{"id":107355,"date":"2025-09-14T06:43:19","date_gmt":"2025-09-14T06:43:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/107355\/"},"modified":"2025-09-14T06:43:19","modified_gmt":"2025-09-14T06:43:19","slug":"quando-la-lingua-blu-stritola-lumbria-numeri-colpe-e-risposte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/107355\/","title":{"rendered":"Quando la lingua blu stritola l\u2019Umbria: numeri, colpe e risposte"},"content":{"rendered":"<p>&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n<strong>Oltre mille animali morti, vaccini rallentati, indennizzi magri: ecco cosa non torna nell\u2019emergenza zootecnica.<\/strong>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p><strong>(Foto: visite agli ovini per la lingua blu).<\/strong><\/p>\n<p>&#13;<\/p>\n<p>L\u2019estate del 2025 rischia di diventare un marchio indelebile per gli allevatori umbri. La <strong>lingua blu<\/strong> \u2013 la Blue tongue o febbre catarrale degli ovini \u2013 ha prodotto numeri drammatici e messo a nudo falle strutturali: <strong>tempismo<\/strong>, <strong>coperture<\/strong>, <strong>risorse<\/strong>. Qui ricostruiamo che cosa \u00e8 successo, che cosa \u00e8 stato fatto e dove si annidano i nodi da sciogliere.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\nI numeri del disastro&#13;<\/p>\n<p>In Umbria si contano <strong>140 focolai<\/strong> confermati e oltre <strong>1.000 capi<\/strong> ovini deceduti, con perdite anche tra i bovini. L\u2019impatto non \u00e8 omogeneo: alcune aree interne hanno registrato <strong>mortalit\u00e0 e sofferenze produttive<\/strong> ben superiori alla media.<\/p>\n<p>&#13;<\/p>\n<p>Il tasso di mortalit\u00e0 negli ovicaprini oscilla sensibilmente a seconda dei territori. Oltre ai decessi diretti, pesano i <strong>costi indiretti<\/strong>: calo della produzione, blocchi commerciali, spese veterinarie e smaltimento delle carcasse.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\nCosa ha fatto la Regione&#13;<\/p>\n<p><strong>Vaccinazioni e profilassi.<\/strong> \u00c8 stata resa disponibile la vaccinazione per gli ovini e valutata l\u2019estensione ai bovini. Sul fronte preventivo sono stati raccomandati interventi sui vettori: alloggi protetti notturni, uso di repellenti e <strong>eliminazione dei ristagni d\u2019acqua<\/strong> che favoriscono gli insetti.<\/p>\n<p>&#13;<\/p>\n<p><strong>Ristori economici.<\/strong> \u00c8 stato attivato un pacchetto da <strong>1 milione di euro<\/strong> con indennizzi fissati in <strong>250 euro per capo bovino<\/strong> e <strong>70 euro per ovini<\/strong>. La liquidazione richiede la registrazione formale degli eventi sanitari e delle perdite secondo le procedure veterinarie.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\nCriticit\u00e0, dubbi e prospettive&#13;<\/p>\n<p><strong>Indennizzi inadeguati.<\/strong> Per chi ha subito <strong>mortalit\u00e0 massiccia<\/strong> o perdita di capi da riproduzione, gli importi rischiano di coprire solo una frazione del danno reale. Il differenziale tra valore economico e indennizzo resta ampio.<\/p>\n<p>&#13;<\/p>\n<p><strong>Emergenza o endemia?<\/strong> La lingua blu \u00e8 presente in Italia da anni e viene trattata come <strong>malattia endemica<\/strong>. Questo status limita gli automatismi degli aiuti straordinari e trasferisce sugli allevatori buona parte degli oneri di prevenzione.<\/p>\n<p>&#13;<\/p>\n<p><strong>Territori fragili.<\/strong> <strong>Valnerina<\/strong>, dorsale appenninica e aree montane pagano il prezzo pi\u00f9 alto: distanza dai servizi, minor densit\u00e0 di assistenza veterinaria, costi logistici elevati. Qui la combinazione di <strong>perdita di capi<\/strong> e <strong>crollo della produttivit\u00e0<\/strong> incide sul futuro stesso delle aziende.