{"id":109450,"date":"2025-09-15T09:11:24","date_gmt":"2025-09-15T09:11:24","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/109450\/"},"modified":"2025-09-15T09:11:24","modified_gmt":"2025-09-15T09:11:24","slug":"da-ferruzzi-a-gardini-ascesa-e-caduta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/109450\/","title":{"rendered":"Da Ferruzzi a Gardini ascesa e caduta"},"content":{"rendered":"<p>Sulla storia di Serafino Ferruzzi e di suo genero Raul Gardini si \u00e8 scritto negli anni molto, probabilmente tutto quanto fosse lecito scrivere e, certamente, tutto quanto i famigliari, gli amici e i sodali d\u2019affari abbiano mai voluto o potuto svelare.\u00a0<\/p>\n<p>Il libro di Luciano Segreto, Il costruttore e il giocatore edito da Feltrinelli, rimane nel solco \u201cdel lecito e dello svelato\u201d con il grande merito di raccontare con lo sguardo dello storico dell&#8217;impresa ed esperto di economia e management, i momenti salienti dell\u2019epopea del Gruppo Ferruzzi, che nel giro di una ventina di anni, a partire degli anni \u201960, si \u00e8 trasformato da leader mondiale del trading dei cereali a secondo gruppo industriale del nostro paese, dietro solo alla Fiat degli Agnelli.\u00a0<\/p>\n<p>Nella storia dei Ferruzzi, peraltro archetipa del capitalismo familiare italiano, abbiamo tutti i personaggi di una commedia amara alla Alberto Sordi. L&#8217;imprenditore, Serafino Ferruzzi, venuto dal nulla, ma coraggioso e visionario, che crea un impero fino a diventare \u201cl\u2019uomo pi\u00f9 ricco d\u2019Italia\u201d. I quattro figli, Idina, Arturo, Franca e Alessandra alle prese con l&#8217;eredit\u00e0 spirituale del padre tra paure (molte) e atti di coraggio (&#8230;non sempre nel momento giusto). Il cognato ambizioso, Raul Gardini, che prende le redini del gruppo, fiuta il cambiamento dei tempi, acquisisce Montedison e si ritrova perduto in un crocevia di poteri politici ed economici in guerra tra loro. Non mancano le parti in commedia per i politici, pagati, blanditi, affascinati, ma mai domati; e non manca nemmeno il pool di giudici che indaga, che accusa, che a volte umilia e che vorrebbe \u201ctutti dentro\u201d! E, per finire, aleggia su tutti\u00a0il diabolico banchiere, Enrico Cuccia, implacabile guardiano del capitalismo familiare, che mette la parola fine alla storia industriale del Gruppo Ferruzzi. Anche la morte ha un ruolo, imprevista nella fatalit\u00e0 di un incidente aereo per Serafino Ferruzzi e avvolta nelle oscurit\u00e0 di un suicidio per Raul Gardini.\u00a0<\/p>\n<p>Segreto ricostruisce la storia dei Ferruzzi potendo visionare documenti interni del Gruppo, messi per la prima volta a disposizione da Alessandra Ferruzzi e da suo marito Carlo Sama, cos\u00ec come, per la prima volta, ha accesso agli atti dei processi e alle memorie difensive della famiglia. Il libro, come ci ricorda lo stesso autore, ha l\u2019obiettivo di raccontare le strategie, le scelte imprenditoriali e gli stili manageriali di Serafino Ferruzzi e di Raul Gardini alle prese da un lato con le sfide economiche dei tempi, la ricostruzione dopo la grande guerra, il boom economico degli anni \u201960, la febbre della Borsa degli anni \u201980, dall&#8217;altro con i riti della politica della Prima Repubblica e con il loro crollo durante Mani Pulite. Idealmente il libro di Segreto \u00e8 diviso in tre parti: la nascita e la crescita del Gruppo Ferruzzi grazie alla genialit\u00e0 imprenditoriale del suo fondatore; la leadership di Raul Gardini con l&#8217;espansione industriale, la spettacolare campagna di acquisizioni (Beghin Say in Francia), la conquista di Montedison, la creazione di Enimont e l&#8217;idea di una chimica italiana capace di competere a livello mondiale; infine, la terza parte, dedicata al declino del Gruppo, all&#8217;emergere di divisioni sempre pi\u00f9 profonde nella famiglia Ferruzzi, ai debiti, alle scelte azzardate prese in solitario da Gardini, alle indagini di Mani Pulite e al ruolo di Mediobanca indicata come la regista del fallimento del Gruppo (su questo aspetto Segreto \u00e8 molto netto nel suo giudizio).