strong><\/p>\n<p>Molto. Sigmund Freud non fa riferimento esplicito a Spinoza. Ma il tema spinoziano, anticipato da Etienne de La Bo\u00e9tie, circola nella cultura psicoanalitica. Wilhelm Reich e Eric Fromm lo ha ripreso entrambi. Per non parlare di Gilles Deleuze, grande conoscitore di Spinoza. Ritorniamo al \u00abnoi\u00bb. Noi viviamo dentro dispositivi di controllo e di obbedienza.<\/p>\n<p><strong>Come si contrastano?<\/strong><\/p>\n<p>Per certi versi sono inevitabili. Per altri sono un\u2019attitudine indotta. La libert\u00e0 \u00e8 una condizione alla stesso tempo necessaria e difficile, al punto che, come ritiene Fromm, in certe condizioni ci conduce a fuggire da essa. Il fascismo sfrutta questa ambivalenza. Non per nulla sostiene, per bocca dei \u00abSignori\u00bb di Sal\u00f2-Sade \u2013 l\u2019ultimo film di Pasolini \u2013 che il potere \u00e8 sempre anarchico, impositivo sugli altri e assolutamente arbitrario quanto a se stesso.<\/p>\n<p><strong>Lei scrive che il fascismo ha sfidato la filosofia. In che modo?<\/strong><\/p>\n<p>Ponendosi sul suo terreno. Gli interpreti hanno insistito a ragione sul primato, nel fascismo, dell\u2019azione sulla riflessione, della prassi sulla teoria. Ci\u00f2 nonostante il fascismo ha dato \u2013 pensiamo a Giovanni Gentile \u2013 alla stessa azione un significato spirituale. Perfino il nazismo \u00e8 stato definito da Emmanuel Levinas \u00abfilosofia dell\u2019hitlerismo\u00bb.<\/p>\n<p><strong>L\u2019\u00abhitlerismo\u00bb \u00e8 stato una filosofia?<\/strong><\/p>\n<p>Mi rendo ben conto che l\u2019accostamento del nazismo alla filosofia possa ferire, come riconosce lo stesso Levinas. Ma dire, come \u00e8 stato sostenuto durante il nazismo, che l\u2019essenza dell\u2019uomo, la sua \u00abanima\u00bb, \u00e8 costituita dal suo corpo razziale, cui l\u2019uomo resta inchiodato per sempre, \u00e8 un gesto non solo filosofico, ma anche metafisico. D\u2019altra parte, con tutte le distinzioni del caso, il fatto che Heidegger fosse nazista e Gentile fascista rende impossibile tenere la filosofia novecentesca al riparo dal fascismo.<\/p>\n<p><strong>Michel Foucault ha definito l\u2019anti-Edipo di Deleuze e Guattari un libro \u00abanti-fascista\u00bb. Questo testo, probabilmente il pi\u00f9 importante su questi problemi negli ultimi 50 anni, \u00e8 anche un libro contro il capitalismo. Qual \u00e8 il rapporto tra il fascismo e il capitalismo?<\/strong><\/p>\n<p>Non aveva torto Max Horkheimer a sostenere che parlare di fascismo senza parlare di capitalismo \u00e8 impossibile. Ma forse chi ha impostato meglio la questione \u00e8 stato Karl Polanyi. Per lui il fascismo \u00e8 un modo violento e radicalmente antidemocratico di uscire dalla crisi del capitalismo degli anni Venti. Il fascismo allo stesso tempo spoliticizzava la societ\u00e0, consegnandola al governo di un\u2019economia corporativa, e la politicizzava, imponendo tale governo con la forza. Il partito unico implica la distruzione di ogni elemento di democrazia. Ora, senza trasferire automaticamente questa condizione all\u2019attualit\u00e0, la tentazione di un\u2019uscita autoritaria dalla crisi economica \u00e8 sempre possibile. A suo tempo il fascismo si contrappose, oltre che alla democrazia, anche al liberalismo. Non \u00e8 detto che debba essere sempre cos\u00ec.<\/p>\n<p><strong>Da quando Trump \u00e8 stato rieletto alla presidenza degli Stati Uniti c\u2019\u00e8 un dibattito su come definire la sua politica. Il problema \u00e8 se sia fascista e in che modo. Cosa ne pensa?<\/strong><\/p>\n<p>Caratterialmente Trump ha tratti fortemente fascisti. Naturalmente ci\u00f2 non significa che somigli ai dittatori degli anni Trenta. Il suo mondo \u00e8 l\u2019economia, il mondo opaco degli affari, non la politica. Ma anche la \u00abteologia economica\u00bb, come la teologia politica, \u00e8 suscettibile di una declinazione fascista. Del resto come si fa a non cogliere nel disprezzo con cui Trump tratta i non-bianchi e i non-ricchi, in generale i suoi avversari, una tonalit\u00e0 fascista.<\/p>\n<p><strong>Il razzismo \u00e8 stato una componente essenziale del nazi-fascismo. Quali sono le differenze con quello contemporaneo?<\/strong><\/p>\n<p>Del razzismo fascista conosciamo gli esiti catastrofici. Il razzismo contemporaneo \u00e8 meno spaventoso di quello nazista, ma forse pi\u00f9 esteso. Non si concentra su un\u2019unica etnia, ma riguarda l\u2019intero mondo non occidentale. Non si costruisce attraverso il confronto con una razza che si presenta superiore, ma in base a una condizione di privilegio che, per restare tale, deve tenere definitivamente fuori coloro che non ne fanno parte. Da qui la rigida separazione tra inclusi ed esclusi. Coloro che tentano di superare tale linea sono esposti a una violenza che pu\u00f2 arrivare alla morte. Una morte non inflitta volontariamente, ma lasciata essere, secondo la tesi gi\u00e0 avanzata da Foucault per cui la biopolitica contemporanea \u00abfa vivere\u00bb alcuni e \u00ablascia morire\u00bb altri.<\/p>\n<p><strong>Come definirebbe la volont\u00e0 degli Stati di rinchiudere i migranti nei lager nei paesi terzi lungo le rive del Mediterraneo o quell\u2019altra di costituire negli Usa un corpo di polizia addetto alle deportazioni?<\/strong><\/p>\n<p>Una tendenza securitaria che pu\u00f2 sfociare in una pulsione fascista.<\/p>\n<p><strong>Nell\u2019\u00abesperienza interiore\u00bb del fascismo rientra il desiderio di dominio e quello, sempre pi\u00f9 spesso praticato, di annientare la vita delle donne da parte degli uomini?<\/strong><\/p>\n<p>I fascisti dividevano le donne nella doppia categoria della \u00abmadri-sorelle\u00bb e di \u00abdonne perdute\u00bb. Come dice Klaus Theweleit, l\u2019infermiera bianca e la prostituta rossa. Essi allo stesso tempo desideravano le donne, come del resto anche i non-fascisti, e le temevano. Avevano un forte fantasma d\u2019impotenza, tutt\u2019ora assai vivo, purtroppo. Da qui alla tentazione di annientarle anche fisicamente il passo \u00e8 sempre possibile.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Nel suo ultimo libro Il fascismo e noi. 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