<\/p>\n<p>&#13;<\/p>\n<p><strong>Mancano stime complessive.<\/strong> Il <strong>danno economico<\/strong> totale resta difficile da quantificare: i costi nascosti (mancati ricavi, interruzioni di mercato, ridotta fertilit\u00e0) probabilmente superano di molto i ristori disponibili.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\nDichiarazioni&#13;<\/p>\n<p>L\u2019assessore regionale all\u2019Agricoltura sottolinea una linea di impegno: \u201cNon possiamo lasciare sole le aziende zootecniche umbre di fronte a un\u2019emergenza che incide pesantemente sulla loro attivit\u00e0\u201d, definendo i ristori una \u201cprima risposta concreta\u201d.<\/p>\n<p>&#13;<\/p>\n<p>Dai territori, allevatori e associazioni di categoria insistono su un cambio di passo: \u201cServono misure strutturali, non solo ristori una tantum: vaccini dove necessario, assistenza tecnica nei comuni montani, prevenzione continua e procedure snelle\u201d, \u00e8 la richiesta che arriva dalle aree pi\u00f9 colpite.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\nCosa fare adesso&#13;<\/p>\n<p><strong>Allineare indennizzi e perdite effettive.<\/strong> Valutare un <strong>rafforzamento dei ristori<\/strong> nelle aree pi\u00f9 colpite e per le categorie di capi con maggiore valore economico.<\/p>\n<p>&#13;<\/p>\n<p><strong>Prevenzione continua.<\/strong> Non solo vaccini volontari: <strong>piano stabile<\/strong> contro i vettori, manutenzione idraulica diffusa, supporto all\u2019alloggiamento notturno protetto.<\/p>\n<p>&#13;<\/p>\n<p><strong>Burocrazia rapida.<\/strong> Procedure semplificate per la <strong>registrazione<\/strong> degli eventi sanitari e per la <strong>liquidazione<\/strong> degli indennizzi: i ritardi amministrativi aggravano i danni.<\/p>\n<p>&#13;<\/p>\n<p><strong>Sostegno alle aree interne.<\/strong> Pi\u00f9 <strong>assistenza veterinaria<\/strong> di prossimit\u00e0, incentivi alla prevenzione, strumenti assicurativi e fondi di stabilizzazione del reddito.<\/p>\n<p>&#13;<\/p>\n<p><strong>Monitoraggio trasparente.<\/strong> Un <strong>cruscotto pubblico<\/strong> con andamento dei focolai, copertura vaccinale, tempi di liquidazione e misure attivate aumenterebbe fiducia e partecipazione.<\/p>\n<p>&#13;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"&#13; &#13; Oltre mille animali morti, vaccini rallentati, indennizzi magri: ecco cosa non torna nell\u2019emergenza zootecnica.&#13; &#13; (Foto:&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":107356,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1512],"tags":[20829,20826,72058,75231,19422,239,31882,1537,90,89,75228,75230,374,240,28253,2189,2188,2187,52271,75229],"class_list":{"0":"post-107355","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-vaccini","8":"tag-allevatori","9":"tag-blue-tongue","10":"tag-bovini","11":"tag-economia-rurale","12":"tag-emergenza-sanitaria","13":"tag-health","14":"tag-indennizzi","15":"tag-it","16":"tag-italia","17":"tag-italy","18":"tag-lingua-blu","19":"tag-ovini","20":"tag-prevenzione","21":"tag-salute","22":"tag-umbria","23":"tag-vaccine","24":"tag-vaccines","25":"tag-vaccini","26":"tag-valnerina","27":"tag-zootecnia"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/107355","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=107355"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/107355\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/107356"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=107355"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=107355"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=107355"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}