{"id":108396,"date":"2025-09-14T18:45:24","date_gmt":"2025-09-14T18:45:24","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/108396\/"},"modified":"2025-09-14T18:45:24","modified_gmt":"2025-09-14T18:45:24","slug":"retrospettiva-su-slavko-kopac-a-firenze","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/108396\/","title":{"rendered":"Retrospettiva su Slavko Kopa\u010d a Firenze"},"content":{"rendered":"<p>                        di<br \/>\n\t\t\t\t                    <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/1846p_redazione-finestre-sull-arte.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><br \/>\n                    Redazione <\/a><br \/>\n                    , scritto il 13\/09\/2025<br \/>\n\t\t<br \/>Categorie:  <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/flash-news\/2c-mostre.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Mostre<\/a>                             \/ Argomenti: <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/tag\/surrealismo.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Surrealismo<\/a> &#8211; <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/tag\/firenze.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Firenze<\/a> &#8211; <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/tag\/art-brut.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Art Brut<\/a> &#8211; <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/tag\/arte-informale.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Arte Informale<\/a> <\/p>\n<p>\n                Dal 13 settembre al 13 novembre 2025 la Sala delle Esposizioni dell\u2019Accademia delle Arti del Disegno di Firenze accoglie la prima grande retrospettiva italiana dedicata all\u2019artista franco-croato Slavko Kopa\u010d.\u00a0            <\/p>\n<p>Dal 13 settembre al 13 novembre 2025 la Sala delle Esposizioni dell\u2019<strong>Accademia delle Arti del Disegno di Firenze<\/strong> accoglie la mostra Slavko Kopa\u010d. Il tesoro nascosto. Arte informale, surrealismo, art brut, curata da Roberta Trapani e Pietro Nocita. Si tratta della <strong>prima grande retrospettiva italiana<\/strong> dedicata all\u2019artista franco-croato<strong> Slavko Kopa\u010d<\/strong> (1913-1995), figura centrale della<strong> Compagnie de l\u2019Art Brut<\/strong> e primo conservatore della <strong>Collection de l\u2019Art Brut<\/strong> fondata da Jean Dubuffet. L\u2019esposizione segna il ritorno dell\u2019artista a Firenze, a ottant\u2019anni dalla personale del 1945 presso la Galleria Michelangelo, per riscoprire una produzione tanto originale quanto complessa. Apprezzato da figure come<strong> Andr\u00e9 Breton<\/strong>, <strong>Jean Dubuffet<\/strong> e <strong>Michel Tapi\u00e9<\/strong>, Kopa\u010d seppe incarnare lo spirito innovatore e interdisciplinare di un\u2019epoca che, dalle rovine della guerra, cercava nuove forme di rinascita culturale.<\/p>\n<p>Tra le<strong> oltre cento opere<\/strong> esposte spiccano lavori significativi come Graffiti (1949), manifesto della sua poetica che anticipa sperimentazioni estetiche successive, e Cavalli (1948), dipinto del periodo fiorentino in cui si intravede gi\u00e0 l\u2019interesse per l\u2019arte rupestre e parietale, restituiti attraverso una cifra stilistica visionaria. Sono presenti anche le tele materiche degli anni Sessanta, come Le Gemelle e Lupo Mannaro, insieme a opere che riflettono la sua costante fascinazione per l\u2019archetipo femminile, inteso come forza generatrice e protettiva. In questo contesto si colloca la serie delle Maternit\u00e0, della quale un intenso disegno a inchiostro e pastello su carta \u00e8 stato scelto come immagine guida della mostra.