{"id":108036,"date":"2025-09-14T14:41:12","date_gmt":"2025-09-14T14:41:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/108036\/"},"modified":"2025-09-14T14:41:12","modified_gmt":"2025-09-14T14:41:12","slug":"poeta-spia-e-genio-dellinganno-quevedo-gli-intrighi-siciliani-di-un-uomo-da-romanzo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/108036\/","title":{"rendered":"Poeta, spia e genio dell\u2019inganno: Quevedo, gli intrighi siciliani di un uomo da romanzo"},"content":{"rendered":"<p class=\"has-medium-font-size\">Conosciuto come uno dei grandi nomi del Secolo d\u2019Oro spagnolo, fu in realt\u00e0, tra \u2018500 e \u2018600, molto di pi\u00f9: collaboratore fidato del Vicer\u00e9 Osuna, studioso assetato di sapere e abile tiratore di spada, ingegno controverso e malinconico filosofo, estro da artista e trame da fantasma. Il suo nome rimase legato ad una delle cospirazioni pi\u00f9 ardite che la storia moderna ricordi. Una missione impossibile nata in Sicilia e conclusasi a Venezia. Che gli valse, nel bene e nel male, la consacrazione a leggenda<\/p>\n<p class=\"has-drop-cap\">Ad osservarlo bene, con quel volto incassato dietro gli occhialini dalle lenti oscurate, i capelli vaporosi per non dire mai ordine e un baffetto da scienziato dei fumetti, non gli si darebbe nemmeno la proverbiale lira. Eppure tutti, tra il 1580 e il 1645, ne riconoscevano la fama. Capita, d\u2019altra parte, quando il tuo nome figura tra quelli pi\u00f9 prestigiosi del Secolo d\u2019oro spagnolo. Quando la tua abilit\u00e0 da verseggiatore \u00e8 pari soltanto alla tua destrezza da spadaccino. Ammesso che le due anime non siano del tutto sovrapponibili. Perch\u00e9 Francisco de Quevedo Villegas \u00e8 il classico intelletto sovversivo che si rifiuta di sottostare a qualsivoglia classificazione. Libertino, irriverente, ma al tempo stesso capace di guizzi lirici e malinconici di sbalorditiva profondit\u00e0. Scontroso, intrattabile, ineffabile approfittatore, tuttavia, quando necessario, emblema di lealt\u00e0 e di fedelt\u00e0. Sembra quasi uno di quei miti frammentati, dispersi tra pagine e pergamene andate perdute, la sua vita. Un\u2019epopea di aneddoti e surreali peripezie, sceneggiati da un destino troppe volte beffardo. Tremendamente reale, invece. Sepolto forse da un\u2019aura di leggenda che lo ha reso una sorta di Cagliostro ante-litteram. O da una damnatio memoriae inflittagli dai tanti, troppi avversari maturati durante il suo tortuoso cammino. Come G\u00f2ngora, il poeta di corte rivale al quale rivolgeva le sue pi\u00f9 aspre tenzoni. O l\u2019odiato duca di Olivares, causa per lui di infinite disgrazie. Ma capace, quello stesso destino, quella stessa memoria, di riaffiorare qua e l\u00e0 tra racconti folkloristici e monografie storiche. Nei luoghi che lo hanno ospitato, cullato, o addirittura condannato. <strong>Luoghi tra i quali rientra anche la nostra Sicilia, che per Quevedo fu casa e trampolino di lancio. Apogeo e rimpianto.<\/strong> Qui, nei confini della Trinacria, matur\u00f2 infatti il sodalizio umano e professionale con il duca di Osuna, destinato a diventare Vicer\u00e9 dell\u2019isola. Qui prese forma il progetto che lo consegn\u00f2 \u2013 nel bene e nel male \u2013 definitivamente alla leggenda. Non pi\u00f9 soltanto come poeta virtuoso e diplomatico poco ortodosso. Bens\u00ec come spia, cavaliere errante e reietto. Prigioniero in cerca di riscatto.