{"id":105969,"date":"2025-09-13T12:57:23","date_gmt":"2025-09-13T12:57:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/105969\/"},"modified":"2025-09-13T12:57:23","modified_gmt":"2025-09-13T12:57:23","slug":"sulla-mania-di-comprare-sempre-gli-stessi-libri-ovvero-conformarsi-alle-stelle","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/105969\/","title":{"rendered":"Sulla mania di comprare sempre gli stessi libri. Ovvero: conformarsi alle stelle"},"content":{"rendered":"<p>Una biblioteca mi ha fatto da culla, mi \u00e8 stata matrigna.\u00a0<\/p>\n<p>La madre di mio padre si era trasferita a Milano da Palermo a dodici anni; aveva la quinta elementare; la scaltrezza della creatura viva, terrena. Mio nonno era nato in Francia da immigrati siciliani: una volta, ricordo, mi parl\u00f2 di Leonardo Sciascia, amava ascoltare Charles Aznavour. Durante la Seconda guerra oper\u00f2 in marina: arrestato in Grecia, fu detenuto ad Amburgo. Si vantava della sua \u201cEnciclopedia Motta\u201d che, in un\u2019altra era, prometteva \u201cil sapere universale\u201d. Era fissato con la geografia.\u00a0<\/p>\n<p>Le strane accelerazioni della Storia \u2013 il Sessantotto, un viaggio in Pakistan, l\u2019idea di \u2018essere se stessi\u2019 (mentre a volte \u00e8 bene apparire per ci\u00f2 che\u00a0non\u00a0si \u00e8) \u2013 portarono mio padre a diventare il bibliotecario di un piccolo paese in provincia di Torino. I miei nonni \u2013 i suoi genitori \u2013 sono sepolti a Riccione: il cimitero, in fondo, \u00e8 una sorta di immensa biblioteca umana, un ossario di memorie \u2013 \u00e8 forse la vera \u201cbiblioteca infinita\u201d ideata da Borges. Il figlio, mio padre, che ha il nome del biblico \u201csognatore\u201d, \u00e8 sepolto in un microscopico borgo della Val Grande, a cinquecento chilometri di distanza dai genitori. Spero sia felice: nei turni di notte, lass\u00f9, lo strigide si combina al capriolo, la chimera al lupo.\u00a0<\/p>\n<p>La biblioteca, comunque, fu il baratro: il luogo dell\u2019amore e della perdizione, l\u2019alcova e la tagliola.\u00a0<\/p>\n<p>*<\/p>\n<p>Qualche anno dopo la morte di mio padre, \u2018liberai\u2019 dalla biblioteca che aveva diretto\u00a0<strong>Il gioco del mondo\u00a0di Julio Cort\u00e1zar.<\/strong>\u00a0Non che non lo possedessi: \u00e8 che quell\u2019edizione \u2013 copertina rigida, Einaudi, incellofanata \u2013 mi pareva \u2018biblica\u2019, perfetta al sogno. Per un po\u2019, riposi in quel libro il mio destino. Mi piaceva l\u2019idea che si potesse leggere al contrario e di sbieco, che parlasse di molto e di niente. Molti anni pi\u00f9 tardi \u2013 per una di quelle strane accelerazioni della vita \u2013 finii a Buenos Aires, incontrai chi aveva incontrato Julio Cort\u00e1zar.\u00a0<\/p>\n<p>*<\/p>\n<p>\u00c8 assurda l\u2019idea di\u00a0possedere\u00a0dei libri: sono loro che si impossessano di te. Ne sei\u00a0posseduto, tanto che liberandoli te ne devi liberare. Le parole aprono squarci, finestre o stimmate che siano \u2013 ma possono anche recludere.