{"id":109112,"date":"2025-09-15T05:28:21","date_gmt":"2025-09-15T05:28:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/109112\/"},"modified":"2025-09-15T05:28:21","modified_gmt":"2025-09-15T05:28:21","slug":"moser-e-le-due-rinascite-quella-del-friuli-assomiglia-al-mio-record-dellora","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/109112\/","title":{"rendered":"Moser e le due rinascite: \u00abQuella del Friuli assomiglia al mio record dell\u2019ora\u00bb"},"content":{"rendered":"<p><strong>Rinascita. Francesco Moser \u2013 273 corse vinte in carriera, a 74 anni in formissima, semplicemente un mito del ciclismo, uno che per anni se dicevi bicicletta ti rispondevano Moser o al massimo \u00abno io tifo Saronni ma anche Moser \u00e8 fortissimo\u00bb, perch\u00e9 non come ora l\u2019Italia era il centro di gravit\u00e0 permanente di questo sport \u2013 da dove partiamo?<\/strong> <\/p>\n<p>\u00abDa quella del Friuli, una terra meravigliosa e da Gemona, dove ci vedremo venerd\u00ec a \u201cSport Business Forum\u201d. Perch\u00e9 non si pu\u00f2 che partire ricordando quella tragedia che colp\u00ec il nostro Paese ormai quasi 50 anni fa. C\u2019\u00e8 una cosa che mi ha colpito molto su tutte in questi anni in cui sono tornato dalle vostre parti\u00bb. <\/p>\n<p>\u00abBeh, gi\u00e0 nemmeno dieci anni dopo tornando in Friuli si respirava un\u2019aria di rinascita. Le case erano state ricostruite cos\u00ec come erano prima di quei giorni maledetti, la gente le ha volute ricostruire cos\u00ec, recuperando anche le vecchie pietre\u00bb. <\/p>\n<p><strong>Gemona e Venzone sono state ricostruite proprio cos\u00ec&#8230;<\/strong> <\/p>\n<p>\u00abMentre, ad esempio, all\u2019Aquila e in Abruzzo, altra terra meravigliosa, la gente aspetta ancora il pieno completamento della ricostruzione\u00bb. <\/p>\n<p><strong>Che ricordi ha di quel 1976?<\/strong> <\/p>\n<p>\u00abUn anno prima avevo debuttato al Tour de France prendendo la maglia gialla nel prologo di Charleroi beffando un certo Eddy Merckx, in quel 1976 volevo tornare al Giro per fare bene. Ma alla partenza da Catania, 50 anni fa il Giro partiva ancora verso la met\u00e0 di maggio, la vigilia fu turbata proprio dalle notizie che arrivavano dal Friuli. Morte, distruzione. Lo sport, il ciclismo che \u00e8 uno sport di strada, seguito dalla gente in strada, non pu\u00f2 restare indifferente a tragedie del genere. Vinsi tre tappe in quella corsa rosa, ricordo bene che noi corridori devolvemmo tutti i premi conquistati in quel Giro proprio alle vittime del Friuli\u00bb. <\/p>\n<p><strong>La prima corsa in Friuli dopo il terremoto?<\/strong> <\/p>\n<p>\u00abProprio il Giro del Friuli, corso mentre la terra tremava ancora. Lo ricordo come adesso. Era il settembre 1976, alloggiavamo in un albergo a Pordenone quando arriv\u00f2 la forte scossa che fece ripiombare di nuovo la vostra terra nel terrore. Quella gara la ricordo ancora, finii secondo, noi combattevamo a colpi di pedale per conquistare un trofeo e la terra intorno che tremava con la gente divisa tra la paura e la voglia di vivere un momento spensierato al passaggio della corsa. La terra quel giorno continu\u00f2 a tremare, anche se noi in bici mica la sentivamo tremare\u00bb. <\/p>\n<p>\u00abUna tappa indimenticabile. In origine la frazione doveva essere la Trieste-Conegliano, il grande patron Vincenzo Torriani s\u2019invent\u00f2 durante l\u2019inverno una modifica del tracciato con l\u2019inserimento di due semitappe, la Trieste-Gemona e la Gemona-Conegliano proprio per rendere omaggio a quelle terre martoriate e per dare un segno tangibile di vicinanza alla popolazione. Ricordo bene quella volata di Demeyer, ci fecero arrivare a Gemona bassa perch\u00e9 il centro storico era completamente distrutto. Intorno c\u2019erano ancora cumuli di macerie. Ricordo bene quel paio di ore di sosta tra l\u2019arrivo della prima semitappa e la partenza della seconda con il pranzo tra le rovine. Io ero in maglia rosa in quel Giro, l\u2019avrei persa due giorni dopo sulle Dolomiti da Pollentier, ero il pi\u00f9 