{"id":108299,"date":"2025-09-14T17:32:13","date_gmt":"2025-09-14T17:32:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/108299\/"},"modified":"2025-09-14T17:32:13","modified_gmt":"2025-09-14T17:32:13","slug":"la-legge-europea-sul-chat-control-e-a-un-punto-di-svolta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/108299\/","title":{"rendered":"La legge europea sul Chat Control \u00e8 a un punto di svolta"},"content":{"rendered":"<p>Il regolamento sul cosiddetto \u201c<a href=\"https:\/\/www.lindipendente.online\/2025\/08\/18\/la-danimarca-rilancia-il-chat-control-lue-verso-la-sorveglianza-di-massa-delle-comunicazioni-private\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">EU Chat Control<\/a>\u201d \u00e8 arrivato a una fase decisiva: l\u2019UE si prepara a votare una norma che imporrebbe alle piattaforme di messaggistica di installare algoritmi capaci di scansionare messaggi, immagini e file privati, anche cifrati end-to-end, per scandagliare messaggi, immagini, video, note vocali alla ricerca di abusi sessuali su minori. Presentata come una misura necessaria per proteggere i bambini online, l\u2019iniziativa comporterebbe, per\u00f2, un <strong>controllo preventivo e generalizzato delle comunicazioni private<\/strong>. Non si tratterebbe, infatti, di indagini mirate, ma di una sorveglianza estesa a ogni cittadino, con il rischio di errori, falsi positivi e intrusioni indebite. Le istituzioni europee giustificano il progetto con l\u2019aumento dei casi di pedofilia, pedopornografia e adescamento di minori, fenomeni in crescita in diversi Stati membri, soprattutto tra adolescenti. Esperti e attivisti avvertono, invece, che forzare la cifratura esporrebbe milioni di utenti a <strong>vulnerabilit\u00e0<\/strong> sfruttabili non solo dalle autorit\u00e0, ma anche da hacker e criminali informatici. Il pericolo \u00e8 che le chat private vengano trasformate in spazi sorvegliati per definizione, dove la promessa di sicurezza si traduce in <strong>sorveglianza di massa<\/strong> e in un indebolimento sostanziale dei diritti fondamentali. Se approvato, il regolamento creerebbe un obbligo per le piattaforme, compreso il caricamento di contenuti sospetti su database centralizzati per confronti con materiale illecito.<\/p>\n<p>Sul piano politico, il campo si sta dividendo con chiarezza, senza che vi sia ancora una maggioranza certa. Allo stato attuale, oltre la met\u00e0 dei Paesi appoggia la proposta, avanzata per la prima volta nel maggio 2022 dall\u2019allora Commissaria UE per gli Affari interni, Ylva Johansson. Attualmente, <strong>15 Stati <\/strong>sostengono la proposta, <strong>8 Stati <\/strong>si oppongono<strong> <\/strong>ufficialmente, e <strong>4 sono indecisi<\/strong>, come riporta la piattaforma online <a href=\"https:\/\/fightchatcontrol.eu\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">Fightchatcontrol.eu<\/a>. Tra quelli <strong>contrari<\/strong> ci sono Austria, Belgio, Germania, Lussemburgo, Repubblica Ceca, Finlandia, Paesi Bassi e Polonia. Dopo alcune titubanze, il governo tedesco guidato dal cancelliere Merz ha confermato l\u2019opposizione espressa con forza dal precedente esecutivo Spd-Verdi-Liberali. Nei Paesi contrari emerge una crescente consapevolezza tecnica: si avverte che l\u2019introduzione di meccanismi di scansione preventiva comprometterebbe gli standard di sicurezza, trasformando la cifratura end-to-end in un guscio fragile. Le backdoor o i bypass necessari per consentire i controlli aprirebbero inevitabilmente varchi a intrusioni, abusi e attacchi da parte di soggetti malintenzionati. <strong>Tra i sostenitori figurano Italia, Francia e Spagna<\/strong>. Gli indecisi<strong> <\/strong>comprendono Estonia, Grecia, Romania e Slovenia. Nel Parlamento Europeo la difficolt\u00e0 non \u00e8 solo nazionale, ma parlamentare: critiche arrivano da gruppi che normalmente non si schierano insieme \u2013 Verdi, Alleanza Libera Europea, parte dei social-liberali, alcuni eurodeputati identitari o \u201cpopulisti\u201d \u2013 tutti accomunati dalla convinzione che \u00abproteggere i bambini online \u00e8 possibile senza una sorveglianza di massa\u00bb. Sul fronte dei conservatori, anche l\u2019europarlamentare finlandese del Partito Popolare Europeo (Ppe), Aura Salla, ha affermato che il regolamento \u00abpone un rischio enorme di esporre le nostre comunicazioni e foto private\u00bb. Le opposizioni non negano la gravit\u00e0 del fenomeno degli abusi su minori, ma rifiutano che la risposta debba passare necessariamente attraverso un controllo generalizzato e obbligatorio delle comunicazioni private. Secondo uno <a href=\"https:\/\/www.europarl.europa.eu\/doceo\/document\/E-10-2025-003250_EN.html\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">studio<\/a> disposto dal Parlamento Europeo e presentato alla Commissione su Libert\u00e0 Civili, Giustizia e Affari Interni, il regolamento rischia, infatti, di avere un impatto negativo per l\u2019<strong>elevato tasso di errore<\/strong> sul rilevamento degli abusi nei messaggi e nei file, a partire dai contenuti diffusi dagli utenti in modo consensuale.