\u00a0<\/p>\n<p>*<\/p>\n<p>In una lettera particolarmente bella \u2013 in:\u00a0<strong>V. \u0160alamov-B. Pasternak,\u00a0Parole salvate dalle fiamme, Archinto, 1993<\/strong>\u00a0\u2013 Varlam \u0160alamov rimproverava Boris Pasternak, che con svezzato sussiego parlava con sufficienza delle sue poesie. Nei campi, in Siberia, c\u2019\u00e8 gente che \u00e8 sopravvissuta con le sue poesie; c\u2019\u00e8 gente che si \u00e8 ricordata cos\u2019\u00e8 un uomo (cio\u00e8: la creatura disposta a dare la vita per un altro, sconosciuto) leggendo le sue poesie.\u00a0<\/p>\n<p>I libri non salvano la vita \u2013 ci danno la vita; non insegnano a vivere, creano la vita. I libri sono un uovo cosmico (leggi sotto). Per questo ogni regime \u2013 tirannico o democratico che sia \u2013 sottrae i libri ai propri elettori sudditi o favorisce un \u2018sistema\u2019 culturale basato sul mero mercato: cos\u00ec si forgia un popolo servile, un popolo reclino sul proprio misero io, un popolo immiserito nel cuore, un popolo di paglia, logorato, gi\u00e0 cenere.\u00a0<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"665\" height=\"1024\" alt=\"\" class=\"wp-image-104864 lazyload\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/26718-665x1024.jpg\"  data-\/><\/p>\n<p>*<\/p>\n<p>A Lima soggiornavo all\u2019Hotel Ariosto: nelle librerie i libri costavano pi\u00f9 che in Italia, ma lo stipendio medio di un peruviano non superava i trecento euro italiani. Cercavo le poesie di C\u00e9sar Vallejo; qualcuno, al mercato \u2013 cos\u00ec sgargiante che lo chiamai Armida \u2013 inton\u00f2 i frammenti di un\u2019epopea andina. Finch\u00e9 non recidono il suo canto, finch\u00e9 non lo sradicano dal linguaggio, l\u2019uomo \u00e8 vivo, la sua stirpe prolifera.\u00a0<\/p>\n<p>*<\/p>\n<p>Un tempo, quando i libri si compravano nelle librerie, s\u2019intraprendevano folli avventure per cercare il libro definito, quello\u00a0della svolta.\u00a0Vagabondai per giorni, a Milano, prima di trovare\u00a0<strong>la \u201cTrilogia di Valis\u201d di Philip K. Dick.\u00a0<\/strong>Edizione Oscar Mondadori, in cofanetto. Perch\u00e9 mi fossi ostinato a quel libro \u2013 torbido, involuto, teologico \u2013 non lo so. A volte di un libro ci cattura l\u2019aura \u2013 basta quella.\u00a0<\/p>\n<p>Entrando in libreria \u2013 come si entra in una citt\u00e0 perduta \u2013 era possibile fare incontri inattesi. La vita digitalizzata \u2013 il demoniaco dominio del cellulare, insomma \u2013 ha recluso le nostre esistenze in un tunnel. Viviamo nei bunker dell\u2019io. In spazi senza accesso, senza concessione. Prima, tutto era un bosco \u2013 si era disposti alla scoperta, pronti allo straordinario, i prediletti dell\u2019insperato.\u00a0<\/p>\n<p>*<\/p>\n<p>Intendo dire: la ricerca del libro assoluto. Il libro-tutto. Il libro che somma cielo e terra, che abbraccia i vivi e i morti. Il libro che vivifica. Che fa risorgere.\u00a0<\/p>\n<p>Ad esempio: purch\u00e9 sia escluso da quella rivelazione, possiedo \u2013 e sono stato posseduto \u2013 da una serie di edizioni\u00a0<strong>dell\u2019I-Ching, l\u2019arcano libro divinatorio cinese.\u00a0<\/strong>Preferisco l\u2019edizione curata da Eranos; l\u2019ho avuto nelle versioni inglese, francese, spagnola.\u00a0<\/p>\n<p>Da ragazzo, conferivo le stesse facolt\u00e0 \u2013 chiamatela taumaturgia del linguaggio \u2013\u00a0<strong>ai libri di Thomas S. Eliot.