\u00a0<\/p>\n<p>I saggi sui \u201ccapitani d\u2019impresa\u201d sono diventati un vero genere letterario di successo al quale le case editrici continuano ad attingere con convinzione, sostenute dalle scelte dei lettori. In Francia, ad esempio, l&#8217;editore Albin Michel ha pubblicato il libro inchiesta Successions: Secrets de famille di Raphaelle Bacqu\u00e9 e Vanessa Schneider, diventato presto un bestseller e dove si parla delle successioni, del potere e delle tragedie all&#8217;interno di un bouquet di famiglie che rappresentano il top della finanza e dell&#8217;imprenditoria francese: Rothschild, Herm\u00e8s, Lagard\u00e8re, Peugeot, Dassault, Ricard e altre. Soldi, potere, successi non hanno evitato i drammi, i fallimenti, e nemmeno figli che rinnegano i padri o che semplicemente si fanno sfilare gli imperi industriali ereditati. Il libro di Segreto si colloca in questo filone, magari con un taglio pi\u00f9 da storico dell&#8217;impresa e meno da giornalista d&#8217;inchiesta, pi\u00f9 da saggio che da best seller.\u00a0<\/p>\n<p>Negli anni ho raccolto un numero importante di volumi sui Ferruzzi e Gardini e ci ho speso sopra molte ore di studio. La loro storia mi \u00e8 sempre parsa perfetta per raccontare gli intrecci tortuosi, ma affascinanti, tra politica e affari. Ed \u00e8 in questa parte che, secondo me, il libro di Segreto manca di attenzione e di un poco di coraggio.\u00a0<\/p>\n<p>Serafino Ferruzzi crea il suo impero da solo? Ovviamente no. Quale \u00e8 stata invece la rete relazionale che lo consigliava, aiutava, proteggeva? In Italia, ad esempio, quale \u00e8 stato il ruolo di Giuseppe Medici, professore di Serafino a Scienze Agraria di Bologna, storico politico della DC, pi\u00f9 volte ministro della Repubblica, estensore della riforma agraria e tra i garanti per l\u2019amministrazione americana dell\u2019attuazione del Piano Marshall? Come si sono vicendevolmente aiutati, Ferruzzi e Medici, a raggiungere i rispettivi obiettivi: l\u2019uno \u201cfare affari\u201d, l\u2019altro sfamare l\u2019Italia uscita affamata dalla Grande Guerra? Chi ha aiutato il giovane ravennate Ferruzzi, con basiche nozioni di francese e inglese, a diventare amico del presidente argentino Juan Domingo Per\u00f3n e a ottenerne un contratto governativo in quasi esclusiva sulle esportazioni di cereali? Quale rete di protezione permetteva, in piena guerra fredda, al Gruppo Ferruzzi di essere il riferimento mondiale del trading dei cereali verso i paesi dell\u2019Est? Chi ha fatto incontrare Serafino con il potente senatore democratico Richard B. Russell, per anni presidente della commissione bilancio della Camera, a cui compra i terreni nella Mississippi Valley, con cui entra in affari e con cui \u201cparla\u201d dello sviluppo infrastrutturale e logistico, non a caso, del bacino del Mississippi? Non sono domande da poco, perch\u00e9 forniture e finanziamenti a basso costo (Piano Marshall), l&#8217;esclusivit\u00e0 sull\u2019esportazioni argentine, le quote di mercato privilegiate nei paesi dell\u2019Est e la leadership logistica negli USA sono tutti fattori di successo strettamente interconnessi con scelte politiche e con la qualit\u00e0 delle reti relazionali. Di tutto questo ne sappiamo troppo poco.