{"id":106821,"date":"2025-09-13T22:28:13","date_gmt":"2025-09-13T22:28:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/106821\/"},"modified":"2025-09-13T22:28:13","modified_gmt":"2025-09-13T22:28:13","slug":"la-rappresentazione-della-cultura-indigena-nel-cinema-intervista-ad-alessandro-martire","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/106821\/","title":{"rendered":"La rappresentazione della cultura indigena nel cinema: intervista ad Alessandro Martire"},"content":{"rendered":"<p>Alessandro Martire \u00e8 fondatore e presidente della ONG Wambli Gleska, unico soggetto ufficialmente autorizzato in Italia a rappresentare il popolo Lakota Sicangu di Rosebud. Dal 1995, l\u2019organizzazione diffonde cultura e tradizioni del popolo Lakota, oltre a promuoverne riconoscimenti e rapporti internazionali e salvaguardare i diritti umani della Nazione Lakota Sioux. Per le sue profonde conoscenze in questo ambito, Martire \u00e8 stato scelto per fare da consulente (e recitare una piccola parte) durante la realizzazione del western all\u2019italiana Testa o croce?, diretto da Alessio Rigo de Righi e Matteo Zoppis, presentato all\u2019ultimo Festival di Cannes. Nell\u2019intervista rilasciata a L\u2019Indipendente, Martire spiega perch\u00e9 \u00e8 fondamentale che le produzioni cinematografiche si affidino a consulenti tecnici esperti quando parlano di altre culture e altri popoli.\u00a0<\/p>\n<p><strong>Come mai \u00e8 stato chiamato dalla produzione?<\/strong><\/p>\n<p>Il film nasce dalla volont\u00e0 di Matteo Zoppis e Alessio Rigo de Righi di fare un western all\u2019italiana, ma non uno spaghetti western. Racconta la storia vera dell\u2019arrivo di Buffalo Bill nel 1905 in Italia e della sfida tra i butteri della Maremma e i cowboy che erano al seguito del Wild West Show, lo spettacolo di Buffalo Bill \u2013 nel quale i butteri avranno la meglio. Nello specifico, il film racconta la storia del buttero Santino, il quale si innamora di Rosa, moglie di un signorotto locale. Santino sar\u00e0 accusato dell\u2019omicidio del marito della donna: i due decidono di scappare insieme per coronare il loro amore, ma una taglia viene posta sulla loro testa. Il Wild West Show era caratterizzato dalla presenza dei Lakota Sioux che viaggiavano insieme a Buffalo Bill (ovvero il colonnello William Frederick Cody). Io sono stato chiamato, insieme a Sergio Susani, per dare una consulenza storico-scientifica, affinch\u00e9 le scene fossero il pi\u00f9 fedeli possibile alla realt\u00e0. Abbiamo collaborato nella realizzazione dei costumi di scena per 29 attori e abbiamo fornito noi stessi dei pezzi della nostra collezione di manufatti nativo-americani. La consulenza ha riguardato poi il trucco di attori e comparse cos\u00ec come quello dei cavalli. Questi ultimi li abbiamo truccati personalmente io e Sergio Susani. Le pitture che i Lakota, cos\u00ec come altri popoli nativi, facevano su se stessi e sui cavalli erano simboli che evocavano forze e spiriti particolari per affrontare la situazione a cui si andava incontro. Stessa cosa abbiamo fatto per la lingua Lakota.<\/p>\n<p><strong>Come \u00e8 accaduto che da consulente ha poi avuto anche una parte nel film?<\/strong><\/p>\n<p>Durante le riprese del film, nel momento in cui, storicamente, Buffalo Bill inscena l\u2019uccisione di Yellow Hand e gli leva lo scalpo, mancava una parte storica e linguistica molto poco conosciuta da chi non \u00e8 esperto di storia e cultura nativo-americana. Robert Alan Packard, Lakota Yankton che nel film interpreta Yellow Hand ma che vive a Berlino ormai da 40 anni, ha dimenticato il Lakota. Cos\u00ec, in quel momento sono intervenuto per dare la mia consulenza e mi sono ritrovato sulla scena, dando un ulteriore contributo al film anche in veste di attore.