<\/strong>Rapivo ogni possibile traduzione della\u00a0Terra desolata; mi confinai nei\u00a0Quattro quartetti. Dal canonico viaggio in Inghilterra \u2013 fatto in treno, dormendo dove capitava \u2013 tornai povero di tutto ma con l\u2019edizione Faber dei\u00a0Selected Poems\u00a0di Eliot. Pi\u00f9 tardi, da adulto, provai una simile\u00a0coincidenza\u00a0con\u00a0<strong>l\u2019opera di Saint-John Perse.<\/strong><\/p>\n<p>*<\/p>\n<p>A volte un libro \u00e8 il solo conforto: ma con i libri non si tratta, si lotta; infine, finisci per odiarli. C\u2019\u00e8 differenza tra claustrale e claustrofobico.\u00a0<\/p>\n<p>*<\/p>\n<p>Questo articolo voleva affrontare un argomento che pu\u00f2 apparire assurdo ai pi\u00f9. \u00c8 questo: comprare pi\u00f9 volte lo stesso libro. Preciso: non lo stesso libro in altra traduzione o diversa edizione (pratica buona &amp; giusta, a volte necessaria), ma lo stesso libro nella stessa traduzione pubblicata dallo stesso editore nello stesso anno. Una copia. Una copia di una copia di una copia. Che assurdit\u00e0. \u00c8 come se ri-comprando lo stesso libro \u2013 o ri-rubandolo \u2013 potessi azzerare l\u2019esperienza di lettura precedente (dunque: potessi azzerarti). Come se potessi \u2018riverginare\u2019 il libro. Oppure, come se quella innaturale fedelt\u00e0 potesse concederti un accesso privilegiato alle zone segrete, alle zone oscure di quel libro.\u00a0<\/p>\n<p>Gi\u00e0, perch\u00e9 il principio di ogni libro \u00e8 che abbia un unico lettore, un lettore eletto: tu. Gli altri sono dei vili mestatori di opinioni, degli eresiarchi. Tu sei il solo custode della verit\u00e0 appena sussurrata da quel libro che, pur tirato in migliaia di copie, esiste perch\u00e9 proprio tu lo legga. \u00c8 stato scritto per te, incidentalmente gettato in pasto al vile mercato degli altri.\u00a0<\/p>\n<p>I libri esistono in un\u2019unica copia, per un solo lettore. Tu.<\/p>\n<p>*<\/p>\n<p>(Diamoci il privilegio, in questo tempo brutale, in questo tempo funesto, di parlare di cose frivole, di cose che ci tengono stretti all\u2019umano. Anche questo \u2013 come si accarezza un albero e si guardano le stelle \u2013 \u00e8 un atto di grazia e di esistenza).\u00a0<\/p>\n<p>*<\/p>\n<p>Il primo libro che ho comprato almeno tre volte \u00e8\u00a0<strong>l\u2019Ulisse\u00a0di Joyce.<\/strong>\u00a0La sua lettura mi folgor\u00f2, al liceo \u2013 avevo un\u2019insegnante di inglese particolarmente severa, che mi ha inoltrato nell\u2019opera di Yeats e di Ezra Pound. Ho comprato tre copie dell\u2019Ulisse, a distanza di tre anni, perch\u00e9 non lo capivo. Pi\u00f9 non lo capivo, pi\u00f9 mi incaponivo, mi incapronivo, mi incapricciavo. Quel libro racchiudeva un mondo, quel mondo non mi piaceva, ma lo volevo capire. Lo volevo.\u00a0<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"649\" height=\"1024\" alt=\"\" class=\"wp-image-104865 lazyload\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/s-l1200-2-649x1024.jpg\"  data-\/><\/p>\n<p>*<\/p>\n<p>Un giorno, spiazzandomi, l\u2019insegnante di inglese mi disse di preferire la letteratura mitteleuropea: il suo libro del cuore era\u00a0<strong>La morte di Virgilio\u00a0di Hermann Broch.