\u00a0<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/61oDMfKAnaL._SL1500__0.jpg\" data-entity-uuid=\"6d8cfaf2-5424-421e-b201-0c74052e91f8\" data-entity-type=\"file\" alt=\"k\" width=\"780\" height=\"1210\" class=\"align-center\" loading=\"lazy\"\/><\/p>\n<p>Raul Gardini crea il suo impero da solo? Ovviamente no. Non regge nemmeno il mito del giocatore amante del rischio e dell\u2019azzardo \u2013 pi\u00f9 volte richiamato da Segreto \u2013 perch\u00e9 non si pu\u00f2 ricondurre la complessit\u00e0 delle sue scelte imprenditoriali a un tratto del carattere. Chi \u00e8 Gardini nei vent\u2019anni che passa all\u2019ombra di Serafino Ferruzzi? Certamente fa il \u201clobbista\u201d a Bruxelles, impara che le leggi si piegano e si modellano sugli interessi specifici (siano essi pubblici o privati!) e che una normativa favorevole pu\u00f2 determinare il successo di un\u2019impresa e viceversa. Scoprire quel Gardini significa scoprire un personaggio diverso da quello raccontato da lui stesso, rilanciato dai suoi addetti alle pubbliche relazionali, confermato dall\u2019opinione comune. Scoprire quel Gardini errante nei corridoi del potere politico significa comprendere meglio le scelte future, la Montedison, l\u2019Enimont e, allo stesso tempo, leggere meglio i riti di quegli anni dove affari e politica apparivano un tutt\u2019uno. Inoltre, addentrarsi in quel mondo ci permetterebbe di leggere meglio anche il presente che, personalmente, non mi pare molto dissimile. Gardini giocatore o pedina mossa da altri? Gardini manipolato e mal consigliato da diabolici maestri dei sussurri e lobbisti spregiudicati? Questa \u00e8 la storia da raccontare, che non \u00e8 solo di Gardini, ma anche dei suoi consiglieri, dei Talleyrand, dei Rasputin\u2026 a modo loro &#8220;lobbisti&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>Infine, Carlo Sama. Meritava di stare nel titolo del libro perch\u00e9 la storia dei Ferruzzi \u00e8 in tre atti ma ne vengono raccontati sempre due. Ferruzzi e Gardini che come Tristano e Isotta stanno sempre insieme. Ma in questa storia c\u2019\u00e8 anche Carlo Sama a cui, peraltro, lo stesso Segreto dedica parte importante del libro. Di Sama sappiamo tanto di quello che Sama racconta di s\u00e9 (essendo in vita, della sua storia \u00e8 ancora vigile custode). Lui \u00e8 l\u2019uomo delle relazioni esterne. Il ponte di contatto con i media e la politica, e per ultimo amministratore delegato, rappresentante della famiglia, liquidatore dell&#8217;impero. La sua deposizione davanti a Di Pietro durante il processo Enimont \u00e8 un manuale di lobbying (di pessima lobbying, mi verrebbe da aggiungere). Il personaggio non \u00e8 stato mai molto simpatico, ma leggendo e rileggendo, viene il sospetto che fosse molto pi\u00f9 sveglio e preparato di quanto non abbia voluto farci credere in quella strategia processuale, adottata da tutti i protagonisti, di scaricare su Gardini tutte le colpe. I cosiddetti comprimari non erano dei tapini, non erano dei coglioni, tutt\u2019altro. E Sama \u00e8 un vero personaggio, non una comparsa, che meriterebbe una storia raccontata fuori dai luoghi comuni.