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Slavko Kopa\u010d, Cavalli (1947; olio su tela, 61 x 81 cm)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/slavco-kopac-cavalli.jpg\" width=\"750\" height=\"562\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nSlavko Kopa\u010d, Cavalli (1947; olio su tela, 61 x 81 cm)&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Slavko Kopa\u010d, Omaggio a Cristoforo Colombo (1949; olio su tela, 54 x 65 cm)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/slavco-kopac-omaggio-a-cristoforo-colombo.jpg\" width=\"750\" height=\"633\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nSlavko Kopa\u010d, Omaggio a Cristoforo Colombo (1949; olio su tela, 54 x 65 cm)&#13;<\/p>\n<p>Il percorso espositivo ruota attorno a <strong>due momenti fondamentali<\/strong>: il <strong>periodo fiorentino<\/strong> (1943-1948), segnato dal conflitto e dalla ricostruzione, in cui Kopa\u010d svilupp\u00f2 un linguaggio personale che gli valse un rapido riconoscimento internazionale; e il <strong>periodo parigino<\/strong>, dove divenne figura di riferimento tra surrealismo, informale e art brut \u2014 quest\u2019ultima non praticata direttamente, ma da lui strenuamente difesa e promossa.<\/p>\n<p>A Parigi, nell\u2019estate del 1948, l\u2019incontro con<strong> Jean Dubuffet<\/strong> segn\u00f2 l\u2019inizio di una lunga collaborazione: Kopa\u010d entr\u00f2 nel progetto della Compagnie de l\u2019Art Brut, alla quale si dedic\u00f2 fino all\u2019apertura al pubblico, nel 1976, della Collection de l\u2019Art Brut a Losanna. Negli stessi anni si leg\u00f2 ad <strong>Andr\u00e9 Breton<\/strong>, che ne apprezz\u00f2 l\u2019universo immaginifico e simbolico, includendolo nella cerchia surrealista. Nel 1949 illustr\u00f2 il poema Au regard des divinit\u00e9s di Breton, pubblicato in tiratura limitata con calligrafia dell\u2019autore e disegni originali; nel 1953 espose alla galleria \u00c0 l\u2019\u00c9toile Scell\u00e9e e l\u2019anno successivo realizz\u00f2 con Breton un<strong> poema-oggetto a quattro mani<\/strong>, testimonianza del loro sodalizio artistico. Nonostante i rapporti intensi con i surrealisti, Kopa\u010d mantenne sempre una posizione autonoma, senza aderire formalmente al gruppo.<\/p>\n<p>Nel 1952, Michel Tapi\u00e9 lo incluse nel celebre saggio Un Art Autre, riconoscendolo tra i protagonisti della nuova sensibilit\u00e0 informale, accanto a Fautrier, Wols, Michaux, Burri, de Kooning, Soulages e Dubuffet. Una tendenza artistica che, nel clima del dopoguerra, avvertiva l\u2019urgenza di azzerare i codici, tornando alle radici istintive e primordiali del gesto creativo. Attraverso un ampio insieme di oli, disegni, acquerelli, libri d\u2019artista, poemi visivi, collage, assemblaggi e ceramiche, opere che coprono l\u2019arco dal dopoguerra agli anni Sessanta, la mostra racconta quindi l\u2019universo poetico e visionario di Slavko Kopa\u010d.<\/p>\n<p>Artista indipendente per vocazione, esplora con assoluta libert\u00e0 pittura, disegno e scultura, sperimentando materiali eterogenei e soluzioni formali innovative. Il suo linguaggio, in continua metamorfosi, nasce da impulsi spontanei e tensioni liriche, dando vita a forme ibride che evocano un immaginario arcaico e universale: una ricerca dell\u2019arte come<strong> gesto originario<\/strong>, privo di filtri e convenzioni.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Slavko Kopa\u010d, Maternit\u00e0 (1949; pastello su carta, 22,5 x 26,5 cm)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/slavco-kopac-maternita.jpg\" width=\"750\" height=\"629\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nSlavko Kopa\u010d, Maternit\u00e0 (1949; pastello su carta, 22,5 x 26,5 cm)&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Slavko Kopa\u010d, Graffiti (1949; olio su tela, 54 x 73 cm)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/slavco-kopac-graffiti.jpg\" width=\"750\" height=\"556\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nSlavko Kopa\u010d, Graffiti (1949; olio su tela, 54 x 73 cm)&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Slavko Kopa\u010d, Nuova Arca (1947; tecnica mista su carta, 47,7 x 65,5 cm)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/slavco-kopac-nuova-arca.jpg\" width=\"750\" height=\"539\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nSlavko Kopa\u010d, Nuova Arca (1947; tecnica mista su carta, 47,7 x 65,5 cm)&#13;<\/p>\n<p>Accanto alle sue opere, l\u2019esposizione presenta documenti d\u2019archivio e lavori di artisti e intellettuali che hanno influenzato e accompagnato il suo percorso, tra cui Jean Dubuffet, Jean