<\/strong>\u00a0A casa, mio padre ne aveva una copia. Il volto di Broch, in copertina, pareva quello di un alienato: a met\u00e0 tra il Minotauro e il grifone. Il libro mi parve infinitamente pi\u00f9 vasto e vertiginoso dell\u2019Ulisse: ne ho ancora tre o quattro copie, da qualche parte.\u00a0<\/p>\n<p>*<\/p>\n<p>I libri che, negli anni, senza che ve ne sia bisogno, senza ritegno, si comprano pi\u00f9 copie rientrano in un rango augusteo e angusto. Solo pochi vi appartengono. E \u2013 questo l\u2019ho capito negli anni \u2013 ad appartenervi non sono per forza i libri pi\u00f9 belli, quelli a cui siamo pi\u00f9 affezionati. Di quelli, basta la copia originaria, basta riaprire quella per rientrare nelle proprie origini. Faccio un esempio che mi riguarda. Ho diverse copie del\u00a0<strong>Libro della giungla\u00a0di Rudyard Kipling<\/strong>\u00a0perch\u00e9, senza che lo abbia scelto, \u00e8 penetrato nella mia infanzia. Ancora oggi, voglio essere Mowgli e Bagheera. \u201cNon c\u2019\u00e8 chi non ne abbia sentito il fascino\u201d, \u00e8 scritto, scagionando la mia ossessione, nella\u00a0Nota\u00a0introduttiva dell\u2019edizione Bur del 1951: l\u2019ho trovata in un mercatino, qualche anno fa. La traduttrice, Giuliana Pozzo Galeazzi, ha tradotto anche\u00a0Jane Eyre\u00a0e Bertrand Russell. Il\u00a0Libro della giungla\u00a0non \u00e8 il mio libro preferito \u2013 \u00e8 il mio libro e basta.\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>Lo stesso rapporto infantile, selvatico, mi lega a\u00a0<strong>Moby Dick<\/strong>\u00a0\u2013 ne avevo decine di edizioni diverse, la prima apparteneva a mio padre: edizione Frassinelli,\u00a0total white, traduzione di Cesare Pavese.\u00a0<\/p>\n<p>*<\/p>\n<p>Ai libri di cui ho comprato \u2013 o rubato \u2013 diverse copie mi lega un rapporto di amore e odio. Ne amo la nomea, il portamento, l\u2019apertura alare, per cos\u00ec dire \u2013 eppure, continuo a sfidarli perch\u00e9 non sono riuscito a penetrarli. Ogni volta, rinnovo la sfida. Tra questi libri cos\u00ec singolari, che mi visitano ogni eone di mesi, ricordo\u00a0<strong>La montagna incantata\u00a0di Thomas Mann,\u00a0La storia di Genji il Principe Splendente\u00a0di Murasaki Shikibu,\u00a0Rigodon\u00a0di C\u00e9line,\u00a0Sotto il vulcano\u00a0di Malcolm Lowry.<\/strong>\u00a0Sono libri che mi tormentano, di cui conosco alcune pagine a memoria, che ogni volta rileggo e abbandono. Bench\u00e9 possa citarne altri a me pi\u00f9 cari \u2013 chess\u00f2,\u00a0<strong>Cuore di tenebra\u00a0di Conrad,\u00a0L\u2019urlo e il furore\u00a0di Faulkner,\u00a0Meridiano di sangue\u00a0di Cormac McCarthy,\u00a0Come l\u2019acqua che scorre\u00a0di Marguerite Yourcenar,\u00a0Chad\u017ei-Murat\u00a0di Tolstoj<\/strong>\u00a0\u2013 sono quelli i libri che mi accompagneranno, mordendomi il cranio, fino alla fine.<\/p>\n<p>*<\/p>\n<p>Di alcuni libri, \u00e8 vero, ho acquistato pi\u00f9 e pi\u00f9 copie, per regalarli \u2013 non rientrano nel lotto della lotta. Tra questi, sono affezionato, con rigore totale, a\u00a0<strong>Il colpo di grazia\u00a0della Yourcenar e alla\u00a0Casa delle belle addormentate\u00a0di Yasunari Kawabata.