<\/p>\n<p>Quando Pedro T\u00e9llez-Gir\u00f3n, III duca di Osuna, venne nominato Vicer\u00e9 di Sicilia nel 1611, Quevedo, che gi\u00e0 in Spagna aveva ammaliato il suo nobile signore con l\u2019estro del proprio carisma, giunse nell\u2019isola come suo pi\u00f9 fidato collaboratore per diretto volere del re Filippo III. Sognavano, quei due rampanti e smaliziati politicanti, di incidere il loro nome nel libro delle imprese pi\u00f9 sensazionali. Di espandere la loro influenza bel al di l\u00e0 della sede che gli era stata assegnata. Giorno e notte, coltivando il suo gi\u00e0 prodigioso talento, il poeta iberico affinava le sue abilit\u00e0 linguistiche \u2013 Paolo Antonio di Tarsia, uomo di chiesa pugliese che dopo la morte raccolse i fatti e le indiscrezioni pi\u00f9 significativi in una <a href=\"https:\/\/www.repubblica.it\/venerdi\/libri\/2016\/02\/08\/news\/vita_di_quevedo_nerd_spadaccino_del_secolo_d_oro-132958162\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">singolare biografia<\/a>, racconta che fossero almeno sette le lingue parlate fluentemente dallo scrittore, compreso il latino, l\u2019arabo, l\u2019ebraico e l\u2019italiano \u2013 e tesseva nell\u2019ombra trame destinate a scuotere l\u2019Europa. Nel giro di pochi anni, la premiata ditta ottenne anche il controllo su Napoli. L\u2019ultimo passo prima di puntare alla suprema ambizione: quella di scippare a Venezia il dominio dell\u2019Adriatico e prendere il controllo delle rotte commerciali dirette verso Oriente. <strong>Nel 1618, quella che gli venne affidata \u2013 e che pass\u00f2 alla storia come la congiura di Bedmar, dal nome del diplomatico spagnolo che favor\u00ec il transito dei suoi connazionali nel territorio della Serenissima \u2013 fu una vera missione impossibile: catturare il sorvegliatissimo Doge e trasferirlo come ostaggio proprio a Napoli<\/strong>. Nemmeno l\u2019inventiva di Quevedo fu sufficiente per portare a compimento il piano. A pochi giorni dalla sua messa in atto, il manipolo di uomini guidato dal poeta fu intercettato dalle autorit\u00e0 veneziane. Molti trovarono la morte. <strong>Ci volle tutto l\u2019ingegno di cui era dotato per sfuggire a quella folle rincorsa: accartocciato in un mantello dalle tinte scure, le stesse dei vicoli che dovette attraversare per non dare nell\u2019occhio, scivolando tra un canale e l\u2019altro, dovette sfoggiare la sua parlata veneziana<\/strong> \u2013 appresa proprio per l\u2019occasione \u2013 <strong>per depistare le indagini e garantirsi un corridoio di fuga<\/strong>. Una mirabolante uscita di scena, degna del Lupin di Maurice Leblanc o del Diabolik delle sorelle Giussani. Che, tuttavia, non gli valse l\u2019impunit\u00e0. I sospetti ricaddero subito su di lui e sul duca di Osuna. Filippo III si ritrov\u00f2 costretto a deporli entrambi. Fu la fine di un sogno. O forse di una follia.<\/p>\n<p>La morte del sovrano e l\u2019ascesa al trono di Filippo IV, e del suo fidato primo ministro Olivares, fecero il resto. Incarcerato nel 1621, Osuna mor\u00ec in cella tre anni dopo. Quevedo, inizialmente esiliato, venne riammesso a corte. Tent\u00f2 perfino di sposarsi, contravvenendo alla sua avversione per le relazioni stabili, nel tentativo di garantirsi una dote. Ma la sorte, che tanto aveva alimentato la scintilla della sua eccentricit\u00e0, si era ormai voltata dall\u2019altra parte. Un suo appunto apertamente polemico contro Olivares \u2013 anche se gli storici sostengono che il reale motivo fu il suo tentativo di cospirare con i francesi per rimuovere la governance spagnola che lo aveva relegato ad un ruolo marginale \u2013 gli valse una nuova incarcerazione. Da cui non si riprese sostanzialmente pi\u00f9. Mor\u00ec nel 1645, consunto e impoverito.