Paulhan, Cesare Zavattini, Michel Tapi\u00e9, Andr\u00e9 Breton \u2014 che custod\u00ec alcune opere di Kopa\u010d nella propria collezione \u2014 e<strong> Giordano Falzoni<\/strong> (1925-1998), artista e critico poliedrico. Fu proprio Falzoni, poco pi\u00f9 che ventenne, a introdurre in Italia il dibattito su Dubuffet, con articoli pubblicati su Il Mondo Europeo (1947) e Les Cahiers de la Pl\u00e9iade (1948), divenendo corrispondente italiano della Compagnie de l\u2019Art Brut. A lui si deve l\u2019ingresso nel panorama culturale italiano delle nozioni di Art Brut e Arte Informale, cos\u00ec come la valorizzazione in Francia dell\u2019idea di homo ludens come chiave interpretativa dell\u2019arte: strumenti decisivi non solo per comprendere l\u2019opera di Kopa\u010d, ma anche per interpretare le trasformazioni radicali che segnarono l\u2019arte del dopoguerra.<\/p>\n<p>In occasione della mostra SLAVKO KOPA\u010c. Il tesoro nascosto. Arte informale, surrealismo, art brut sar\u00e0 pubblicato l\u2019omonimo volume monografico, a cura di Roberta Trapani. Il libro, che si avvale della prefazione di Bernard Blist\u00e8ne \u2013 direttore onorario del Centre Pompidou e promotore dell\u2019acquisizione di dodici opere di Kopa\u010d per la collezione del museo parigino \u2013 sar\u00e0 presentato a Firenze il 17 ottobre nel corso di una giornata di studi ospitata dal Museo Novecento e dall\u2019Istituto Francese. All\u2019incontro interverranno gli autori dei saggi raccolti nel volume: Michele Amedei (Universit\u00e0 di Pisa), Katherine Conley (The College of William &amp; Mary, Virginia), D\u00e9borah Lehot-Couette (Fondation Dubuffet), Fabrice Flahutez (Institut Universitaire de France), Pauline Goutain (Mus\u00e9e Roger Quillot, Clermont-Ferrand), Luca Macchi (Accademia delle Arti del Disegno), Kent Mitchell Minturn (Columbia University, New York), Pietro Nocita, Susanna Ragionieri (ABAFI), Roberta Serpolli (Universit\u00e0 Ca\u2019 Foscari, Venezia), e la curatrice stessa. Il volume, edito da 5 Continents Editions, \u00e8 pubblicato in tre lingue: italiano, inglese e francese.<\/p>\n<p>La pubblicazione, come la mostra, \u00e8 resa possibile grazie al sostegno dell\u2019Associazione ArtRencontre &#8211; Pola, Tamara e Kristijan Flori\u010di\u0107, Maja Ivi\u0107.<\/p>\n<p>La mostra, realizzata con il patrocinio del Ministero della Cultura croato, della Regione Toscana e del Comune di Firenze, \u00e8 promossa e organizzata dall\u2019Accademia delle Arti del Disegno, da ArtRencontre e dalla Kopa\u010d Committee Association, in collaborazione con Museo Novecento Firenze, Accademia di Belle Arti di Firenze, Institut Fran\u00e7ais Firenze, BBS Pro e MUS.E Firenze.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Slavko Kopa\u010d, Stagione - Primavera (1966; tecnica mista su tela, 65 x 54 cm)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/slavco-kopac-stagione-primavera.jpg\" width=\"750\" height=\"907\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nSlavko Kopa\u010d, Stagione &#8211; Primavera (1966; tecnica mista su tela, 65 x 54 cm)&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Slavko Kopa\u010d, Madonna (1947-1948; acquerello e inchiostro su carta, 32 x 23,8 cm)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/slavco-kopac-madonna.jpg\" width=\"750\" height=\"996\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nSlavko Kopa\u010d, Madonna (1947-1948; acquerello e inchiostro su carta, 32 x 23,8 cm)&#13;<\/p>\n<p>Dichiarazioni<\/p>\n<p>\u201cL\u2019Accademia delle Arti del Disegno ospita con particolare piacere la retrospettiva di Slavko Kopa\u010d, pittore internazionale dalla forte carica innovativa. L\u2019artista croato merita d\u2019essere ricordato e riconosciuto specialmente a Firenze, la citt\u00e0 che contribu\u00ec alla sua formazione nei difficili anni segnati dalla guerra\u201d, ha dichiarato <strong>Cristina Acidini<\/strong>, Presidente dell\u2019Accademia delle arti del disegno.