\u00a0<\/p>\n<p><strong>Perch\u00e9 \u00e8 importante che le produzioni cinematografiche abbiano consulenze tecniche, specie quando si parla di altre culture e popoli? Nel caso dei popoli nativi, nel mondo cinematografico, specie quello statunitense, \u00e8 sempre stato fatto oppure no?<\/strong><\/p>\n<p>Credo che sia una cosa molto importante perch\u00e9 anche le grosse produzioni cinematografiche, quelle con alti budget, devono ricorrere a esperti del settore o rappresentanti di quei popoli se vogliono creare qualcosa di buono. Altrimenti non sono in grado di rappresentare fedelmente la realt\u00e0. Nessuno della grande squadra di truccatori sapeva come dovevano essere dipinti i volti dei personaggi nativi. Figurarsi i cavalli. Se il cinema vuole produrre qualcosa di quanto pi\u00f9 veritiero possibile, deve rivolgersi a consulenti tecnici esperti in quella materia specifica.<\/p>\n<p>E cos\u00ec abbiamo fatto disegnare i volti degli attori e i corpi dei cavalli, secondo la tradizione, la conoscenza e la spiritualit\u00e0 Lakota. Stessa cosa per le acconciature dei capelli. I nativi, infatti, non portavano semplicemente delle trecce: nella loro cultura i capelli erano considerati importanti perch\u00e9 estensione materiale dello spirito. Per quanto riguarda l\u2019acconciatura in s\u00e9, i capelli non venivano semplicemente intrecciati tra loro, ma veniva messo anche del cotone rosso che si intrecciava al capello.<\/p>\n<p>Purtroppo, gli stessi Lakota hanno perso la conoscenza della propria cultura, usanze, tradizioni e lingua. Sadie La Pointe, la ragazza Lakota che viene dalla riserva di Rosebud, che noi rappresentiamo, non sapeva come indossare un manufatto e, anzich\u00e9 metterlo al collo, lo ha messo in fronte. \u00c8 la conferma degli effetti delle conseguenze di secoli di sterminio culturale silenzioso, dopo quello fisico. Io e Sergio Susani abbiamo fatto del nostro meglio nei giorni di permanenza a Roma per le riprese iniziali del film. No, le consulenze non sono sempre esistite nel mondo cinematografico. Per i popoli nativi americani le cose sono cambiate solo a partire dagli anni Settanta. Prima, la loro rappresentazione era affidata a persone che non ne sapevano proprio niente.<\/p>\n<p><strong>Per molto tempo \u00e8 infatti esistita una certa produzione cinematografica, molto propagandistica, che ha dato un\u2019immagine negativa di queste popolazioni.\u00a0\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>S\u00ec certo. La filmografia americana ha passato un periodo storico importante con John Ford regista e John Wayne attore protagonista di tantissimi film western come Ombre rosse. In questi film, i nativi erano sempre i cattivi e, ovviamente, John Wayne era l\u2019incarnazione del prototipo di eroe americano che sconfiggeva e civilizzava il West selvaggio. Con un colpo del suo Winchester i cattivi pellerossa cadevano sempre sconfitti. Era l\u2019impronta colonizzatrice travestita da gesta eroiche.\u00a0<\/p>\n<p>Le cose cambiarono a partire dagli anni Settanta, anni di lotte e rivendicazioni importanti. In quel decennio hanno visto la luce tre film importanti: Un uomo chiamato cavallo, Piccolo grande uomo, Soldato blu.<\/p>\n<p>Con il primo film, la figura del nativo americano venne riscattata e capovolta. Per la prima volta viene posta grande attenzione ai dialoghi. Con Soldato blu viene presentato il massacro di Sand Creek, raccontato poi anche da De Andr\u00e9 nella canzone che prende il nome dal luogo dell\u2019eccidio del 1864.<\/p>\n<p>Da ricordare l\u2019episodio del 1973 con protagonista Marlon Brando, che si rifiut\u00f2 di ritirare il premio Oscar per recarsi a Wounded Knee dove era in corso una grande rivolta Lakota, la quale sarebbe poi finita in tragedia. Sul palco di Los Angeles alla consegna degli Oscar, Brando mand\u00f2 al suo posto Shalin Blackfeather. Ella, che, in costume tradizionale, lesse il messaggio in cui spieg\u00f2 le motivazioni per cui Brando non si era presentato a Hollywood. Tra le motivazioni anche la rappresentazione cinematografica, negativa e falsificata, delle popolazioni native. Da quegli anni in poi \u00e8 stato un crescendo di pubblicazioni filmografiche sempre pi\u00f9 accurate e dettagliate, arrivando agli anni Novanta con capolavori come Balla coi lupi.