\u00a0<\/strong>Allo stesso modo, i libri che ci sono stati donati vivono in uno spazio tutto loro. Regalare un libro presuppone una intimit\u00e0 che intimidisce. Chi ci regala un libro pensa che siamo in qualche modo incardinati in quel libro, promessi a quel verbo: lo leggiamo, allora, per scoprire chi siamo agli occhi di chi ce lo ha donato. Le scoperte \u2013 e i fraintesi \u2013 sono spesso sorprendenti, a tratti agghiaccianti. Un libro che ci \u00e8 stato donato e che non ci riguarda \u2013 che mancanza di riguardo \u2013 pu\u00f2 essere donato a sua volta.\u00a0<\/p>\n<p>Valgono come autentici doni, per\u00f2, soltanto i libri che abbiamo vissuto intensamente, quando non sottolineato e appuntato e strappato. Ricordo un\u2019edizione delle lettere di Kafka a Milena \u2013 Mondadori, traduce Ferruccio Masini \u2013 che mi \u00e8 stata regalata molti anni fa: modesta, sbrindellata, piena di note. Il regalo pi\u00f9 bello \u2013 un patto.\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>*<\/p>\n<p>Cito soltanto romanzi. I poeti non rientrano in queste viete classifiche: hanno la pretesa di incendiare l\u2019intera biblioteca e di resistere, frantumi di un futuro ancora da costruire. La poesia vuole dedizione, solitudine, amore; le poesie vanno imparate a memoria, il loro supporto non \u00e8 un libro, ma l\u2019intero corpo di chi legge.\u00a0<\/p>\n<p>Quando mi hanno regalato Hugo von Hofmannsthal, ad esempio, ho fatto i salti di gioia, fino a dire: \u00e8 lui il pi\u00f9 grande, \u00e8 pi\u00f9 grande di Rilke! Un\u2019eresia, \u00e8 vero, ma come si fa a non amare\u00a0assolutamente\u00a0un poeta?<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"1024\" alt=\"\" class=\"wp-image-104866 lazyload\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/KOTIK-LETAEV-1024x1024.png\"  data-\/><\/p>\n<p>*<\/p>\n<p>Ogni volta che vado in libreria \u2013 ci vado di rado, ridotto per lo pi\u00f9 a un ebete analfabetismo leggo soltanto i Vangeli, perimetrando la mia enorme inermit\u00e0 \u2013 non posso non comprare un\u2019edizione del\u00a0<strong>Dottor\u00a0<\/strong><strong>\u017divago<\/strong>: credo che sia uno dei libri\u00a0decisivi\u00a0del secolo, ma le poesie di Boris Pasternak siano infinitamente pi\u00f9 belle. In questo, seguo il giudizio di Varlam\u00a0\u0160alamov. Eppure, ogni volta torno a comprare\u00a0Il\u00a0dottor\u00a0\u017divago \u2013\u00a0\u00e8 una malattia la mia, lo so,\u00a0voglio\u00a0che\u00a0Il\u00a0dottor\u00a0\u017divago\u00a0sia il libro totale, il libro che risponde a ogni mio enigma, il libro che mi corrisponde. Ogni volta rileggo\u00a0Il dottor\u00a0\u017divago, ogni volta lo mollo \u2013 c\u2019\u00e8 qualcosa di\u00a0liquido, qualcosa di paludoso che mi respinge.\u00a0<\/p>\n<p>In una delle ultime edizioni acquistate \u2013 Nuova Universale Einaudi, 44, 1968 \u2013 la prefazione di Eugenio Montale non \u00e8 d\u2019aiuto. Il grande poeta, da poco senatore a vita, scriveva prefazioni di solito gelide, attrezzate in sprezzatura, a tratti ingenerose, alle\u00a0Liriche cinesi\u00a0come alla\u00a0Coscienza di Zeno; scrisse che \u201cIl\u00a0dottor\u00a0\u017divago\u00e8 uno di quei libri che possono dar tempo al tempo\u201d, che \u00e8 come dire tutto e nulla.