<\/p>\n<p>\u201cUna grande retrospettiva dedicata ad un artista enigmatico e fondamentale del Novecento, dedicata a \u201dSlavko Kopa\u010d che non \u00e8 solo un omaggio a un grande artista, ma \u00e8 un\u2019opportunit\u00e0 per la nostra citt\u00e0 di rafforzare il suo ruolo come centro di eccellenza e dialogo culturale internazionale&#8221;, ha affermato l\u2019assessore alla cultura <strong>Giovanni Bettarini<\/strong>. \u201cLa figura di Slavko Kopa\u010d \u00e8 stata centrale nel panorama artistico del secondo dopoguerra: ha plasmato un linguaggio visivo unico ed ha contribuito in modo decisivo alla nascita e alla promozione dell\u2019Art Brut , lavorando a stretto contatto con luminari come Jean Dubuffet e Andr\u00e9 Breton. Il suo ritorno a Firenze, dopo la sua mostra personale del 1945, \u00e8 un momento di grande significato, un ponte tra il suo passato fiorentino e la sua successiva affermazione a Parigi\u201d.<\/p>\n<p>\u201c\u00c8 un grande onore e piacere per l\u2019Associazione ArtRencontre presentare l\u2019eredit\u00e0 artistica di Slavko Kopa\u010d a Firenze, la citt\u00e0 in cui ha studiato e vissuto la sua liberazione artistica. Kopa\u010d ha sempre portato Firenze nel cuore. Diceva: \u201dQuesta mia purificazione, se cos\u00ec possiamo chiamarla, \u00e8 iniziata in Italia. Ero l\u00ec durante la guerra, c\u2019era un gruppo di persone, artisti, pittori, persone intelligenti che studiavano materie scientifiche e altre cose grandiose . Firenze era un centro vivo da cui scaturivano grandi riflessioni e dibattiti. Ogni giorno ci incontravamo all\u2019ombra del Battistero di fronte al Duomo, trascorrendo ore e ore a parlare. Tutto \u00e8 iniziato qui&#8221;, ha commentato <strong>Tamara<\/strong> <strong>Flori\u010di\u010d<\/strong>, Associazione ArtRencontre.<\/p>\n<p>\u201cL\u2019Accademia di Belle Arti di Firenze \u00e8 particolarmente felice di partecipare alla mostra dedicata all\u2019artista Slavko Kopac, studente nella classe di pittura dal 1942 e allievo del Presidente Felice Carena fino al 1948, apprezzato da tutto il mondo accademico e particolarmente sostenuto da Ugo Colacicchi anche nei suoi primi passi professionali\u201d, ha aggiunto <strong>Gaia Bindi<\/strong>, Direttrice dell\u2019Accademia di Belle Arti di Firenze.<\/p>\n<p>Orari: Da marted\u00ec a domenica dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19.<br \/>Chiuso il luned\u00ec. Ingresso gratuito.<\/p>\n<p>Informazioni sulla mostra            <\/p>\n<p>                Se ti \u00e8 piaciuto questo articolo abbonati a Finestre sull&#8217;Arte.<br \/>\n\t\t\t\t\t\tal prezzo di 12,00 euro all&#8217;anno avrai accesso illimitato agli articoli pubblicati sul sito di Finestre sull&#8217;Arte e ci aiuterai a crescere e<br \/>\n\t\t\t\t\t\ta<br \/>\n\t\t\t\t\t\tmantenere la nostra informazione libera e indipendente.<br \/>\n\t\t\t\t\t\t<a href=\"https:\/\/shop.finestresullarte.info\/carrello\/?add-to-cart=8971\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">ABBONATI&#13;<br \/>\n\t\t\t\t\t\tA <br \/>FINESTRE SULL&#8217;ARTE<\/a><br \/>\n                    <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Redazione , scritto il 13\/09\/2025 Categorie: Mostre \/ Argomenti: Surrealismo &#8211; Firenze &#8211; Art Brut &#8211; Arte&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":108397,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1446],"tags":[75888,1615,1613,75889,1614,1611,1610,1612,203,2266,204,1537,90,89,75887],"class_list":{"0":"post-108396","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-arte-e-design","8":"tag-art-brut","9":"tag-arte","10":"tag-arte-e-design","11":"tag-arte-informale","12":"tag-arteedesign","13":"tag-arts","14":"tag-arts-and-design","15":"tag-design","16":"tag-entertainment","17":"tag-firenze","18":"tag-intrattenimento","19":"tag-it","20":"tag-italia","21":"tag-italy","22":"tag-surrealismo"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/108396","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=108396"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/108396\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/108397"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=108396"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=108396"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=108396"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}