<\/p>\n<p><strong>Esistono produzioni indipendenti, o che comunque non arrivano al nostro pubblico, che raccontano le verit\u00e0 tragiche circa la condizione attuale e storica dei popoli nativi?<\/strong><\/p>\n<p>S\u00ec, ce ne sono. Uno di questi lo proietteremo al Wolakota di questo anno, che si terr\u00e0 a Fiesole, vicino a Firenze, tra settembre e ottobre. Il film si chiama Verit\u00e0 nascoste, di Georgina Lightning, ma il titolo originale \u00e8 Older than America. Si tratta di una denuncia aperta all\u2019annoso e tragico problema delle boarding school americane, potente al punto che questo film non \u00e8 mai arrivato in Italia prima di ora. Forse questo \u00e8 avvenuto anche per motivi legati ai rapporti tra Italia e Vaticano e la presenza della Santa Sede.\u00a0<\/p>\n<p>Si tratta di un film di tutto riguardo, con attori come West Studi e Adam Beach, dove si parla di quello che veramente \u00e8 accaduto nel sud del Canada e negli Stati Uniti all\u2019interno di quegli istituti per bambini e ragazzini che venivano strappati alle proprie famiglie. Questo \u00e8 importante perch\u00e9, al di l\u00e0 del film che racconta una verit\u00e0 mai vista dai nostri amanti del cinema italiano, Wambli Gleska ha partecipato attraverso la mia persona al sinodo papale Laudato si indetto da papa Francesco nel 2019. Con me c\u2019era l\u2019allora presidente Lakota di Rosebud, Rodney Bordeaux, con cui siamo stati accolti dal papa. Fu dopo quel sinodo che Francesco volle andare in Canada per chiedere scusa per gli orrori commessi nelle boarding school. E il film che proietteremo al Wolakota parla proprio di quelle storie di abusi e violenze a cui anche la Chiesa ha partecipato in maniera attiva.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" data-lazyloaded=\"1\" alt=\"Avatar photo\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/1757802493_454_cropped-firma-author-sq-96x96.png\"  class=\"avatar avatar-96 photo\" height=\"96\" width=\"96\"\/>Michele Manfrin<\/p>\n<p class=\"li-author-box__bio\">Laureato in Relazioni Internazionali e Sociologia, ha conseguito a Firenze il master Futuro Vegetale: piante, innovazione sociale e progetto. Consigliere e docente della ONG Wambli Gleska, che rappresenta ufficialmente in Italia e in Europa le trib\u00f9 native americane Lakota Sicangu e Oglala.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Alessandro Martire \u00e8 fondatore e presidente della ONG Wambli Gleska, unico soggetto ufficialmente autorizzato in Italia a rappresentare&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":106822,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1442],"tags":[75000,640,203,454,6272,204,1537,90,89,75001,75002,1521,75003],"class_list":{"0":"post-106821","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-film","8":"tag-alessandro-martire","9":"tag-cinema","10":"tag-entertainment","11":"tag-film","12":"tag-interviste","13":"tag-intrattenimento","14":"tag-it","15":"tag-italia","16":"tag-italy","17":"tag-lakota-sioux","18":"tag-mensile-n-7","19":"tag-movies","20":"tag-wambli-gleska"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/106821","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=106821"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/106821\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/106822"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=106821"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=106821"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=106821"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}