{"id":105205,"date":"2025-09-13T03:44:11","date_gmt":"2025-09-13T03:44:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/105205\/"},"modified":"2025-09-13T03:44:11","modified_gmt":"2025-09-13T03:44:11","slug":"lavoro-crescono-i-posti-tra-servizi-e-industria-tengono-agricoltura-e-costruzioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/105205\/","title":{"rendered":"Lavoro, crescono i posti tra servizi e industria. Tengono agricoltura e costruzioni"},"content":{"rendered":"<p>Numeri da record per l\u2019industria e crescita nei servizi, trainati dai contratti a tempo indeterminato e dagli over 50, mentre tengono agricoltura e costruzioni. Guardando ai settori principali dell\u2019economia italiana il quadro che emerge dai dati Istat sull\u2019occupazione nel secondo trimestre dell\u2019anno \u00e8 nel complesso di avanzamento rispetto sia al trimestre precedente che a un anno fa. Anche se la crescita degli stipendi \u00e8 ancora insufficiente a colmare l\u2019inflazione degli ultimi anni e il gap con gli altri grandi Stati Ue. Gli occupati nell&#8217;industria in senso stretto tra aprile e giugno erano 4 milioni e 822mila, toccando il livello pi\u00f9 alto dal quarto trimestre del 2008. Rispetto allo stesso periodo di un anno fa sono 84mila persone al lavoro in pi\u00f9. Positiva anche la dinamica nei servizi, con 16 milioni e 874mila occupati, in aumento di circa 100mila persone in un anno.\u00a0<\/p>\n<p>In agricoltura si contano invece 813mila occupati, sostanzialmente sui livelli del trimestre precedente, cos\u00ec come nelle costruzioni, con un milione e 660mila addetti. Su base annua la crescita delle posizioni lavorative \u00e8 pari allo 0,8% nell\u2019industria, trainata dai contratti a tempo pieno (+1%) a fronte del lieve aumento della componente part-time (+0,1%). L\u2019aumento delle posizioni \u00e8 pi\u00f9 accentuato nei servizi (+2%).\u00a0<\/p>\n<p><strong>LA DOMANDA<\/strong><br \/>Rispetto al primo trimestre per\u00f2, rallenta lievemente la dinamica positiva della domanda di lavoro. Al netto degli effetti stagionali, comunque, l\u2019aumento delle posizioni nell\u2019industria \u00e8 dello 0,2% rispetto ai tre mesi precedenti. Cresce sempre dello 0,2% la componente a tempo pieno e rimane stabile quella part time.\u00a0<br \/>L\u2019aumento dei posti di lavoro disponibili nei servizi privati \u00e8 dello 0,4% (in particolare dei contratti part-time). Prosegue poi la crescita del lavoro precario intermittente o a chiamata (+6,1% su base annua e +1,9% rispetto ai tre mesi prima), soprattutto nel settore dei servizi sociali e personali (dalle colf, alle baby sitter, passando per l\u2019assistenza sanitaria). Qui la crescita rispetto ai tre mesi prima \u00e8 addirittura del 6,7%.<br \/>Gli alberghi e ristoranti si confermano poi il settore con l\u2019intensit\u00e0 lavorativa pi\u00f9 bassa (22,6 unit\u00e0 equivalenti, questa l\u2019unit\u00e0 di misura utilizzata dell\u2019Istat). Rispetto al 2024 il monte ore lavorate (al netto degli effetti di calendario) cresce sia nell\u2019industria (+0,3%), che nei servizi (+1,4%). Nel secondo trimestre 2025, le imprese industriali e dei servizi privati hanno quindi utilizzato 6,7 ore di cassa integrazione ogni mille ore di lavoro, dato in calo di 0,8 ore in un anno.\u00a0<\/p>\n<p>L\u2019incidenza delle ore di straordinario sulle ore lavorate, al 3%, \u00e8 invece in aumento dello 0,1% su base annua. Il tasso di posti vacanti, che le aziende faticano a trovare, al netto degli effetti stagionali, \u00e8 poi nel complesso pari all\u20191,8% (dato invariato rispetto al trimestre precedente).<\/p>\n<p><strong>I SALARI<\/strong><br \/>Infine, quanto agli stipendi, rispetto al secondo trimestre 2024, aumentano in particolare quelli nel settore delle attivit\u00e0 finanziario-assicurative (+6,5%), della fornitura di energia e gas (+5,4%) e della sanit\u00e0 e assistenza (+4,3%). Nell\u2019istruzione la crescita \u00e8 invece del 2,6%. Si riduce cos\u00ec la perdita del potere d\u2019acquisto registrata negli ultimi anni. Dal 2019 a oggi l\u2019inflazione accumulata \u00e8 di circa il 18% e gli stipendi netti, in media, sono saliti di circa il 16,9% (considerando anche la riduzione dell\u2019Irpef e il taglio del cuneo fiscale, che per\u00f2 in alcuni casi han fatto scattare un aumento delle tasse, vanificando il vantaggio, il cosiddetto \u201cfiscal drag\u201d). Lo stipendio medio italiano \u00e8 di circa 33mila euro lordi l\u2019anno, contro i quasi 45mila della Francia e i 63mila della Germania (da tarare, comunque, con il costo della vita).<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n                                \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA&#13;<\/p>\n<p>&#13;<\/p>\n<p>\n                            Risparmio e investimenti, ogni venerd\u00ec<br \/>\n                            <b>Iscriviti<\/b> e ricevi le notizie via email\n                        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Numeri da record per l\u2019industria e crescita nei servizi, trainati dai contratti a tempo indeterminato e dagli over&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":105206,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1481],"tags":[9865,2065,2066,5760,239,2063,2064,3738,1537,90,89,190,240,1324],"class_list":{"0":"post-105205","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-assistenza-sanitaria","8":"tag-agricoltura","9":"tag-assistenza-sanitaria","10":"tag-assistenzasanitaria","11":"tag-costruzioni","12":"tag-health","13":"tag-health-care","14":"tag-healthcare","15":"tag-industria","16":"tag-it","17":"tag-italia","18":"tag-italy","19":"tag-lavoro","20":"tag-salute","21":"tag-servizi"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/105205","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=105205"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/105205\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/105206"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=105205"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=105205"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=105205"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}