<\/p>\n<p>Alla soglia del voto, la questione non \u00e8 pi\u00f9 soltanto tecnica, ma politica e culturale: se approvata, la norma introdurrebbe per la prima volta un sistema di controllo preventivo e obbligatorio sulle comunicazioni private. L\u2019impatto sarebbe dirompente: ogni messaggio, anche tra cittadini privi di qualsiasi sospetto, verrebbe sottoposto a un <strong>filtro algoritmico<\/strong>, svuotando il principio stesso della riservatezza sancito dagli articoli 7 e 8 della <a href=\"https:\/\/www.europarl.europa.eu\/charter\/pdf\/text_it.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">Carta dei diritti fondamentali dell\u2019UE<\/a>. Dal punto di vista della sicurezza, l\u2019imposizione di backdoor o sistemi di scansione all\u2019interno delle piattaforme cifrate aprirebbe <strong>vulnerabilit\u00e0<\/strong> che potrebbero essere sfruttate non solo dalle autorit\u00e0, ma anche da hacker, criminali e potenze straniere. Il <strong>monitoraggio generalizzato<\/strong> produrrebbe, inoltre, una mole enorme di dati sensibili da gestire e archiviare, con il rischio di abusi, fughe di informazioni e perdita di controllo da parte degli utenti. La fallibilit\u00e0 degli algoritmi non \u00e8 un dettaglio tecnico: <strong>falsi positivi<\/strong> potrebbero portare a segnalazioni ingiuste (come gi\u00e0 avviene con la \u201cpolizia predittiva\u201d), criminalizzando conversazioni private, immagini innocue o scambi professionali tutelati dal segreto medico, legale o giornalistico. Un simile contesto favorirebbe l\u2019autocensura e inciderebbe sulla libert\u00e0 d\u2019espressione, trasformando il diritto a comunicare in un\u2019attivit\u00e0 sottoposta a <strong>sorveglianza preventiva<\/strong>. A queste criticit\u00e0 si aggiunge il rischio politico: un regolamento percepito come invasivo eroderebbe la fiducia dei cittadini nelle istituzioni europee, aprendo la strada a un modello di sospetto generalizzato. Anche sul piano economico, gli operatori tecnologici si troverebbero a fronteggiare costi elevati, nuovi rischi legali e una concorrenza alterata. Senza un controllo parlamentare stringente, trasparenza assoluta e tutela effettiva della crittografia, il regolamento rischia di trasformarsi in un apparato di sorveglianza istituzionalizzato, pi\u00f9 che in uno strumento di protezione. Dall\u201911 settembre a oggi, in nome della sicurezza, si stanno erodendo privacy e diritti fondamentali, legittimando norme draconiane e imponendo misure liberticide. Al di l\u00e0 della retorica, non tutto ci\u00f2 che promette protezione garantisce sicurezza, e <strong>non tutto ci\u00f2 che proclama sicurezza tutela davvero la libert\u00e0<\/strong>.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" data-lazyloaded=\"1\" alt=\"Avatar photo\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/1757871133_879_cropped-firma-author-sq-96x96.png\"  class=\"avatar avatar-96 photo\" height=\"96\" width=\"96\"\/>Enrica Perucchietti<\/p>\n<p class=\"li-author-box__bio\">Laureata con lode in Filosofia, vive e lavora a Torino come giornalista, scrittrice ed editor. Collabora con diverse testate e canali di informazione indipendente. \u00c8 autrice di numerosi saggi di successo. Per L\u2019Indipendente cura la rubrica Anti fakenews.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il regolamento sul cosiddetto \u201cEU Chat Control\u201d \u00e8 arrivato a una fase decisiva: l\u2019UE si prepara a votare&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":108300,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[160],"tags":[75855,75856,29123,14,164,165,58808,90,166,7,15,12618,11,167,12,168,161,162,163],"class_list":{"0":"post-108299","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-mondo","8":"tag-abuelas","9":"tag-chat-control","10":"tag-crittografia","11":"tag-cronaca","12":"tag-dal-mondo","13":"tag-dalmondo","14":"tag-diritti-civili","15":"tag-italia","16":"tag-mondo","17":"tag-news","18":"tag-notizie","19":"tag-privacy","20":"tag-ultime-notizie","21":"tag-ultime-notizie-di-mondo","22":"tag-ultimenotizie","23":"tag-ultimenotiziedimondo","24":"tag-world","25":"tag-world-news","26":"tag-worldnews"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/108299","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=108299"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/108299\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/108300"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=108299"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=108299"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=108299"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}