\u00a0<\/p>\n<p>*<\/p>\n<p>In ogni caso, ogni biblioteca privata esiste per essere spezzata. La biblioteca non \u00e8 una voliera, \u00e8 come un rapace: deve prendere il volo. Non si possono imprigionare i libri: hanno un destino vivente, di albero, di roccia. Eredit\u00e0 di eresie. Giampiero Neri, antico sapiente della poesia italiana, citava nei suoi libri innumeri altri libri, tra i tantissimi: Omero, Laozi, Melville, Tacito, i\u00a0Ricordi di un entomologo\u00a0di Jean-Henri Fabre. Recitava a memoria Dino Campana e Virgilio, amava la\u00a0Vita di Milarepa. Eppure, la biblioteca di casa sua era scarna, uno scaffale appena. Neri regalava i libri a chiunque andava a trovarlo: io scelsi\u00a0<strong>le\u00a0Conversazioni con Kafka\u00a0di Gustav Janouch<\/strong>\u00a0in una vecchia edizione Guanda.\u00a0<\/p>\n<p>Anche Nicola Crocetti, ogni volta che vado a trovarlo, si congeda dai suoi libri, regalandomeli: l\u2019ultimo,\u00a0<strong>Kotik Letaev, \u00e8 presentato come \u201cil capolavoro di Andrej Belyj, il Joyce russo\u201d.<\/strong>\u00a0Lo ha curato Serena Vitale per \u201cLa biblioteca blu\u201d, la formidabile collana di Franco Maria Ricci, era il 1973; il libro \u00e8 stato stampato \u201ca Torino presso il signor Giovanni Zeppegno\u201d.\u00a0<\/p>\n<p>*<\/p>\n<p>Vagabondando di qui e di l\u00e0, ho smarrito gran parte dei miei libri: che bello, li rincorrer\u00f2 per sempre.\u00a0Eredit\u00e0\u00a0\u00e8 una parola-cecchino.\u00a0Kotik Letaev\u00a0mi fissa, mi squadra, \u00e8 un libro sproporzionato: pi\u00f9 che leggerlo, me lo immagino. Prima di leggerli, i libri vanno immaginati \u2013 se non sono all\u2019altezza della vostra immaginazione, gettateli via.\u00a0<\/p>\n<p>La copertina di\u00a0Kotik Letaev, bellissima, raffigura una serpe avvolta intorno a un uovo. Secondo il mito pelasgico, Ofione, il serpente, si arrotola sette volte intorno all\u2019uovo cosmico deposto da Eurinome, \u201ce ne uscirono tutte le cose esistenti: il sole, la luna, i pianeti, le stelle, la terra con i suoi monti, con i suoi fiumi, con i suoi alberi e con le erbe e le creature viventi\u201d (cos\u00ec Robert Graves nei\u00a0Miti greci, libro pi\u00f9 volte trafugato, pi\u00f9 volte ricevuto in dono).\u00a0<\/p>\n<p>Non servono pi\u00f9 i libri, ma conformarsi alle stelle, stare nel verbo vivente.\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Una biblioteca mi ha fatto da culla, mi \u00e8 stata matrigna.\u00a0 La madre di mio padre si era&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":105970,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1445],"tags":[74562,74563,9050,1608,203,74564,204,1537,90,89,10515,1609],"class_list":{"0":"post-105969","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-libri","8":"tag-andrej-belyj","9":"tag-bibliomania","10":"tag-biblioteca","11":"tag-books","12":"tag-entertainment","13":"tag-il-dottor-zivago","14":"tag-intrattenimento","15":"tag-it","16":"tag-italia","17":"tag-italy","18":"tag-letteratura","19":"tag-libri"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/105969","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=105969"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/105969\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/105970"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=105969"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=105969"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=105969"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}