<\/p>\n<p>E chiss\u00e0 se negli anni di prigionia si sia mai, figurativamente, voltato indietro ai giorni siciliani, quando il brulicare delle strade gli suggeriva brillanti satire e gli scorci naturali istanti di preziosa meditazione. A quando il tanto che possedeva nono sembrava mai abbastanza. A quando la condanna degli spiriti inquieti, che cercano senza sapere cosa o perch\u00e9, lo aveva sovrastato. Di certo ebbe modo di tornare alle ampie sale della corte madrilena, o a quelle del Palazzo dei Vicer\u00e9 di Palermo. Quando Osuna, svestiti i panni del governatore e del congiurato, gli appariva come un intimo confessore. Proprio in occasione della sua morte Quevedo compose una delle sue pi\u00f9 belle e celebri liriche: In morte del Duca di Osuna. Un vero concentrato di ricordi, nel bel mezzo del quale fa la sua comparsa maestosa la Sicilia: \u00ab<strong>Venir men pot\u00e9 la patria al grande Osuna, \/ ma non alla difesa le sue imprese; \/ morte e carcer la Spagna gli diede, \/ cui egli schiava aveva fatto la fortuna. \/ Rimpianser le proprie invidie, a una a una, \/ con la sua nazione le straniere. \/ Sua tomba son di Fiandra le campagne, \/ e il suo epitaffio la sanguigna Luna. \/ S\u2019incendi\u00f2 per le sue esequie anche il Vesuvio, \/ Partenope e Trinacria al Mongibello; \/ il pianto militar crebbe a diluvio. \/ Di Marte avr\u00e0 in ciel luogo migliore; \/ la Mosa, il Reno, il Tago ed il Danubio \/ mormorano con lamento il lor dolore<\/strong>\u00bb. Conclusione barocca, eterea, onirica se ce n\u2019\u00e8 una. Profondamente spagnola e siciliana. Conclusione di un uomo mai domo e mai sazio di conoscenza, mai sazio di s\u00e9. Immerso nel suo tempo e nelle persone che lo popolavano. Eterno disertore delle regole e delle ipocrisie. Ingannatore tradito dalla sua stessa scaltrezza.<\/p>\n<p>(Immagine in copertina realizzata con OpenAI)<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.sicilianpost.it\/category\/rubriche\/sicilitudine\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"732\" height=\"160\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/sicilitudine.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-7633\"  \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Conosciuto come uno dei grandi nomi del Secolo d\u2019Oro spagnolo, fu in realt\u00e0, tra \u2018500 e \u2018600, molto&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":108037,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1445],"tags":[1608,75693,75691,203,204,1537,90,89,10515,1609,6652,75692,5991,75695,75690,75694],"class_list":{"0":"post-108036","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-libri","8":"tag-books","9":"tag-congiura-di-bedmar","10":"tag-duca-di-osuna","11":"tag-entertainment","12":"tag-intrattenimento","13":"tag-it","14":"tag-italia","15":"tag-italy","16":"tag-letteratura","17":"tag-libri","18":"tag-palermo","19":"tag-quevedo","20":"tag-sicilia","21":"tag-sicilitudine","22":"tag-spagnoli-in-sicilia","23":"tag-vicer"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/108036","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=108036"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/108036\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/108037"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=108036"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=108036"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=108036"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}