\u00a0<\/p>\n<p>Politica e affari, il filo rosso del libro di Segreto, il cui rapporto pu\u00f2 essere virtuoso come tragico. Il mondo di Serafino Ferruzzi era diverso, pi\u00f9 duro, pi\u00f9 scorretto e pi\u00f9 opaco. Il business era fatto di silenzi, di amicizie e di tradimenti. Il gioco intrecciato tra economia e politica era fatto di trame gestite da reti di influenza difficili da identificare, ramificate in anni e anni di esercizio del potere. Il mondo di Gardini \u00e8 pi\u00f9 chiacchierone, pubblico, spettacolare, ma intrinsecamente pi\u00f9 malato, in cui il potere politico (e industriale) avverte la sua imminente decadenza e prova in tutti i modi a darsi un ruolo e uno scopo, senza riuscirci. In entrambi i mondi c&#8217;era, per\u00f2, un senso dell&#8217;epopea e della tragicit\u00e0, la sfida e il fallimento, che oggi mancano. Politica e affari sono la stampella l&#8217;uno dell&#8217;altro, privi entrambi di visioni e di avversione al rischio, nella presunzione che basti gestire la normalit\u00e0 del presente con l&#8217;unico scopo di durare, sopravvivere. Per questo, sia la politica che gli affari, sono cos\u00ec deludenti e personaggi come Serafino e Gardini insieme ai Medici, agli Andreotti e ai Craxi, con tutte le luci e le ombre che caratterizzano gli eroi tragici, non esistono pi\u00f9. Dove sono gli imprenditori con il coraggio di creare campioni nazionali capaci di innovare e competere a livello globale? Dove \u00e8 la politica che crea le condizioni per soggetti industriali pi\u00f9 grandi, che chiede impegno di responsabilit\u00e0 al mondo imprenditoriale? L&#8217;automotive \u00e8 emigrata, la chimica scomparsa, le banche ripiegate sui loro bilanci (scottate dai fallimenti di inizio secolo e impaurite di fronte a qualsiasi progetto imprenditoriale rischioso), la farmaceutica troppo frammentata (che meraviglioso progetto sarebbe quello di riunire le realt\u00e0 imprenditoriali del settore in uno o due grandi player&#8230;), cantieristiche e difesa troppo piccole per fare da traino al paese, e cos\u00ec via. La &#8220;chimica sono io&#8221; diceva sprezzante Gardini. Forse si sbagliava ma, forse, quel tipo di coraggio imprenditoriale \u00e8 tutto ci\u00f2 che manca a questo paese.\u00a0<\/p>\n<p>Chiss\u00e0 se Luciano Segreto vorr\u00e0 scrivere ancora sui Ferruzzi e chiss\u00e0 se ci potr\u00e0 essere la possibilit\u00e0 di fare nuove domande e provare ad ottenere nuove risposte. Rimane da indagare anche ci\u00f2 che non \u00e8 stato lecito dire. Se vogliamo comprendere meglio la storia di Ferruzzi, Gardini, Sama e tuffarci con occhi diversi nel mondo di oggi, dobbiamo toglierci qualche pregiudizio e qualche paura che, comprensibilmente, rimangono in Il costruttore e il giocatore.\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Sulla storia di Serafino Ferruzzi e di suo genero Raul Gardini si \u00e8 scritto negli anni molto, probabilmente&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":109451,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1445],"tags":[1608,203,204,1537,90,89,1609],"class_list":{"0":"post-109450","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-libri","8":"tag-books","9":"tag-entertainment","10":"tag-intrattenimento","11":"tag-it","12":"tag-italia","13":"tag-italy","14":"tag-libri"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/109450","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=109450"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/109450\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/109451"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=109450"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=109450"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=109450"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}