acclamato. Da come ci accolsero quel giorno, noi corridori percepimmo chiaramente la volont\u00e0 di quella gente di rinascere. Ho corso in bici per oltre vent\u2019anni, ho girato il mondo, ho vinto tanto, ho anche perso, quella giornata \u00e8 stata una tra le pi\u00f9 intense della mia carriera. L\u2019Italia, il Paese intero, si mobilit\u00f2 per il Friuli. Ricordo che anche dalla mia Pal\u00f9 di Giovo in Trentino gli alpini in congedo partirono per aiutare il Friuli, mi pare di ricordare che andarono a dare una mano a Buja\u00bb. <\/p>\n<p><strong>Il paese di un\u2019altra maglia ciclamino del Giro come lei: Jonathan Milan.<\/strong> <\/p>\n<p>\u00abVede che le cose non nascono mai a caso e i campioni non emergono mai da un contesto banale. Ma ci ritorneremo a Milan perch\u00e9 prima c\u2019\u00e8 la mia rinascita&#8230;\u00bb. <\/p>\n<p><strong>Vero. Che, se non ricordiamo male, inizi\u00f2 proprio dal Friuli&#8230;<\/strong> <\/p>\n<p><strong>Giro 1983, Saronni vince a Udine, arrivo scelto per festeggiare il millenario della citt\u00e0, lei finisce quel Giro male. In molti la danno per finito. Invece?<\/strong> <\/p>\n<p>\u00abArriva la svolta della mia carriera. Il professor Conconi e l\u2019equipe Enervit: mi propongono nuove tecnologie, allenamenti mirati, cardiofreequenzimetro, alimentazione, bici con le ruote lenticolari e il manubrio speciale con l\u2019obiettivo di battere il record dell\u2019ora\u00bb. <\/p>\n<p>\u00abCi credo, sempre pi\u00f9. Perch\u00e9 con il passare degli alleamenti vedo che la cosa funziona. Batto il record dell\u2019ora e inizio quel 1984 magico che pass\u00f2 poi per la vittoria della Milano Sanremo e di quel Giro d\u2019Italia, che tanto avevo sognato. Poi batto un record dell\u2019ora all\u2019anno e corro altre quattro stagioni con altri due podi al Giro. Non \u00e8 un caso che l\u2019Enervit ora accompagni la carriera, tra gli altri, di due giganti come Pogacar e Sinner\u00bb. <\/p>\n<p><strong>Pogacar-Merckx: il paragone regge?<\/strong> <\/p>\n<p>\u00abBeh, ad ogni grande vittoria dello sloveno il paragone regge sempre pi\u00f9. Ho corso con Merckx, l\u2019ho anche battuto a Charleroi nel prologo del Tour del 1975 che poi avrebbe perso da Theuvenet. Era formidabile. Lo sloveno per essere come Eddy deve continuare con questo ritmo per qualche anno ancora. Non sar\u00e0 facile perch\u00e9 ha uno stile di corsa molto dispendioso, attacca sempre, \u00e8 uno spettacolo, guardate cosa ha fatto al Tour ma anche come si gioca e vince gare a lui non certo congeniali come il Fiandre, la Sanremo o la \u201cmia\u201d Roubaix\u00bb. <\/p>\n<p><strong>Moser, infine, parliamo della rinascita del ciclismo italiano? Quando?<\/strong> <\/p>\n<p>\u00abIntanto quando torneranno a esserci squadre italiane, perch\u00e9 ora di alto livello non ce ne sono pi\u00f9, quando invece ai miei tempi e fino a 15 anni fra, ancora dominavano il panorama mondiale. Poi quando queste squadre daranno fiducia ai nostri talenti e daranno loro ruoli chiave. Ora quei pochi campioni che abbiamo, e voi in Friuli ne avete uno che si chiama Milan, che dopo aver vinto tutto su pista si \u00e8 affermato come uno dei pi\u00f9 forti velocisti al mondo e l\u2019ha dimostrato nel palcoscenico pi\u00f9 importante del Toru del France, devono andare a correre all\u2019estero. Da Milan, Ganna e anche Giulio Pellizzari, che anche alla Vuelta ha fatto bene e si sta confermando un vero talento per le gare di tre settimane, per le corse a tappe si pu\u00f2 ripartire\u00bb.  <\/p>\n<p><strong>Moser ci rivediamo venerd\u00ec a Gemona&#8230;<\/strong> <\/p>\n<p>\u00abMolto volentieri, lo voglio rivedere quel centro storico ricostruito alla perfezione. \u00c8 una rinascita che assomiglia tanto al mio record dell\u2019Ora in Messico. Torner\u00f2 indietro di 49 anni\u00bb. Quando il ciclismo italiano era al centro del mondo, c\u2019erano campioni, corse a bizzeffe anche al sud e sponsor milionari.  <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Rinascita. 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